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IL PUNTO – GIRO D’ITALIA: DA GERUSALEMME A ROMA. VI RACCONTO IO IL GIRO 2018

di Antonio Cantelmo. Una corsa rosa che, come noto, partirà fuori dai confini europei, una prima volta per un grande giro. E’ invece la tredicesima occasione che vede il Giro d’Italia dare i primi colpi di pedali fuori dal Belpaese nel segno di un percorso di internazionalizzazione e valorizzazione del Made in Italy nel Mondo già tracciato.Una gara che si snoda tra 3.546,2 chilometri totali, 44.000 metri di dislivello, due tappe a cronometro, sette a bassa difficoltà, sei a media difficoltà, sei ad alta difficoltà e un totale di otto arrivi in salita. Ecco servita l’edizione numero 101 del Giro d’Italia.La prima data da segnare in rosso è quella di venerdì 4 maggio, quando si assegna la prima Maglia Rosa: una cronometro individuale di 9,7 chilometri a Gerusalemme Ovest. Continui saliscendi e cambi di direzione caratterizzano un percorso che non lascerà un attimo di respiro. Questa sarà la Tappa Bartali del Giro, dedicata al corridore italiano insignito Giusto fra le Nazioni e il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme.La seconda frazione si dipana da Haifa a Tel Aviv, con arrivo sul lungomare dopo 167 chilometri e passaggio nel finale da Jaffa – antica città alle porte di Tel Aviv – frazione adatta ai velocisti. Ultima tappa in terra israeliana da Be’er Sheva a Eilat sulle sponde del Mar Rosso con passaggio e relativo Gpm sul Ramon Crater (il più grande cratere al Mondo con 40 chilometri ampiezza) e finale adatto ancora agli sprinter. Eilat sarà il punto più a sud toccato dal Giro d’Italia nella sua storia. La prima settimana scopre poi il centro e sud Italia. Trasferimento in Sicilia, dove sono previste tre tappe, con il primo giorno di riposo per la carovana del Giro: lunedì 7 maggio. Quarta tappa, da Catania a Caltagirone con arrivo nella parte alta della città, molto mossa e piena di insidie e saliscendi fino allo strappo finale adatto ai finisseur (191 chilometri). Da Agrigento a Santa Ninfa (Valle del Belice), 152 chilometri, si snoda la quinta frazione con strappo finale adatta ancora ai finisseur. Nella prima parte si tocca la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi fino a sfiorare Selinunte. Nel 2018 saranno trascorsi 50 anni dal terremoto che colpì quelle zone il 14 gennaio 1968. Il primo arrivo in salita del Giro 2018 sarà sull’Etna. Tappa di 163 chilometri che muoverà da Caltanissetta con una prima parte mossa fino a giungere a Paternò dove cominciano 25 chilometri di salita con pendenze a crescere. Quindi la scalata inedita verso l’Etna; da Ragalna, con strada stretta, attraverso i parchi e le colate laviche, fino all’Osservatorio Astrofisico. Ritorna il terreno fertile per i velocisti del gruppo con la settima tappa Pizzo-Praia a Mare che si sviluppa interamente sulla costa tirrenica. Sabato 12 e domenica 13 weekend ad alta quota, con due arrivi in salita a Montevergine di Mercogliano e sul Gran Sasso d’Italia (Campo Imperatore). La prima di queste frazioni (208 chilometri) muoverà da Praia a Mare per attraversare il Cilento, costeggiando le spiagge fino a Salerno, per poi salire fino al traguardo posto davanti al Santuario. Tappa molto lunga, 224 chilometri, quella che porterà il gruppo da Pesco Sannita al Gran Sasso d’Italia, la Montagna Pantani di questa edizione. Salita interminabile di 45 chilometri quella che porta all’arrivo, spezzata solo da un falsopiano centrale. Si entra così nella seconda settimana del Giro. Dopo il giorno di riposo in Abruzzo si riparte da Penne e ci si dirige verso nord, in Umbria, con l’arrivo posto a Gualdo Tadino. È la tappa più lunga del Giro, 239 chilometri con finale mosso per attaccanti. Dopo pochi chilometri dalla partenza si transiterà accanto ai resti dell’Hotel Rigopiano, dove il 18 gennaio una slavina investì la struttura causando molte vittime. Nel ricordo del Campione Michele Scarponi (ad un anno dalla sua tragica scomparsa) la tappa 11 da Assisi a Osimo. Frazione mossa