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|VIDEO|ALIFE, FEDELI IN TRASFERTA ALLA FRAZIONE DI TOTARI DOPO LE ULTIME DECISIONI PRESE DAL VESCOVO

Redazione. Alife/Totari. Continuano a far discutere le ultime decisioni prese da Valentino Di Cerbo, il vescovo della diocesi che da un po’ di tempo ama vivere nell’occhio del ciclone e non solo per le sue nomine continue di avvicendamenti parrocchiali, ad Alife come in altri centri del Matese. I parrocchiani di Santa Maria Assunta, diciamoci la verità, non hanno condiviso la sua imposizione di trasferire in altra sede don Cesare Tescione che evidentemente aveva fatto bene in parrocchia in questi pochi mesi, dopo l’altro foglio di via avuto da Di Cerbo dalla parrocchia di San Marcellino di Piedimonte. Ma tant’è, non abbiamo mai visto un vescovo ritornare indietro sulle sue decisioni,  (vero don Ovidio, apprezzato cappellano ospedaliero?). Francamente fanno discutere le scelte fatte dal rettore della diocesi anche perché  sono quasi sempre impopolari, come quella ancora più  discutibile di esiliare don Tescione e mettersi in prima persona a dirigere le sorti della parrocchia, quasi come se di preti buoni e idonei  non ce ne fossero più in circolazione. Abbiamo voluto tastare il polso dei fedeli di Alife a Totari, la frazione dell’esilio di don Cesare (nella foto), il luogo dove molti fedeli del centro cittadino hanno preferito recarsi a messa, facendo anche parecchi chilometri, in aperto dissenso con il vescovo e di solidarietà e di benvenuto per don Cesare. “Sono di Totari -ci ha detto la signora Maria- e capisco che l’hanno presa male quelli del centro cittadino, anche se da un altro lato mi fa piacere, perché conosco personalmente don Cesare”. Un’altra voce di popolo: “Non ho mai visto un vescovo che manda via il parroco e lo va a sostituire personalmente”. In merito a questo passaggio ci è  parso opportuno farci spiegare da un sacerdote se la cosa sia fattibile. Ebbene pare proprio di no perche’ non esiste nel diritto canonico che un vescovo faccia anche il parroco a meno di una morte improvvisa che giustifichi qualche giorno per trovarne uno nuovo. A noi personalmente, don Cesare, seppure amareggiato, e’  apparso invece in buona salute e ben deciso a portare avanti nel miglior modo possibile la parrocchia di Totari, cosa che del resto gia’ faceva in precedenza. Abbiamo avvicinato, infine, un cattolico che si definisce praticante ma non troppo: “Il vescovo Di Cerbo dovrebbe ascoltare di più la gente e non prendere sempre decisioni autoritarie. E poi, se mi è  consentito, predicare qualche minuto in meno e agire come dice qualcuno più in alto di lui, perché anche ai parrocchiani dovrebbe essere garantito il diritto di parlare e di essere ascoltati”.

Informazioni su Emiddio Bianchi ()
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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