ANGELO DI COSTANZO TORNA AD ALVIGNANO

 

15400495_10207865268085919_4630838325550423873_nALVIGNANO. Domenica scorsa è stata la prima volta che Angelo Di Costanzo ha messo piede ad Alvignano, dallo scorso 13 settembre. Vi è pervenuto per adempiere al diritto dovere di elettore, in occasione del referendum costituzionale. Il sindaco di Alvignano e presidente della provincia di Caserta era stato allontanato dal centro cubulterino perché coinvolto nella vicenda giudiziaria denominata “Assopigliatutto”, prima con la custodia cautelare in carcere e, dal sei ottobre, con i domiciliari fuori provincia. Aveva stabilito la sua sede a S. Salvatore Telesino, un piccolo centro del Beneventano che gli consentiva di respirare l’aria di quel territorio sannita in cui è ascritto Alvignano e tutto il “matesino”. Da quella località, inoltre, a Di Costanzo era consentito di ammirare le meravigliose montagne del Matese prima splendidamente dipinte di variopinti colori e ora superba-mente innevate. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, il presidente Di Costanzo, anche se dal suo viso appariva una lampante emozione e una evidente nostalgia. Lo si evinceva anche dal tragitto che aveva percorso per arrivare ad Alvignano, non per la più agevole su-perstrada Caianello-Benevento, ma attraverso Alvignanello e poi Ruviano, che lo inducevano ad attraversare il “suo” collegio provinciale. Quasi come se volesse “trezziarlo” per goderselo appieno prima di assaporare l’emozione e la gioia dell’attesa di rivedere la sua Alvignano. Dove, appena giunto, ha frettolosamente rivolto lo sguardo verso la casa comunale, stabile in cui ha “domiciliato”, come primo cittadino, per quasi dieci anni. E stato, poi, salutato affettuosamente numerosissimi amici. Tra i tanti l’attuale presidente della provincia di Caserta, Silvio Lavornia, che «passando per caso doverosamente l’ho abbracciato – ha riferito Lavornia – per consolidare un rapporto umano e politico, augurandogli, nel pieno rispetto della magistratura, tutto il bene possibile». Invece il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, che si trova a Gaeta non ha avuto la notifica «probabilmente per qualche intralcio burocratico – ha riferito raggiunto telefonicamente -».
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