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PIEDIMONTE MATESE, I FAMILIARI DI VINCENZO D’ALLESTRO E DELLE VITTIME DI DACCA: “SI SONO DIMENTICATI DI NOI”

Redazione. “Per i nostri congiunti, che sono evidentemente morti di serie B, dateci almeno un luogo, una strada, una piazza, una targa. E che sia a Roma, visto che le famiglie sono sparpagliate per l’Italia. Non chiediamo tanto. Solo uno spazio che possa accogliere una piccola statua che ricordi la loro morte e dove noi potremo portare dei fiori”. E’ l’appello  dei familiari delle vittime di Dacca, in Bangladesh, dove l’1 luglio 2016 furono barbaramente uccisi 9 italiani ad opera di terroristi dell’ISIS, la seconda strage all’estero per numero di vittime dopo Nassisiya, che stati ospiti della commissione Esteri della Camera. Il presidente Fabrizio Cicchitto li ha incontrati insieme a tutti i membri della commissione per una audizione formale. È stato il primo atto verso i familiari   di quelle persone trovatesi faccia a faccia con i terroristi piu’ feroci e che da allora hanno dovuto sopportare anche imprevisti problemi economici. «Erano nostri connazionali che si trovavano all’estero –  ha detto Cicchitto – per realizzare i propri impegni di lavoro, assassinati con modalità che fanno orrore, per mano di brutali assassini, a cui non può essere concesso nessun argomento. Certo non la religione o la ragion di Stato». Quello che più  brucia sembra essere la rimozione di quanto è accaduto. Fra le nove vittime dei tagliagole dell’ISIS anche Vincenzo D’Allestro che adesso riposa nell’ala nuova del cimitero di Piedimonte Matese. Gli altri uccisi provenivano da ogni parte d’Italia. Le nove famiglie delle vittime sono ora in trepidante attesa che si chiudano le indagini sulla strage. Non si illudono sulla magistratura del Bangladesh. Sperano però in una rapida conclusione dell’indagine avviata dalla procura di Roma. «Vogliamo sapere. E lo vogliamo con un atto ufficiale». La chiusura delle indagini penali permetterà anche che si sblocchi la procedura per i vitalizi che la legge prevede in caso di vittime del terrorismo internazionale. Al momento ricevono un assegno provvisorio da parte del ministero dell’Interno. «L’attentato del 1 luglio 2016 non può e non deve essere dimenticato. È inaccettabile parlare di vitalizio “provvisorio”. Siamo di fronte a orfani e vedove che devono potersi ricostruire una vita dopo un così grande dolore».

Informazioni su Emiddio Bianchi ()
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

1 Commento su PIEDIMONTE MATESE, I FAMILIARI DI VINCENZO D’ALLESTRO E DELLE VITTIME DI DACCA: “SI SONO DIMENTICATI DI NOI”

  1. Multinazionale // 30 novembre 2017 alle 22:43 // Rispondi

    Oggi in TV hanno parlato dei bambini di Dacca.

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