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REPORTAGE – STAZIONE DI ALVIGNANO: UN VIAGGIO FRA ERBACCE E DEGRADO ASPETTANDO IL TRENO PER NAPOLI

Alvignano. Degrado alla stazione ferroviaria della ex alifana di Alvignano, chiusa ormai da tempo e diventata ricettacolo di erbacce e rifiuti. Siamo “dietro le quinte” del piccolo comune, alle spalle di corso Umberto, dove si svolge la vita della piccola cittadina. L’estate e le elezioni appena finite lo rendono ancora piu’ vivo. Capannelli ovunque, in questi giorni, dove non si parla d’altro: delle aspettative del nuovo sindaco Marcucci  e delle possibili strategie amministrative. Imbocchiamo una della tante stradine del corso principale che è però ben tenuto; una casa comunale messa a nuovo, piu’ in la,  la nota pizzeria Elite che richiama sempre piu’ gente.  Vari i negozi, tutti concentrati in un pezzo di corso sostanzialmente gradevole anche per scambiare quattro chiacchiere con  gli amici. Un pò il salotto della città sempre piu’ spopolata. Qui il lavoro non c’è e i giovani scappano in cerca di futuro come un pò ovunque.

 

La piazza di fronte al comune resta un pò un’idea cervellotica se ci consentito il termine, delle vecchie amministrazioni che hanno voluto  un design e un progetto poco essenziale e dove perdere tanti parcheggi è stato davvero un grosso errore proprio dove invece c’era maggiore necessità di spazi. Lasciamo un mondo diverso dunque, corso Trieste,  per scendere nel grande parcheggio della stazione e quando arrivi, ciò che ti colpisce come un  utentico pugno in faccia, sono le erbacce  altissime ai piedi della vecchia stazione ferroviaria, una volta viva e snodo importante dei trasporti su ferro per chi viene da Napoli per andare Piedimonte e viceversa.

 

Jpeg

All’interno della stazione è abbandono totale: scritte sui muri e cancelli sbarrati che vietano l’accesso alla vecchia biglietteria. Troviamo due ragazze che fumavano, normali sigarette, ma quasi nascoste, sedute  su una vecchia scala che non porta da nessuna parte.  “Chi deve obliterare il biglietto non può farlo, la macchinetta è rotta, non funziona – ci dicono –  la biglietteria nemmeno.   L’altra sera non sono riuscita a  prendere il treno per Piedimonte Matese – ci spiega una  delle ragazze –    perché l’edicola che è l’unica che vende i biglietti ad Alvignano era chiusa e  salire sul treno senza biglietto era un rischio che non ho voluto correre. Il controllore mi avrebbe multato nonostante le mie buone ragioni”. In realtà anche per fare il biglietto, per prendere il treno per Napoli o Piedimonte devi pensarci prima. Fuori orario dei negozi rimani a piedi oppure devi tentare la fortuna con la speranza che il controllore non arrivi.

Non  sappiamo di chi sia la responsabilità del degrado né può interessarci piu’ di tanto. La stazione, resta tuttavia una angolo della città  che fa perdere punti all’immagine di uno dei posti piu’ belli della Campania. Un abbandono palpabile e visibile a chiunque arrivi da queste parti. Un degrado che, qualora ce ne fosse bisogno,  ci viene ricordato anche da un grosso topo di fogna  che ci attraversa improvvisamente  la strada, poco lontano dai binari e ci “accompagna” fino alla macchina.

 

Informazioni su Lorenzo Applauso ()
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

2 Commenti su REPORTAGE – STAZIONE DI ALVIGNANO: UN VIAGGIO FRA ERBACCE E DEGRADO ASPETTANDO IL TRENO PER NAPOLI

  1. giovanni giuseppe caracciolo // 18 giugno 2017 alle 22:16 // Rispondi

    Non è, purtroppo, solo la stazione di Alvignano a versare nelle condizioni magistralmente descritte. Anche le altre, tranne quella di Sant’Angelo in Formis, ben tenuta anche per motivi di servizio della Linea. Sicuramente non è pensabile che quando calano le tenebre una studentessa o una lavoratrice possa attendere un treno in stazioni prive di videosorveglianza e dispositivi per chiedere soccorsi sanitari, di polizia o poter semplicemente comunicare col Dirigente per sapere se il treno arriva regolarmente o è sostituito da un autobus. Sono lontani i tempi in cui le stazioni dell’Alifana vincevano il premio “Stazioni Fiorite” perchè circondate da bellissime aiuole con splendidi fiori ed alberi curati con amore dal Personale di Stazione che coccolava i viaggiatori contribuendo a rendere piacevole prendere il treno. Purtroppo lo stato d’animo è sensibilmente mutato e questo si riflette nella vita di tutti i giorni. Restaurate, si potrebbero dare in affitto ad Enti o a Cittadini (La stazione di Alvignano, ad esempio, ospitava i Vigili Urbani, che rappresentavano una sicurezza anche per gli Utenti). Questo non avviene perchè è difficile il rapporto con l’Amministrazione: ci sono Dirigenti della Ferrovia che non sono mai saliti sul treno e non conoscono nè la Linea nè gli ormai vetusti rotabili revampizzati dotati anche di vecchi radiatori che mandano in tilt i motori sulla livelletta tra Piana di Monte Verna e Caiazzo. L’Alifana è confluita nel grande calderone dell’Ente Autonomo Volturno che dovrebbe gestire la Circumvesuviana, la Funivia del monte Faito, la SEPSA (Cumana e Circumflegrea), la metropolitana Piscinola-Aversa Centro (Linea Arcobaleno) la Ferrovia della Valle Caudina ed un’infinità di autolinee. L’ingegnere Di Gregorio dell’EAV fa il possibile lottando ogni giorno con Politici, Amministratori e Sindacati per cercare di migliorare i servizi gestiti con continue richieste, purtroppo non sempre accolte. Alla Ferrovia della Valle Caudina sono giunti convogli nuovi ed investimenti per il rinnovamento che auguriamo anche alla Nostra.
    Giovanni Caracciolo

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  2. Antonio Cantelmo // 20 giugno 2017 alle 14:59 // Rispondi

    Carissimo Giovanni, splendida, forbita ed oculata la tua disamina, ma credo che i Dirigenti della Mitica Alifana hanno ben altro da fare, forse di più redditizio e più consono alle loro attitudini; il degrado materiale, sociale e morale è totale e senza ritorno. Io, nella mia consolidata “ignoranza”, mi chiedo e chiedo alla cittadinanza tutta del Matese, ma questi “Signori”, questi inetti “Dirigenti” e/o pseudo tali non si vergognano? A me sembrano, senza colpo ferire, solo ed esclusivamente delle Stupide Galline di un Vetusto Pollaio. Si amico mio è proprio vero che gli occhi e le orecchie vedono e sentono ciò che la mente vuole, e poi è sine die comprovato che il Glorioso Passato è solo una Terra Straniera.
    Spero che un giorno qualche “Dio” li perdoni !
    Con amicizia e cordialità infinita
    Antonio Cantelmo

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