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PIEDIMONTE, LA TERAPIA DEL DOLORE DIVENTA UN’ ESIGENZA PER IL TERRITORIO NON PIU’ RINVIABILE.L’ASL FACCIA LA SUA PARTE

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|Lorenzo Applauso|Piedimonte Matese. C’è fermento e forte  preoccupazione nell’alto casertano per le   esigenze sempre piu’ pressanti che richiede il territorio in merito ad alcune branche della medicina. La terapia del dolore ad esempio, rappresenta oggi uno dei punti essenziali ed imprescindibili per la cure delle numerose patologie del dolore, tenuto conto anche l’alta incidenza delle malattie tumorali.

Ciò premesso, il sollievo dal dolore, deve essere un obiettivo prioritario in ogni fase della malattia oncologica e non, raggiungibile, nella maggioranza dei casi, con la sola terapia farmacologica secondo anche l’indirizzo del Ministero della Salute. Ma se un centro che lavori a tempo pieno non c’è, cosa potrà fare il paziente quando si trova di fronte al dolore? Certo, a Piedimonte Matese c’è un centro e anche altamente funzionale, come ammettono gli stessi pazienti, con a capo il dr Bernardo Di Matteo, con una lunga  esperienza maturata in questo settore della medicina che affronta quotidianamente questo impegno come una vera è propria missione. Ma il problema dove sta allora? Evidentemente tutto questo non basta perché la domanda dei pazienti è alta e le ore che l’Asl di Caserta ha concesso per questo importante ambulatorio, evidentemente, non bastano anche se, il dr Di Matteo non guarda mai l’orologio pur di aiutare i suoi pazienti. Alla nostre domande per capirne di piu sul problema che ci è stato segnalato piu’ volte dai pazienti, il medico responsabile della struttura, non ha aperto bocca. ”Io non sono tenuto come dipendente ad affrontare questi problemi per cui di queste cose non parlo”. In sintesi, l’Asl, deve affrontare subito questo problema con un ambulatorio a tempo pieno perché l’utenza è vasta. Un paziente di Gallo Matese o Letino, tanto per citare solo qualche comune geograficamente lontano dalle aree metropolitane, dove evidentemente ci sarebbe possibilità non può affrontare ulteriori disagi. La distanza, la viabilità e i trasporti pubblici fanno il resto. I servizi  intesi come trasporto pubblico e strade sono carenti e non è concepibile che un paziente deve recarsi lontanissimo dal suo territorio per una terapia. L’aumento delle ore ma soprattutto una struttura, una unità operativa deve essere l’obiettivo immediato che l’Asl deve mettere nella prima pagina dell’agenda. Alla sofferenza del dolore non si può aggiungere anche il disagio per trovare un centro disponibile altrove e con ore di viaggio.

Informazioni su Lorenzo Applauso (664 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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