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GRAZZANISE: LUTTO AL IX STORMO PER LA MORTE DELL MARESCIALLO ANDREA PISCITELLI

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Delle sue gravissime condizioni era stato informato il comandante del IX Stormo Baracca, colonnello pilota Pasquale Di Palma, che durante il suo nobile discorso del 27 settembre gli aveva dedicato un commosso saluto. A distanza di un giorno, la sua dipartita. Lo stimato maresciallo dell’Arma Azzurra Andrea Piscitelli ha concluso la sua lotta contro il male che l’affliggeva e, spiccando il volo per il Cielo, ha portato con sé quel caro autorevole messaggio che purtroppo s’è rivelato di definitivo commiato. Spentosi ad appena 44 anni, Andrea ha lasciato i genitori e il fratello affranti. Come ha scritto il giornale di Gianluigi Guarino, il maresciallo Piscitelli lavorava nella base di Grazzanise ed era molto amato e stimato dai colleghi di lavoro e dagli amici. Del che gli ha dato atto il comandante in persona, capace di mostrare sensibile attenzione per ciascuno dei suoi uomini. In questo caso fino alla tenerezza assoluta, pure in una circostanza in cui egli stava onorando, a militari schierati, la felice ricorrenza del 50° anniversario della costituzione del glorioso Reparto sul sedime grazzanisano, circostanza però adombrata dalla mestizia per la tragedia di Terracina in cui il 24 settembre perse la vita il cap pil Gabriele Orlandi (NELLA FOTO). Nelle Forze Armate e dell’Ordine, in genere, e nell’Aeronautica militare in particolare, è e resta forte il senso di appartenenza che non conosce confini di tempo e spazio: basti pensare che nel giugno scorso “il Comune di Montignoso e l’Associazione Arma Aeronautica Sezione Provinciale di Massa Carrara, hanno ricordato e onorato il sergente maggiore pilota di Montignoso Luigi Giannotti” sulla scia di un’antica tradizione rievocativa che si distende dal Sud al Nord Italia.

Nel nostro immaginario collettivo siamo abituati a pensare all’Arma Azzurra come ad un prototipo di efficienza e di vita, ma specialmente in questo autunno incipiente fa bene al cuore condividere anche i giorni di tristezza che tocca a tutti vivere. E ci sovvengono così i versi di Jorge Luis Borges recitati da Vittorio Gassman: “Manuel Flores va a morir, eso es moneda corriente; morir es una costumbre que sabe tener la gente”: “Manuel Flores morrà e questa è moneta corrente, perché morire, si sa, è usanza di tutta la gente”. Già, ad uno ad uno, prima o poi, chi facendo gran rumore e chi in punta di piedi, tutti ce ne andiamo chissà dove. Allora la consapevolezza di questo immenso mistero ci dovrebbe aiutare a vivere per gl’ideali che contano davvero.

 

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