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TERREMOTO, GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE CON FESTE, SAGRE E NOTTI BIANCHE IN TUTTO L’ALTO CASERTANO (!!!!!)

Redazione. Ci chiediamo se l’Alto Casertano, improvvisamente, sia stato trasferito in nord Africa. Ma ieri, 27 agosto, giorno dei funerali delle prime delle trecento vittime del terremoto, non era stato proclamato il lutto nazionale, da rispettare di conseguenza anche da queste parti? Per lutto nazionale non si intende solo l’esposizione della bandiera nazionale a mezz’asta, listata a lutto sugli edifici pubblici oppure il minuto di raccoglimento, ma anche (forse soprattutto, per rispetto a chi ha perso la vita) sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche destinate al divertimento, ivi compresi quindi i concerti, le sagre di paese e le notti bianche. Lutto nazionale significa persino sospensione delle attivita’ lavorative non essenziali e la chiusura delle scuole. Ebbene il lutto nazionale si è andato a far benedire. Noi lo abbiamo constatato nell’Alto Casertano, dove nessuna manifestazione già programmata è slittata almeno di un giorno e dove i ballerini delle scuole di ballo sono andati anche in trasferta a dimostrare le loro qualità. Siamo allo stesso modo sicuri che in nessun altro angolo del Paese Italia, qualcuno si è tirato indietro. Il diverti!vento innanzitutto, in barba alle lacrime del primo momento e ai tanti proclami. Dicevano gli antichi di queste zone: “tristo chi more, chi resta se cunsola”.

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1 Commento su TERREMOTO, GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE CON FESTE, SAGRE E NOTTI BIANCHE IN TUTTO L’ALTO CASERTANO (!!!!!)

  1. Egregia Redazione, quanto è accaduto già lo immaginavo conoscendo l’indole del popolo meridionale e di quello campano in particolare. Non siamo per caso figli delle storiche 3 F (Festa, Farina e Forca)?
    Anch’io ho sentito da lontano la musica festaiola che proveniva da Piazza Carmine ed i fuochi d’artificio provenienti da altri luoghi vicinori non meglio identificati.
    Ma c’è poco da fare se un provvedimento governativo che dovrebbe intimorire chi lo riceve non viene rispettato e chi non lo rispetta è privo di conseguenze.
    Allora penso all’autoflagellazione di cui hanno fatto ostentato sfoggio tutte le istituzioni ed moltissimi cittadini locali per i morti di Dacca.
    Ma allora i riflettori dei mass media erano puntati anche su Piedimonte ed è ovvio che ognuno si sentiva nel diritto-dovere di “recitare” la sua parte.
    Cara Redazione questo modo di fare si chiama semplicemente ipocrisia.

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