L’OPERA PRESEPIALE DEI CASERTANI DI NUZZO E CAMPOLATTANO ESPOSTA AL CENTRO DI NAPOLI

img_0059In occasione della trentunesima edizione della mostra di Arte Presepiale, che sarà allestita fino al prossimo 8 gennaio 2017 presso il Complesso Monumentale San Severo al Pendino di Via Duomo a Napoli a due passi da San Gregorio Armeno, i maestri casertani Sabino Di Nuzzo e Michele Campolattano sono i creatori della principale opera esposta: il Presepe Monumentale.  L’evento, promosso dall’associazione “Amici del Presepio”, è uno degli appuntamenti fissi del panorama di mostre presepiali in ambito nazionale.  L’ispirazione di questo presepe, che rappresenta la natività in rudere di tempio, è il Tempio di Vesta situato sull’Acropoli di Tivoli (l’antica Tibur che Virgilio chiamò la Tibur Superbum) è uno dei più ritratti nel ‘700 da artisti italiani e stranieri. Gli autori, di origine maddalonese, hanno riprodotto il suo periptero corinzio a forma circolare con colonne di ordine corinzio-italico sovrastate da una trabeazione finemente scolpita. Ambientare la natività in rudere di tempio, piuttosto che in una stalla o in una grotta si concretizza proprio nel ‘700 per il gusto neoclassico che cominciò a diffondersi dopo i ritrovamenti dei templi e dei “palatia” degli scavi di Pompei ed Ercolano. Tutto è simbolo della vittoria del cristianesimo sulle antiche e pagane divinità. Magnifiche le sfumature dei colori impresse all’intero manufatto, sfumature che hanno sapientemente amalgamato il lavoro delle due menti e delle “quattro mani” esaltandone la spettacolarità. Sabino e Michele, pur lavorando in ambiti completamente diversi tra loro e lontani dal mondo dell’Arte Presepiale, utilizzano gran parte del loro tempo libero per realizzare dei veri e propri “capolavori” che espongono in tutt’Italia ed in molte importanti città europee. Molti allievi e appassionati cultori dell’arte presepiale, come l’alvignanese Giuseppe Terminiello, nei prossimi mesi quasi sicuramente affiancheranno i due maestri  per perfezionare la tecnica e accrescere le proprie competenze,  in un mondo in cui non si finisce mai di imparare.

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