LE INTERVISTE ITINERANTI DI “CHI VEDO IN CITTA'”: ALLA SCOPERTA DEI “CANNAVINARI” DEL MERCATO COPERTO!

20160518_110940[1]V.M. Piedimonte Matese. Le interviste itineranti di “Chi vedo in città“sono scese in strada, precisamente al “mercato coperto” ad ascoltare cos’hanno da dirci le instancabili signore che vediamo ogni qualvolta ci rechiamo per comprare frutta e verdura. Molto gentilmente mi hanno accolta nel loro mondo variopinto, un mondo che riporta indietro negli anni, quando a lavorare erano le mani.
Abbiamo ascoltato la sign. Mena (nella foto in basso a dx), la veterana del gruppo:

Da quanto tempo svolge questo lavoro e come ha iniziato?
Sono ben 50 anni ormai! Lavoro da quando ne avevo 10, è un lavoro che si tramandava di padre in figlio, dai miei bisnonni. Ricordo che accompagnavo i miei nonni a lavorare la terra, qui a Piedimonte […] tutti coloro che, come me, svolgono questo mestiere, vengono chiamati “cannavinari”. E’ un lavoro che si tramanda di generazione in generazione: in sostanza vengono piantati i vari ortaggi dall’inizio alla fine e, a seconda delle stagioni naturalmente, ogni prodotto viene messo nella terra, poi portato a termine, fino ad essere venduto nel mercato. Ogni prodotto ha un suo tempo, come puoi vedere adesso stiamo piantando fagiolini, zucchini, pomodori, a campo libero tendo a precisare!

Come giungono fin qui i prodotti?
Con l’ape! Ci spiega la sign. Adriana (nella foto in alto) o con qualche altro mezzo a nostra disposizione che ci consenta appunto di portare il prodotto fresco calcolando che viene raccolto massimo il giorno precedente, pulito da eventuale terriccio, lavato, affinché arrivi sui banchi un prodotto fresco. Proprio per questo verso le 6.30 di mattina siamo già qui.
Nel terreno non viene aggiunto nulla se non acqua e letame! Sono prodotti che non hanno bisogno di nient’altro perché è anche l’esperienza ad aiutare, a farci capire quando un prodotto ha bisogno d’acqua e quando no, e poi ci sono i fattori atmosferici che ahimé rovinano il raccolto – come le grandinate di pochi giorni fa- che hanno comportato danni e anche una perdita di raccolto che poi si traduce in una perdita di guadagno. Fare il cannavinaro, oggi, comporta una serie di problemi per cui il guadagno è abbastanza esiguo. Basta una grandinata per rovinare il raccolto, e ci tocca aspettare tre mesi per fare in modo che rigeneri un’altra volta. Tuttavia noi insistiamo perché vogliamo che le gente capisca e si renda conto, non solo di portare avanti una generazione, ma soprattutto la salubrità dei prodotti.

C’è una buona affluenza di persone?
Diciamo che la vita frenetica di oggi ti porta a comprare cose già pronte, però c’è da dire una cosa importante: oggi sapere cosa si mangia è fondamentale, e per fortuna ci sono ancora persone che lavorano la terra! Solo in questo modo tu sai cosa mangi. Al contrario, invece, non sai cosa è stato aggiunto, da dove proviene! Noi facciamo quel che possiamo affinché le persone capiscano l’importanza di mangiare prodotti genuini […] c’è un lavoro dietro non indifferente.

Chiediamo alla sign. Mena
Rifarebbe questo lavoro?
Sì, assolutamente! E’ la passione che mi spinge a fare questo, c’è qualcosa nel mio DNA che mi spinge a fare questo da 50 anni… Purtroppo noi siamo l’ultima generazione che porterà avanti questo mestiere, sebbene cerchiamo di inculcare ai nostri figli questi valori!

E dopo di questo le abbiamo ringraziate e lasciate al loro lavoro. Non senza scattare una foto insieme!20160518_111932[1]

About Valentina Monte (838 Articles)
Giornalista Pubblicista iscritta all' Ordine dei Giornalisti della Campania

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