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ALIFE,OMICIDIO LEGGIERO: ECCO ATTIMO PER ATTIMO LE ULTIME CONCITATE ORE CHE HANNO PORTATO ALLA CONFESSIONE DEL FIGLIO

Alife. E’ morto tre volte, in tre modi diversi da due mani omicide. Una storia che ha dell’incredibile ed è stata risolta solo nella tarda notte, quando il vero responsabile ha deciso di costituirsi ai Carabinieri e confessare tutto. Parliamo della drammatica morte di Giuseppe Leggiero, l’imprenditore cinquantenne di Alife ucciso dal figlio con un lungo coltello, nel pomeriggio di sabato scorso, per difendere la madre dai continui maltrattamenti, come ha poi dichiarato. Morto tre volte, perché in un primo momento è stato dichiarato un infortunio sul lavoro nel caseificio che la famiglia gestiva ai confini di tre comuni di Piedimonte Matese, S. Potito Sannitico e Alife: sarebbe caduto su un punteruolo usato per la lavorazione del formaggio. La madre si accorge dell’accaduto e chiama il figlio e insieme, con i propri mezzi, lo mettono in macchina e lo trasportano presso il pronto soccorso del Presidio ospedaliero di Piedimonte Matese. Qui i medici lo sottopongono rapidamente agli esami diagnostici del caso ma viste le gravissime condizioni cliniche viene immediatamente trasportato presso il reparto di Terapia Intensiva e Rianimazione del nosocomio matesino. Nel tardo pomeriggio, poco dopo le 17.00, a seguito  delle  lesioni riportate “all’emitorace sinistro con emopericardio ( abbondante versamento di sangue nello spazio che “ospita” il cuore) al 4° spazio intercostale”,  Giuseppe Leggiero, muore.

Sin dai primi accertamenti e a seguito dell’immediato sopralluogo, i militari dell’Arma hanno rilevato che l’area indicata come luogo dell’incidente era estremamente pulita e in ordine e la ricostruzione dei fatti riferiti dalla moglie della vittima, portava a versioni tra loro contrastanti. I Carabinieri di Alife e Piedimonte, coordinati dal Maggiore Giovanni Falso, non ci stanno e vogliono vederci chiaro. Intanto, la notizia fa il rapido giro della comunità, letteralmente sotto shock per l’accaduto anche perché nessun segnale di violenza era stato mai percepito all’esterno della famiglia né era stata mai presentata alcuna denuncia alle forze dell’ordine per maltrattamenti alla moglie, probabilmente per evitare scandali.

Poi, nel corso dell’interrogatorio, la moglie, Patrizia Navarra, 49 anni originaria di San Potito Sannitico, ha rilasciato però una confessione completa confermando di aver colpito, nel corso di una violenta lite, il coniuge, con un coltello utilizzato per la lavorazione casearia e non è stato invece un infortunio. Patrizia ha anche riferito che i motivi del delitto sono da ricondurre al carattere violento e alle continue aggressioni fisiche e minacce verbali di cui era stata vittima negli anni da parte del marito e per le quali non ha mai sporto denuncia.

IL COLPO DI SCENA, IL FIGLIO CONFESSA

La donna, è ormai tarda sera quando viene arrestata, è accompagnata presso la casa circondariale di Pozzuoli (NA) e posta a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Ma le cose ancora non quadrano ai Carabinieri e alla Magistratura e in piena notte, quando erano le 02.30, il colpo di scena. Il figlio della vittima, Daniele Leggiero, 28 anni, viene arrestato. Questo perché ha confutato la dichiarazione resa dalla madre Patrizia, e, alla presenza del difensore di fiducia, ha confessato l’omicidio dichiarandosi responsabile della morte del padre.  Il giovane, incensurato e dalla faccia pulita, ha precisato di essere intervenuto presso lo stabile adiacente la loro abitazione, adibito a caseificio, per cercare di sedare l’ennesima lite tra i suoi genitori.

Nel corso del suo intervento ha cercato di allontanare il padre, intento ad aggredire fisicamente la madre, spingendolo verso il fondo dello stabile e, gettandogli contro tutti gli oggetti che aveva a disposizione, nel tentativo di bloccarlo, alla fine lo ha colpito con un coltello al torace.

Quando appare tutto molto chiaro, si spera senza altri colpi di scena, Il Pubblico Ministero, alle ore 05.00 di ieri mattina, dopo l’interrogatorio, ha disposto l’immediata liberazione di Patrizia Navarra e contestualmente ha applicato a Daniele Leggiero la misura cautelare del fermo, sottoponendolo al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione. Intanto, nella notte, la salma del povero Giuseppe veniva trasferita presso il gabinetto di Medicina legale di Caserta a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico.

Jpeg

GIUSEPPE LEGGIERO APPENA ARRIVATO IN OSPEDALE HA CHIESTO DI BERE MA NON HA FATTO IL NOME DI CHI LO HA UCCISO. POI HA PERSO LA COSCIENZA

Alife. L’abitazione della famiglia Leggiero, nella campagna di Alife e Piedimonte, ieri mattina era “presidiata” e inavvicinabile. Lì, è, infatti, rinchiuso ai domiciliari Daniele Leggiero, reo confesso dell’omicidio del padre. Una comunità attonita, sgomenta e quasi in un silenzio rispettoso per quella tragedia che si era appena consumata. Giuseppe era conosciuto da molti come una persona tranquilla, generosa, sempre disponibile. Un grandissimo lavoratore, innanzitutto, tanto che era solito spronare anche il figlio a impegnarsi di più in questa attività che vedeva come il vero futuro economico per l’intera famiglia, composta anche da altri due figli. La vittima era originaria di Piedimonte e aveva un fortissimo senso della famiglia. Pensate che quando è arrivato in ospedale era rimasto ancora lucido per pochi minuti ancora. Ha chiesto di bere e forse avrebbe anche potuto fare il nome dell’aggressore ma è come se avesse voluto proteggere il figlio, nella speranza che tutto fosse passato. La moglie, invece, ha fatto di tutto, autoaccusandosi pur di proteggere il figlio. Quest’ultimo alla fine non ha retto e pur di non avere il peso della colpa e di vedere la madre in carcere innocentemente, ha confessato. “Una storia durissima, molto dura – ci dice un cliente che nel caseificio Leggiero andava spesso a comprare i vari  prodotti – persone per bene, tutte gentilissime. Non riusciamo a capire come sia potuto avvenire tutto questo. Lui, Giuseppe, era un grande lavoratore. Raccoglieva il latte nelle campagne vicine ed era sempre molto corretto con tutti. La moglie, la signora Patrizia, sempre molto generosa e gentile. Regalava sempre qualcosa ai suoi clienti, nonostante il prezzo fosse già molto basso”.

 

 

 

 

 

 

Informazioni su Lorenzo Applauso ()
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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