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CERIMONIIA DEL 4 NOVEMBRE DOMANI A DRAGONI E MAIORANO DI MONTE

DRAGONI. (11.11.2’17) Doppio appuntamento quest’oggi in paese per la celebrazione dell’anniversario della vittoria dell’Italia sull’Austria e della Festa delle Forze Armate ricorrenti nella giornata del 4 novembre.Ben due le cerimonie che l’amministrazione comunale retta dal sindaco Silvio Lavornia, ha voluto organizzare presso la popolosa frazione di Maiorano di Monte e nel capoluogo per ricordare i propri concittadini che, con il loro sacrificio, resero libera l’Italia e la sottrassero dal cappio della schiavitù straniera.L’amministrazione comunale renderà onore alla data del IV novembre nel ricordo dei Caduti di tutte le guerre e di quanti hanno sacrificato la propria vita a difesa della Pace nel Mondo, a partire dalle ore 8,30 nella frazione di Maiorano di Monte con la Santa Messa officiata dal parroco Don Vittorio Marra e, al termine, la sfilata con in testa il sindaco Lavornia, gli amministratori e le autorità civili e militari, che muoverà alla volta del locale Monumento dove il primo cittadino deporrà una corona d’alloro e commemorerà i Caduti, seguito dall’interpretazione di poesie e brani da parte degli alunni delle scuole elementari. A seguire, alle ore 11,30, il corteo si sposterà a Dragoni dove sarà celebrata una seconda funziona religiosa, da parte del parroco don Davide Ortega nella Chiesa della SS Annunziata e, al termine, la sfilata per la strada principale del paese del corteo che arriverà fino al Monumento ai Caduti ubicato nel cortile antistante il plesso delle Elementari di San Giorgio.Qui, dopo la deposizione della corona d’alloro ai piedi del Monumento, il sindaco Lavornia terrà il discorso di commemorazione, seguito dagli gli alunni della locale scuola materna ed elementare che intoneranno brani e poesie rievocative dello straordinario eroismo che caratterizzò i militi sul fronte di guerra.“Anche diversi cittadini dragonesi, sia militari che civili, con il loro valoroso esempio strenuamente lottarono per la conquista della Libertà, offrendo la loro vita in sacrificio di quel nobile ideale chiamato Patria che, dopo decenni di oblìo culturale, è stato riscoperto grazie all’opera politica dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.Rivolgeremo un saluto alle forze armate presenti e dedicheremo un pensiero ai martiri dragonesi che pagarono con la loro vita il prezzo della libertà e dell’Unità d’Italia”, fa sapere il sindaco Lavornia.

 

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Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

1 Commento su CERIMONIIA DEL 4 NOVEMBRE DOMANI A DRAGONI E MAIORANO DI MONTE

  1. Cultura letteraria // 11 novembre 2017 alle 23:35 // Rispondi

    Silvio, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale,quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? Sonavan le quiete stanze, e le vie d’intorno, al tuo perpetuo canto, allor che all’opre maschili intento sedevi, assai contento di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno. Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte, ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte, d’in su i veroni del paterno ostello porgea gli orecchi al suon della tua voce,
    ed alla man veloce
    che percorrea la faticosa tela.
    Mirava il ciel sereno,
    le vie dorate e gli orti,
    e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
    Lingua mortal non dice
    quel ch’io sentiva in seno.
    Che pensieri soavi,
    che speranze, che cori, o Silvio mio!
    Quale allor ci apparia
    la vita umana e il fato!
    Quando sovviemmi di cotanta speme,
    un affetto mi preme
    acerbo e sconsolato,
    e tornami a doler di mia sventura.
    O natura, o natura,
    perché non rendi poi
    quel che prometti allor? perché di tanto
    inganni i figli tuoi?
    Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
    da chiuso morbo combattuta e vinta,
    perivi, o tenerella. E non vedevi
    il fior degli anni tuoi;
    non ti molceva il core
    la dolce lode or delle grige chiome,
    or degli sguardi innamorati e schivi;
    né teco i compagni ai dì festivi
    ragionavan d’amore.

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