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PSICHIATRIA- LA PERSONALITA’ ISTERICA

 

personalita-isterica-1|Antonio Cantelmo *|Frivolo, falso, calcolatore ed egoista. E’ la prima foto “istantanea” della personalità isterica, ovvero di una soggettività dagli atteggiamenti “teatrali”, la cui emozionalità si presenta tanto povera interiormente quanto esagerata nelle relazioni. L’isterico ha cioè scarse capacità di contenere la portata delle sue emozioni, che peraltro vengono stimolate facilmente dalla sua alta suggestionabilità; ne consegue una sua grande difficoltà ad effettuare riflessioni rielaborative sulle emozioni stesse ed un’incapacità pressoché assoluta di prendersene la responsabilità. “Parente” stretto del narcisista, l’isterico, l’isterico appare ancor più “stratega” per le sue innate doti di attore-simulatore, alle quali ricorre automaticamente pur di restare al centro dell’attenzione, pur di avere un “pubblico” davanti al quale scaricare i suoi stati d’animo esagerati e dal quale reclamare l’accudimento (mentre il narcisista reclama l’ammirazione). Queste doti simulatorie, quando il freddo calcolo o la finta condiscendenza non sono più sufficienti per arrivare ai suoi scopi, giungono al punto da riprodurre i sintomi di un incredibile numero di malattie. Le capacità isteriche di inscenare (letteralmente mettere in scena) manifestazioni altamente ricattatorie come le malattie fisiche avevano indotto Freud a codificare la categoria di “carattere isterico”, (per esempio, i classici svenimenti femminili, tipico fenomeno sociale del suo tempo) e quella di “conversione isterica”, ovvero lo spostamento sul piano somatico dell’energia psichica bloccata dal meccanismo difensivo della rimozione, in tal modo l’energia viene svincolata da una corretta relazione dinamica con la coscienza e viene pertanto convogliata esclusivamente verso gli strati, per cosi dire superficiali della medesima. La psicologia esistenziale preferisce invece considerare la patogenesi isterica partendo dal concetto di errata o mancata educazione della personalità, tant’è vero che la tecnica dereflessiva della logoterapia di Frankl, ad esempio si propone di guidare la persona con Disturbo Isterico di Personalità (questa l’attuale terminologia psicodiagnostica dell’isterismo odierno) a rinunciare gradualmente ai suoi atteggiamenti egoistici e seduttivi, partendo dal presupposto che la persona in questione non è tanto un “isterico” quanto un soggetto umano con qualità e risorse proprie ed originali che lo differenziano da ogni altro e che in ogni caso comprendono l’umana capacità (che in questo caso va stimolata) dall’autotrascendenza, (graduale spostamento affettivo da se stesso ad oggetti esterni), ciò che consente di rieducare la persona stessa. L’influenza del disturbo isterico sulla popolazione è ufficialmente valutato intorno al 2-3%. Sono le donne i soggetti più colpiti da questo disturbo?  La risposta è no., questa convinzione  era ed è un pregiudizio vetero-freudiano. Socialmente parlando, tratti isterici o isteroidi sono presenti e diffusi uniformemente in ambedue i sessi. Le frivolezze dell’edonismo consumistico, che oggi fanno cosi tendenza, da un pezzo non sono più appannaggio esclusivo di strati sociali femminili o di certi gruppi omosessuali. Il tratto sessuale isterico infatti è anch’esso tipicamente esagerato e caricato, pertanto un uomo che esibisca sistematicamente forza atletica e virilità lo fa per motivazioni assolutamente simili a quelle per cui una donna cambia abiti o trucco in continuazione. Sono proprio i maschi i soggetti più colpiti da Disturbo Narcisistico, mentre alcuni studi diversamente strutturati riportano percentuali sociali simili tra maschi e femmine per quanto riguarda il Disturbo Istrionico. A ben vedere anche l’etimo hystera (utero) con cui si attribuiva questo disturbo alla donna ai tempi di Freud, è stato forse ragionevolmente sostituito con un altro etimo, il tardo latino histrio a sua volta forse derivante dalla città etrusca di Histria, da cui il termine di istrione, che indicava le caratteristiche di attore di poco conto che recitavano con enfasi accentuata per suscitare nel pubblico facili e forti emozioni. Che cosa intendo dire? Se è vero che, classicamente, l’isterico può imitare inconsapevolmente un gran numero di malattie (celebri le paralisi, la cecità, la perdita di olfatto, di gusto, il bolo isterico), è altresì vero, infatti, che di questo disturbo sono via parse sempre più evidenti non solo le doti imitative, tipiche di chi è fortemente impressionabile, ma anche gli atteggiamenti caratteristici di chi è portato a simulare e manipolare, giungendo a modificare rapidamente le sue modalità espressive a seconda dell’ambiente e dell’interlocutore.  