MEDICI A GIUDIZIO, PROSCIOLTI IERI I 20 MEDICI OSPEDALIERI ACCUSATI DI TRUFFA E PECULATO. IL FATTO NON SUSSISTE

Prosciolti i  venti medici ospedalieri perché il fatto non sussiste. Lo ha deciso ieri il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere chiudendo cosi l’amara vicenda che ha certamente danneggiato i professionisti accusati di truffa e peculato. Secondo l’accusa non avevano versato il dovuto all’Azienda sanitaria di appartenenza, relativamente alle prestazioni intramoenia e per questo motivo finirono sotto accusa .Protagonisti dell’amara vicenda  20 medici in servizio negli ospedali di Teano, Piedimonte Matese e Caserta. Il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Nicoletta Campanaro, infatti, li rinviò a giudizio. L’inchiesta,  scosse gli ambienti sanitari dell’intera provincia di Caserta,   allorquando nel 2009 la Guardia di Finanza, su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, perquisì gli studi e le abitazioni di trentaquattro medici. Professionisti in servizio presso strutture pubbliche e che prestavano, inoltre, attività professionale in forma privata, adottando il sistema dell’intramoenia. Un protocollo, entrando nello specifico, secondo cui il medico dovrebbe versare il 50% del proprio fatturato all’Asl o all’Azienda Ospedaliera di appartenenza. Il sistema dovrebbe – contemporaneamente – generare parcelle più contenute in favore dei pazienti e maggiori entrate nelle casse delle aziende sanitarie. Dall’inchiesta originale, per 14 medici fu disposta l’archiviazione, mentre gli altri venti dovettero poi difendersi fino ad arrivare oggi  con il proscioglimento. Per loro è finito un incubo.

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Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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