PSICHIATRIA – LA DEPRESSIONE: UN “AUTUNNO” DELL’ANIMO

cantelmo-300x142|Antonio Cantelmo*|Con il termine depressione si indica comunemente un forte e repentino calo del tono dell’umore nella persona. In senso clinico tale termine indica una sofferenza ben più grave della tristezza che può essere sperimentata in certi periodi della vita; la depressione è infatti caratterizzata da profonda afflizione, da perdita di interesse in ciò che prima dava soddisfazione, da sintomi fisici e da disturbi del pensiero. Nella depressione l’abbattimento permea l’intera persona e la flessione umorale perdura con significativi e continuativi livelli d’intensità e durata, essa inoltre viene manifestata anche a livello corporeo con sintomi psicofisiologici “ negativi “. La persona si sente come vuota e non più capace di gioire, ma anche di arrabbiarsi e quindi di provare qualsiasi emozione e sentimento (una “morte interiore”). La vita si trasla allora verso il dolore ed una continua tristezza che portano la persona all’incapacità di apprezzare qualsivoglia cosa ( anedonia), in particolare verso le cose che invece prima rendevano felici. Essa è ulteriormente connotata da sensazione di forte infelicità e malessere diffuso, continuo stato d’animo pessimista, senso di intrappolamento in un tunnel senza via d’uscita. Quindi nell’individuo depresso hanno la meglio e si diffondono abbattimento, sofferenza, disperazione ed anche rallentamento psicomotorio ed espressivo (gesti e mimiche facciali povere o assenti), calo delle prestazioni cognitive (memoria, pensiero, percezione, ideazione, concentrazione), intontimento, chiusura in sé stessi con indifferenza verso il mondo e le persone, confusione, senso di inadeguatezza e di incapacità, idee deliranti, allucinazioni e pensieri suicidari. Generalmente durante la depressione l’appetito diminuisce o aumenta in modo considerevole e di conseguenza si assiste ad un dimagrimento o ad un incremento di peso, la stanchezza aumenta, i movimenti si rallentano e il sonno diventa instabile aumentando o diminuendo in modo considerevole. La persona smarrisce inoltre la capacità di pensare, di concentrarsi e di prendere decisioni e rimane molto tempo a rimuginare sui propri “ errori ” e su cose negative in realtà sopravvalutate ed idealizzate. Tale continuo rimuginare porta ad ulteriori sintomi psicofisici negativi, ai sensi di colpa, ad idee circa il suicidio e può trasformarsi in veri e propri deliri del pensiero. Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) la depressione è purtroppo una delle malattie più diffuse ed invalidanti al mondo e spesso viene riconosciuta e/o curata dopo molto tempo, rendendo la sua intensità ancora più grave. Altre volte viene sottovalutata, in particolare se colpisce in giovane età, e a riprova di ciò vi sono le sempre più numerose morti per suicidio tra gli adolescenti. La depressione è doppiamente più comune nel sesso femminile sia in età adolescenziale che adulta rispetto al sesso maschile, mentre il tasso di malattia sembra non essere in relazione con l’etnia, l’educazione, il reddito o lo stato coniugale della persona. Essa può avere un esordio lento o acuto ed essere scatenata da un qualcosa di fortemente traumatico, ma anche sopraggiungere senza fattori concomitanti (depressione endogena) ed assumere forme minori della durata di alcuni mesi o forme croniche con umore depresso per anni. Inoltre l’umore depresso può distinguere certe dinamiche psicofisiche successive ad eventi come ad esempio l’alternarsi delle stagioni (depressione stagionale) o l’arrivo di un bambino (depressione post partum). La depressione può esordire ad ogni età, con un’età media di esordio intorno ai 25 anni; inoltre essa spesso segue un grave e stressante evento per l’individuo, come ad esempio la morte di una persona cara o un altro evento fortemente traumatico (depressione reattiva). Dunque in certi casi il calo del tono dell’umore può avvenire in seguito ad eventi molto negativi, che innescano caratteristiche psicologiche e personologiche (ipersensibilità emotiva). In tal caso alla base della depressione sembra esserci una personale costituzione neuropsicologica della persona, la quale può riversarsi patologicamente all’esterno da sola o sulla base di dinamiche di vita traumatiche. Un calo dell’umore passeggero e di entità modesta può essere normale, ma si tratta invece di un vero e proprio disturbo psicopatologico, quando esso stesso perdura per settimane, mesi o anni e si concretizza in sintomi depressivi intensi, molto frequenti e tali da compromettere la normale vita della persona nelle sue diverse dimensioni (personale, sociale, lavorativa, relazionale, ecc.). Come accennato i sintomi psicofisici della depressione sono molteplici e raggruppabili in : perdita di qualsiasi interesse e rapporto interpersonale, dinamiche emotive inadeguate e/o eccessive, scarsa o assente autostima, forte rallentamento o blocco psicocognitivo e fisiologico (ad esempio blocco dei pensieri, sguardo fisso e attività mimica, gestuale e verbale lente). Altri sintomi che vanno ricordati sono: affaticabilità, intorpidimento psicofisico, inappetenza o iperfagia, insonnia o ipersonnia, disturbi psicosomatici, disturbi sessuali (calo della libido). Infine nei casi più gravi possono comparire sintomi psicotici, quali allucinazioni e/o deliri ( deliri di colpa, di rovina personale, di avere malattie, di perdere tutti gli averi, di essere perseguiti, di essere osservati, ecc.), fino all’ulteriore fuoriuscita di pericolose ideazioni suicidarie, che possono purtroppo avere risvolti tragicamente letali. Le complicazioni della depressione possono essere la comparsa di ulteriori patologie mentali, quali anoressia e/o bulimia, disturbi d’ansia, disturbi di panico, disturbi ossessivi-compulsivi, l’abuso e la dipendenza da alcol o da altre sostanze psicoattive e infine, come già detto, tentativi suicidari o cronicizzazione del disturbo stesso.

*Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico U.O.C. di Medicina Generale e Pronto Soccorso ASL Caserta, Socio Consigliere della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE). 0823/783600-330/659140 – antonio.cantelmo@libero.it

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Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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