In modo significativo, ricerche scientifiche hanno messo in luce come pazienti isterici riproducano sempre quei contenuti della propria infanzia corrispondenti alla scuola a cui appartiene lo psicoterapeuta, per esempio sogni a sfondo sessuale con psicoanalisti, complessi di inferiorità con esperti di psicologia individuale (analisti adleriani), simboli archetipici con seguaci di Jung e simili. In questo senso parliamo di “evoluzione” di questa psicopatologia, cioè in senso storico-epocale, con l’attuale codificazione ufficiale di Disturbo istrionico di Personalità che mette in rilievo le doti manipolative dell’isterico. Ecco perché  la psicologia esistenziale cura l’isterismo con la rieducazione emozionale e non ricercandone la genesi. Dopo l’ultima ricodificazione di questo disturbo, sono stati di agnosticamente separati i disturbi di conversione somatica transitori, dai sintomi isterici permanenti, legati quindi alla personalità: la menzogna, la mitomania e l’egocentrismo (presente anche sotto le mentite spoglie di una finta e manipolatoria compassione). In quest’ultimo caso scatta facilmente la fredda la fredda e ricattatrice vendicatività dell’isterico, spesso sovrapposta rispetto alle “colpe” del destinatario, ed unico maldestro tentativo di rielaborare l’inevitabile delusione provata verso quest’ultimo. Da qui, tuttavia, il citato atteggiamento teatrale-isterico può anche tradursi, in atteggiamenti fintamente compassionevoli. Il fine è pur sempre quello di trarre il maggior vantaggio possibile anche dall’apparente sincerità. Tutte le risorse di questi soggetti vengono insomma mobilitate per attirare l’attenzione altrui e mantenere sotto tensione soprattutto l’ambiente familiare, cui possono facilmente riservare violenti attacchi di collera per poi riscuotere l’apprensiva attenzione tornando a mostrarsi fragile e dipendente. Si tratta infatti di una patologia di polarità opposta alla tipica introversione melanconica del distimico: l’isterico trasforma rapidamente ed esageratamente ostacoli e stati oppressivi in reazioni violente.  Pur di non prendersi la responsabilità delle proprie emozioni, l’isterico può reagire a specifici eventi per lui disturbanti con amnesie o deformazioni di ricordi significativi, confabulazioni, stati sonnambolici, crepuscolari, letargici, catalettici o catatonici o, al contrario, con deliri di grandezza, stati di sovraccetazione psicomotoria, simulazioni schizofreniche o epilettiche, disturbi di tipo maniaco-depressivo. A volte il confine con la schizofrenie vera e propria è davvero labile. La personalità istrionica, cosi come quella narcisistica, assomiglia a quella dello stesso tossicodipendente nella misura in cui il suo soddisfacimento è legato alla gratificazione immediata: cosi la routine sul lavoro può venire facilmente a noia; ed un progetto da poco iniziato con entusiasmo può venire altrettanto rapidamente abbandonato. Questo perché essa abbisogna di investire emotivamente in modo sempre forte e superficiale, cosa che costringe l’istrionico grave a rimanere nel suo pericoloso circuito fatto di impressionabilità, vendetta, seduzione, fascinazione, delusione e finta compassione. L’esagerata e superficiale tonalità emotivo-affettiva dell’istrionico lo porta pertanto ad una continua altalena di interessamenti e disaffezioni, esponendolo a tentazioni anche oggettivamente rischiose: basti pensare ai finti tentativi di suicidio messi in scena come arma suprema di ricatto verso familiari o partner; a volte purtroppo vengono inscenati “troppo” bene ed il soggetto che si era svenato nel modo più “realistico” possibile per ottenere il massimo di attenzione muore suo malgrado. Questi casi, fortunatamente, non sono cosi frequenti, ma è indubbio che la qualità della vita dell’isterico-istrionico è gravemente condizionata da una sorprendente immaturità emotivo-affettiva che lo costringe nei casi limite, ad una vita decisamente difficile, assai avara di soddisfazioni autentiche.

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Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico U.O.C. di Medicina Generale e Pronto Soccorso, Socio Consigliere della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE) – 0823/783600 – 330/659140 -antonio.cantelmo@libero.it

Informazioni su Lorenzo Applauso (664 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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