“ASSOPIGLIATUTTO” SI SGONFIA: MANCANO I RISCONTRI ALLE PAROLE DI SCIALDONE E DI NARDI. SAREBBERO INATTENTIBILI

guardia-di-finanza1CASERTA – Assopigliatutto l’operazione che ha portato all’arresto di politici ed impreditori potrebbe trasformarsi in una bolla di sapone? Chissà, dall’aria che tira e dai risultati del riesame potrebbe essere, anche se certamente i giudici avranno le loro buone ragioni ad alzare un polverone senza fine fino a far scattare le manette. Mancano «riscontri  » alle parole del faccendiere di Vitulazio, Antonio Scialdone, e dell’imprenditore Alberto Di Nardi, quindi le loro dichiarazioni non sarebbero attendibili    sulla posizione di Francesco Iavazzi, titolare della Impresud. È questa la sintesi della motivazione depositata dai giudici del tribunale del Riesame che venti giorni fa hanno annullato l’ordinanza di arresto per il fratello del patron della Juvecaserta. Un colpo all’accusa e uno all’ordinanza del gip che ha messo la firma sull’inchiesta «Assopigliatutto».
Un colpo, il tribunale della Libertà, lo assesta anche alla Stazione Unica Appaltante, strumento di garanzia di legalità negli appalti, ma troppo lenta, per i giudici. Il magistrati Mariarosaria Orditura, Luca Purcaro e Francesca Pandolfi chiedono maggiori elementi alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha indagato sull’impresario di Caserta. La ditta di Iavazzi avrebbe fornito i mezzi alla società Termotetti di Luigi Imperadore di Gioia Sannitica per accedere agli appalti nei comuni di Alvignano, Bellona e Casagiove. Iavazzi era stato arrestato, ma subito scarcerato dal Riesame. Insomma, il quadro indiziario «non ha raggiunto una qualificata gravità e il compendio probatorio è insufficiente»

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