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CASERTA, ACCORDO TRA BOSCO, OLIVIERO ZANNINI E GRIMALDI AL CONSORZIO IDRICO, FUORI PD e FI

Mario Zannone|CASERTA. Consorzio Idrico: vincono i consiglieri regionali a scapito del Pd e FI. L’accordo degli onorevoli di Palazzo S. Lucia, Oliviero, Bosco, Zannini e Grimaldi con l’aggiunta di Graziano, sul nuovo vertice dell’importante consorzio, spazza via gli ultimi residui del potere politico dei singoli partiti. L’intesa è stata raggiunta al di fuori delle segreterie provinciali, e questo dimostra che le formazioni citate, quali organismi di partecipazione,  risultano ormai ai margini delle scelte da operare anche all’interno degli enti strumentali. Risultano 58 i comuni consorziati, tra questi i più cospicui per quote, e quindi per peso specifico nelle elezioni, Marcianise e Mondragone. Fuori dai consorziati l’ Ente Provincia sebbene Magliocca abbia fatto cartello con Grimaldi per la candidatura alla vice presidenza di Palmieri (Marcianise) , ritiratosi in queste ore per sopraggiunte valutazioni inerenti eventuali incompatibilità. Oliviero blinda alla presidenza Di Biasio sul quale converge anche Bosco. Zannini partecipa per la prima volta all’alleanza con il consigliere Vitaliano Ferrara ( Sparanise) ovviamente portando in dote i voti del comune di Mondragone. Graziano s’infila ma non riesce a disarcionare l’attuale presidente, riportato in sella da una sentenza del Tar. La novità dell’accordo è palesemente politico. I partiti di riferimento, con i relativi commissari,  non sono stati interpellati a conferma di entità ormai astratte. Le decisioni sono baipassate da chi ha potere reale sui comuni visto che questi votano nell’assemblea consortile. Soltanto qualche anno fa una simile impresa non sarebbe passata. Ma i tempi consentono questo approccio verticistico ed esclusivo. Il commissario Mirabelli, confermato nell’incarico di Commissario PD, dovrebbe dire la sua a tal proposito come Forza Italia. Di certo si è avviato un processo di gestione politica degli enti strumentali, e non solo,  a vantaggio di un’ involutiva idea della partecipazione democratica. Il paradosso poi nel Pd è quello di vedere il commissario Mirabelli, su questa vicenda, commissariato a sua volta. Qualcosa potrebbe accadere se il Pd togliesse la copertura politica all’accordo. Tra l’altro, così facendo, il M5s non avrebbe nel suo carniere ulteriori e suggestionabili temi contro i politici attaccati alle poltrone. Le elezioni europee sono alle porte e gli elettori aspettano al varco.

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