con salite medio lunghe all’inizio e i classici muri dell’entroterra marchigiano al termine, tra i quali il Muro di Filottrano con pendenze fino al 14% e finale nel centro storico medievale di Osimo. Giovedì 17 maggio dovrebbero tornare in scena i velocisti, anche se il circuito dei Tre Monti prima dell’arrivo potrebbe mischiare le carte. È prevista una frazione quasi tutta pianeggiante che partirà da Osimo e si chiuderà a Imola con traguardo posto nel circuito di Formula 1. La tappa 13 partirà da Ferrara per concludersi a Nervesa della Battaglia dopo 180 chilometri con lo strappo del Montello nel finale. Si toccano alcuni luoghi simbolo della Grande Guerra, che quest’anno ricorda i 100 anni dalla sua conclusione. Sabato 19 maggio tappa interamente in Friuli Venezia Giulia con arrivo sul ‘Mostro’, il temibile Zoncolan. Si parte da San Vito al Tagliamento e, in 181 chilometri, si affrontano 5 Gpm e 4.400 metri di dislivello. Si tocca il Monte di Ragogna con le sue pendenze elevate, quindi la salita di Avaglio e negli ultimi 45 chilometri, senza un metro di pianura, si scalano Passo Duron, Sella Valcalda e Monte Zoncolan (dal versante più duro, quello di Ovaro). A seguire, domenica 20, la tappa Dolomitica da Tolmezzo a Sappada con 4 Gpm. Frazione con tante insidie soprattutto dopo Auronzo di Cadore dove si affrontano le due salite inedite del Comelico, sempre sopra al 10%. Finale a Sappada in leggera ascesa. La terza settimana è quella del Trentino e del Nord-ovest. Ultimo riposo del gruppo a Trento dove il giorno seguente partirà la cronometro individuale di 34,5 chilometri che si concluderà a Rovereto, città in cui è posta la Campana dei Caduti realizzata col bronzo dei cannoni delle 19 nazioni che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale. Gara contro il tempo per specialisti, visto il tracciato quasi completamente pianeggiante, con medie previste intorno ai 50 km/h.Immancabile da qualche anno la Wine Stage che quest’anno si svilupperà in Franciacorta e prevede una tappa in linea. Partenza da Riva del Garda e arrivo a Iseo. Ultima tappa adatta ai velocisti prima del finale a Roma. Ed ecco i tre giorni con le ultime tappe di montagna che potranno decidere il Giro: giovedì 24 si parte da Abbiategrasso con un percorso lungo ma pianeggiante fino alla salita finale che porterà a Prato Nevoso. Il giorno dopo, sulle Alpi Occidentali, il tappone con la Cima Coppi. Partenza da Venaria Reale e 4 salite lunghe e impegnative: il Colle di Lys, il Colle delle Finestre con i sui 9 chilometri di sterrato – Sestriere e l’arrivo a Bardonecchia (Jaffreu) dopo 7 chilometri di salita con pendenze medie al 9%. Sabato 25 ultima tappa di montagna con 4.500 metri di dislivello in sole tre salite. Il gruppo muoverà da Susa con un percorso che prevede una prima parte pianeggiante e, dopo aver affrontato l’inedito Col Tsecore, un finale con le ascese di St. Pantaléon e l’ultimo arrivo in salita a Cervinia. Quindi il gran finale a Roma. Trasferimento nella Capitale per chiudere questa 101a edizione del Giro. Passerella finale in circuito, di 11,8 chilometri da ripetere 10 volte, nel centro di Roma. Si toccheranno molti siti storici attraversando via Nazionale, via Sistina, Piazza del Popolo, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla prima dell’arrivo ai Fori Imperiali sotto il Colosseo. Il Grande Giro d’Italia, dopo un anno di assenza, tornerà in Campania nell’Ottava tappa, sabato 12 maggio, con arrivo in Irpinia a Mercogliano di Montevergine (AV); tappa durissima di alta montagna. Tutto ciò sarà ancora una volta e per sempre per noi tutti campani fonte e motivo di orgoglio e passione infinita, senza tempo e senza spazio, di candide emozioni e di orgoglio unico nell’applaudire e salutare il transito della Carovana Rosa attraverso le “Nostre Sacre” Terre. Il Giro Ciclistico più bello ed entusiasmante del Pianeta Terra. Il Giro d’Italia dalla Maglia ROSA…di tutto il ROSA della Nostra Esistenza e Oltre !!!  *Fonte Gazzetta dello Sport.

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