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GRAZZANISE: LE “FRECCE TRICOLORI” IN ACROBAZIA NEL CIELO DEL BASSO VOLTURNO

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – La stagione acrobatica 2018 delle Frecce Tricolori ha avuto inizio ieri, martedì 17 aprile, nel cielo di Grazzanise. Iperbole non bugiarda, giacché s’è trattato di “un’attività addestrativa di presentazione propedeutica al sorvolo” che la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) effettuerà, oggi 18, sull’Accademia di Pozzuoli nella solenne circostanza del Giuramento degli allievi che han frequentato il corso Vulcano 5°.

Dalle ore 14,30, giù la terra “infelice” del Basso Volturno. Lassù le spettacolari acrobazie del “fiore all’occhiello” dell’Aeronautica Militare Italiana nel mondo: dal “decollo, ricongiungimento e schneider” all’atterraggio in meno di un’ora, ma da sogno. Occhi anzitutto e nasi all’insù. Nel contempo, macchine fotografiche, telecamere e cuori di militari e civili a seguire le straordinarie manovre degli aeroplani MB-399, particolarmente “versati” per le diverse configurazioni in rapidissima alternanza: triangolo, tonneau (rotazione del velivolo su se stesso a 180°), doppio tonneau, looping (altrimenti detto “giro della morte”), “apertura a bomba”, maestoso “cigno” delle Frecce lungo circa 70 metri. Ed, ancora, “incroci” mozzafiato, velocità spinta ai 550 chilometri orari. Tutto raccontato, in diretta e con competenza, dalla “voce” della Pan, il biondo capitano Liberata D’Aniello, d’origine campana e capace di narrare elegantemente le emozioni che la vista, il rombo dei motori e le geometriche scie di fumo già amplificano a tachicardici ritmi. Sì, s’è visto anche, fra bianche nuvole in moto leggero nell’azzurro del cielo, il candido “cuore” delle Frecce. Per di più il Numero 10, il solista, il cap. Filippo Barbèro, il volo verticale fino ai 1.500 metri d’altezza, al culmine, e da lì la forza di gravità ha avuto la meglio sul motore del suo MB-339 in caduta libera, a vortice. In quegl’istanti, il palpito corale degli astanti. Alla voce della “voce” di tanto in tanto si sostituiva, in direttissima, quella del Numero 1, il capo formazione, magg. Gaetano Farina, che impartiva ordini prontamente eseguiti: allora, ad alcuni è sembrato di risentire, i dialoghi degli astronauti statunitensi che le radiotelevisioni dell’intero pianeta diffondevano, nell’estate del ’69, mostrando le immagini dell’approdo sulla Luna. Un brivido che il “Tito Stagno” in tuta azzurra sull’erba della base grazzanisana ha saputo, da par suo, commentare – segnalando, fra l’altro, l’assoluta certezza della sincronia fra i compagni di volo come uno dei valori che impegnano la gloriosa Pattuglia e tutta l’Aeronautica Militare Italiana – per poi presentare la “scintilla”, cioè la manovra “più giovane” dello straordinario repertorio delle Frecce, ideata e realizzata per la prima volta nel 2015 a celebrare il loro 55° compleanno.

Tranne l’esaltante scia verde-bianca-rossa che comunque stamane solcherà il cielo dei “caldi” Campi Flegrei, tutto a Grazzanise in anticipo s’è visto ed ammirato delle esibizioni inserite nel fitto programma che durerà, in Italia e all’estero, fino al prossimo 16 settembre, quando la PAN lo concluderà nei Comuni valtellinesi della provincia di Brescia. Agli appassionati diciamo che l’appuntamento chilometricamente più vicino a noi è previsto per il 29 luglio a Ladispoli (Roma). Ma adesso i dieci MB-399 (di fabbricazione Aermacchi) volano sul nostro territorio e i suoi abilissimi piloti (accanto ai due precitati, doverosamente riportiamo i nomi degli altri intrepidi attivi in questa stagione 2018: N. 0 t.col. Mirco Caffelli, 2 cap. Franco Paolo Marocco, 3 cap. Emanuele Savani, 4 cap. Massimiliano Salvatore, 5 cap. Giulio Zanlungo, 6 cap. Mattia Bortoluzzi,, 7 cap. Pierluigi Raspa, 8 cap. Stefano Vit, 9 cap. Alfio Mazzoccoli) sono entusiasticamente accolti dal 9° Stormo “F.Baracca” al comando, austero ed affabile, del col. pil. Pasquale Di Palma contento, al termine dell’addestramento, di dialogare con gli ospiti intervenuti, non tralasciando naturalmente di complimentarsi col cap. D’Aniello, prima di abbracciare gl’illustri colleghi scesi dai velivoli oramai schierati nell’area di stazionamento.

 

 

 

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