Ultime notizie

L’ANSIA:UN “PENOSO” SENTIMENTO DI ATTESA

 

ansia|Antonio Cantelmo *|L’ansia ( agitazione dell’animo ) è una condizione molto comune nella vita di ognuno di noi. Non sempre la stessa è sinonimo di disturbo, anzi frequentemente è proprio l’ansia ad aiutarci nell’esplicitazione delle attività lavorative e sociali. In tal caso si parla di un’ansia prestazionale più frequentemente finalizzata alla realizzazione di un obiettivo ( esecuzione di un compito, di un lavoro ) e spesso di breve durata. Tuttavia in alcuni soggetti può manifestarsi un’ansia patologica che risulta invalidante per il funzionamento sociale, relazionale, e lavorativo. Ansia eccessiva, preoccupazioni relative a questioni di poco conto, nervosismo, sensazione di “ nervi a fior di pelle “ sono tutti sintomi per i quali è da subito opportuna un’attenta valutazione psicologica e psichiatrica e eventuale supporto psicoterapeutico e farmacologico. Volendo riferirci all’ansia con un linguaggio psicopatologico, potremmo definirla come “ un’attesa penosa “ rivolta ad un pericolo indeterminato e indefinito vissuto dal soggetto in maniera globale. Spesso a tale sentimento si aggiunge un corteo sintomatologico di tipo somatico: tremori, parestesie ( formicolii ), sudorazione profusa, dolore toracico, sensazione di soffocamento, dispnea; accompagnati dalla paura di morire e/o di impazzire oltre che da disturbi gastrointestinali come diarrea o stipsi. A volte tale sintomatologia si sviluppa nell’arco di breve tempo, all’incirca dieci minuti, generando un episodio definito “ attacco di panico “ che a sua volta può essere palesemente dipendente da uno stimolo ansiogeno di una situazione specifica oppure completamente estraneo a qualsiasi situazione. In genere questi sintomi possono articolarsi in modo complesso ed eterogeneo, componendo quadri clinici non sempre facili da valutare. L’attuale nosografia ( DSM V ) suddivide la stessa in disturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacco di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post traumatico da stress, fobia sociale, fobia specifica e disturbi d’ansia non meglio specificati. In realtà, se da un lato la descrizione di quadri clinici caratterizzati da rigidi criteri favorisce una semplificazione della diagnosi, dall’altro rischia di semplificare eccessivamente il malessere del paziente con la conseguenza di proporre terapie sempre uguali a sé stesse e basate su schemi predefiniti e impersonali. L’ansia, infatti, non sempre esprime un disturbo conclamato; spesso è parte di altre problematiche psicologiche o psichiatriche di cui rappresenta solo un epifenomeno. In questi casi dobbiamo pensare all’ansia come ad un “ termometro del nostro stato d’animo “. Il paragone che lo psichiatra più spesso chiama in causa è quello con la febbre. La “ febbre “ può essere espressione di una malattia più o meno grave come, ad esempio, una polmonite. Lo stesso vale per l’ansia che spesso è indice di altri disturbi : depressione, stati misti, distimie, ecc.E’ intuitivo dunque che estinguere l’ansia con farmaci sintomatologici non equivale a risolvere il problema. Proprio come per la febbre da polmonite, per la quale occorre un antibiotico specifico, anche per curare l’ansia occorrono farmaci curativi differenziati quali antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore. Le benzodiazepine ( classe di farmaci ansiolitici in cui troviamo: il lorazepam, diazepam, bromazepam, alprazolam, etizolam, clobazam, delorazepam, ecc. ) dovrebbero essere limitate a poche settimane di terapia per evitare il rischio di creare tolleranza e dipendenza in utilizzatori abituali. Altre manifestazioni dell’ansia sono quelle relative al soma, ossia al corpo. L’ansia somatizzata cronica è riscontrabile in una vasta parte della popolazione italiana. Spesso tale condizione si associa a stress lavorativo e a situazioni che in modo subdolo minano la serenità quotidiana, manifestandosi in sintomi cosiddetti fisici: rush cutanei, dermatiti, prurito, disturbi gastrointestinali, aritmie, ecc. : ci troviamo nel campo della psicosomatica. In tale ottica il disturbo si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio. Un approccio del genere permette una valutazione clinica più completa dei diversi sintomi lamentati dal paziente e aiuta il curante a considerare la mente e il corpo in perenne relazione (psicosoma: unità mente-corpo).  In quest’ottica, potremmo affermare che l’ansia mima sintomi somatici rendendosi spesso corresponsabile della genesi e del peggioramento di malattie dermatologiche, endocrinologiche, cardiologiche, mediche e chirurgiche. Il disturbo psicosomatico, quindi, deve rappresentare un campanello d’allarme che se opportunamente trattato migliora la qualità di vita del paziente e previene altri tipi di patologie. Quando un medico non riesce a trovare una causa oggettiva a determinati disturbi, può capitare che si esprima rassicurando il paziente con frasi del tipo : “ è solo ansia, avrai dell’ansia perché sei stressato, è un problema di ansia e l’ansia passerà “. Tale atteggiamento può indurre il soggetto affetto da ansia a sottovalutare il sintomo psichico e a dare invece importanza al sintomo somatico percepito, con la conseguenza di una diagnosi psichiatrica tardiva e di un trattamento non tempestivo che eviti una cronica somatizzazione dell’ansia.

“ L’atto della nascita è la prima esperienza ansiosa e quindi la fonte e il prototipo della stessa“ ( Sigmund Freud 1856 – 1939 ).

*Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico U.O.C. di Medicina Generale e Pronto Soccorso ASL Caserta, Socio Consigliere della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE) -0823/783600 – 330/659140 – antonio.cantelmo@libero.it

 

 

 

 

Informazioni su Lorenzo Applauso (681 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: