|LE FOTO|SAN SALVATORE TELESINO, PARLA IL PADRE DELLA BAMBINA VIOLENTATA E UCCISA

Sfondo-righe-copia-blogEmiddio Bianchi. San Salvatore Telesino. Prima di ascoltare il papà, l’amichetto di classe e la donna che l’ha vista in chiesa prima che l’orco la portasse via, abbiamo voluto ripercorrere il tragitto che la piccola Maria ha fatto quel tragico pomeriggio di domenica, lo stesso che gli inquirenti hanno ricostruito con particolari che lasciano pochi dubbi sulla colpevolezza di Daniel, il rumeno che viveva a due passi dalla chiesa e che è trattenuto in stato di fermo, con gravi indizi di colpevolezza per violenza sessuale e omicidio. La bambina, dalla  casa dei suoi genitori, da anni trapiantati a San Salvatore in via Belle Donne, ha raggiunto la chiesa Madre del paese, a meno di cento metri di distanza, un percorso che faceva quotidianamente per aiutare come chierichetta il parroco di San Salvatore. Dopo la messa stava per tornare a casa quando ha incontrato la bestia umana che conosceva e che pare l’abbia convinta a seguirlo in macchina. Non si sa quando e come la belva abbia messo in pratica il suo gesto insano, prima di trasportare la piccola in una piscina privata, nel vano tentativo di simulare un annegamento. Pochi i dubbi per gli investigatori, per loro il colpevole è già stato smascherato, come del resto la pensano tutti in paese. “L’avevo vista il giorno prima- ci dice un compagno di classe della povera Maria mentre depone un fiore ed un messaggio nei pressi della piscina dove è stato ritrovato il suo corpo privo di vita-.  Eravamo grandi amici e lei era una bambina modello”. Una corista della chiesa: ” L’ho vista in chiesa, come sempre. Credo che pochi minuti dopo che è andata via sia stata presa da chi l’ha ammazzata. Lei impiegava non più di due minuti per arrivare a casa”. Già, la casa di Maria, proprio dietro la chiesa, dove incontriamo un papà sull’orlo della disperazione, nell’ultima casa in fondo a via Belle Donne. Cercano di confortarlo alcuni della numerosa comunità rumena di San Salvatore, ma anche diversi italiani, con i quali aveva familiarizzato negli anni. “Non credevo potesse succedere una cosa simile. Mia figlia andava in chiesa ogni giorno.” Questo, l’orco lo sapeva bene perché anche lui la vedeva ogni giorno. Abitando poco distante aveva potuto pianificare il suo piano, secondo quanto stablito dagli inquirenti. “Vi prego, dateci giustizia. Non lasciate che chi ha fatto tanto male a nostra figlia ed anche a noi genitori, possa un giorno tornare in libertà”. Con estremo garbo e molta gentilezza ci prega poi di rispettare il suo dolore. “Un giorno spero di poter parlare più a lungo con voi, se riusciremo a superare questi momenti”. Come dare torto ad un padre che si è visto portare via da una persona conosciuta quanto era a lui più caro.

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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