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I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: ANORESSIA-BULIMIA

cantelmo-300x142|Antonio Cantelmo *| I disturbi del comportamento alimentare sono oggi in preoccupante aumento. Si calcola che il 7% circa della popolazione presenti un disturbo alimentare nella forma di anoressia/bulimia e il 10% nella forma di obesità. Sono questi dati allarmanti e lo sono ancor di più se si tiene conto che tali dati evidenziano solo la punta di un fenomeno in gran parte sommerso: quanti casi non raggiungono i centri specializzati e non vengono rilevati dalle statistiche? A fronte di questa diffusione vorticosa, i disturbi alimentari sono sempre più spesso alla ribalta delle cronache.  L’anoressia e la bulimia riempiono i titoli dei giornali, ma raramente sono argomenti trattati con la giusta competenza. Le persone che ne soffrono si sentono colpevolizzate: un disturbo che esprime un profondo disagio soggettivo viene catalogato come un’anomalia dell’appetito e una mancanza di volontà.  Invece un’efficace attività di prevenzione, capace di evidenziare che il problema non sta nell’appetito ma nelle relazioni e nei sentimenti, consente di ridurre i tempi tra l’esordio della malattia e la cura.

BULIMIAI disturbi alimentari rappresentano un disagio devastante che, se diviene cronico, lascia segni indelebili sul corpo e sulla vita di una persona. Purtroppo, le ricerche ABA (Associazione Anoressia Bulimia) evidenziano che il tempo tra l’insorgere del sintomo e la sua cura è mediamente superiore ai 9 anni, con comprensibili gravissime conseguenze per la salute e non solo. La fascia di insorgenza si sta sempre più allargando: da un lato scende in modo preoccupante fino a comprendere l’età pediatrica, tanto che si è portati a parlare di “baby anoressia”, dall’altro si innalza in modo vertiginoso. In ogni caso, è ancora la fascia pre-adolescenziale e adolescenziale a rappresentare l’età di insorgenza più frequente: anche quando la richiesta di aiuto arriva in età più adulta, nel percorso di cura emerge chiaramente come i prodromi siano presenti già nell’adolescenza, non accolti o non ascoltati. I disordini alimentari sono malattie di origine psicologica. Anche l’obesità sta perdendo la connotazione di patologia strettamente organica e mostra spesso un’etiologia psicogena. La ventennale esperienza dell’ABA con pazienti affetti da anoressia, bulimia e obesità, dimostra che queste patologie funzionano come una sorta di trattamento spontaneo ai problemi di relazione con gli altri.: una risposta spontanea che si produce in concomitanza con eventi che evidenziano l’incapacità o il limite nel confrontarsi, dando origine al disagio. La letteratura clinica testimonia che la genesi è dovuta con grande frequenza ad un vissuto traumatico. Lutti o perdite affettive, maltrattamento e abuso sessuale intra-familiare in età precoce, ma anche rapporti conflittuali con i genitori o tra di loro. La scelta di non alimentarsi fino al rischio di morte (anoressia), l’assumere quantità seriali di cibo per eliminarlo con il vomito auto-indotto più volte al giorno, anche con uso di lassativi e diuretici (bulimia). L’assunzione di cibo senza limite fino a raddoppiare o triplicare il proprio peso corporeo, sono patologie della dipendenza. Queste gravi patologie sono riconducibili ad una richiesta di aiuto non verbalizzata. Non è di conseguenza l’appetito a dover essere curato, ma il soggetto e la sua storia.

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*Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico U.O.C. Medicina Generale e Pronto Soccorso ASL Caserta, Socio Consigliere della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE)                                                                     0823/783600 – 330/659140 – antonio.cantelmo@libero.it

About Lorenzo Applauso (2444 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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