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L’USO DEI SUFFISSI –AGINE –AGGINE: QUANDO USARE L’UNO O L’ALTRO CASO

GRAMMATICAMENTETorna il consueto appuntamento con Gramm@ticamente, lo spazio dedicato alla lingua italiana.  Questa volta ci soffermeremo sull’uso dei suffissi –agine o –aggine.
Quando occorre una sola g? Quando due? Chi parla, e chi scrive, sarà influenzato dal proprio dialetto, infatti un meridionale sarà portato a pronunciare il suddetto suffisso raddoppiando la g; questo, ripeto, perché influenzato dall’italiano parlato, e dal dialetto nello specifico. Tuttavia, esiste
un semplice espediente per non essere tratti in inganno:
– si usa il suffisso –aggine (per es. stupidaggine, sfacciataggine, goffaggine, ecc.) quando, tolto il suffisso in questione, avremo: stupido, goffo, sfacciato, ecc., dunque parole, nomi, aggettivi che hanno un loro significato;
– si usa il suffisso –agine (per es. voragine, indagine, immagine, ecc.) quando, invece, tolto il suffisso, avremo una parola senza senso: vora-, inda-, imma. Dunque, in questi casi, bisogna usare il suffisso con una sola g. Naturalmente, anche in questi casi esistono delle eccezioni come propaggine che si scrive con due g anche se, in antichità, si scriveva propagine, dunque con una sola g.
A presto con tante altre curiosità!

Informazioni su Valentina Monte (421 Articles)
Giornalista Pubblicista iscritta all' Ordine dei Giornalisti della Campania

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