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PIEDIMONTE MATESE, NONNA LUISINA HA COMPIUTO 100 ANNI. DA 75 VIVE CON UNA GAMBA IN MENO PERSA DURANTE LA GUERRA

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Quando la conoscemmo per la prima volta aveva quasi 96 anni, una vitalità incredibile, una memoria ferrea e una gamba in meno, persa durante il periodo bellico. La signora Luisina, al secolo Maria Luigia Altieri, ci accolse nella
sua casa con splendida vista sulla contrada di Sepicciano, dopo la giornaliera messa vespertina che saltava soltanto per andare a trovare i suoi familiari, trasferiti da anni a Genova. Ci racconto’ dei bombardamenti, dei tanti morti che aveva visto, con una lucidità che sorprenderebbe anche i più giovani, lei nata nel lontano primo marzo del 1918. Solo i capelli bianchi, peraltro portati benissimo, potevano far capire che era una persona di una certa eta’. Il 13 giugno del 1944 la giovane Luisina era uscita di casa perché preoccupata che la ragazza che era andata a prenderle una brocca d’acqua, tardava troppo. Si era fermata al margine della strada, di fronte alla fontana della piazza della borgata, nell’attuale Via Sannitica. Forse stava pensando al marito Gabriele di cui non aveva notizie da anni, da quando era partito per la guerra (solo anni dopo saprà che era prigioniero in Africa). Una giornata come tante altre, magari con la curiosita’ di veder passare qualcuno e di scambiare qualche parola. Fu proprio allora che un drappello militare americano attraverso’ il borgo a velocità sostenuta, sulla strada sconnessa. In un attimo la sua esistenza fu sconvolta. Un mezzo guidato forse da un soldato ubriaco la investi’ e lei rimase prigioniera sotto il pesante veicolo. La estrassero quasi morta, con un braccio ed una gamba penzoloni. “Mi svegliai chissà quanto tempo dopo -ci disse-, in un posto dove sentivo solo una lingua sconosciuta (era stata trasportata nell’accampamento militare americano in via Starza, dove attualmente è situata la Banca Capasso) “Non sapevo cosa fosse successo mentre guardavo il mio corpo martoriato”. Poco dopo la signora Luisina venne trasportata all’ospedale di Caserta, dove avvenne qualcosa di miracoloso. Senza farmaci, nemmeno gli antibiotici indispensabili in questi casi, con la gamba sinistra amputata perché in preda alla cancrena ed un braccio che a stento si teneva attaccato, giorno dopo giorno migliorarono le sue condizioni. “Venivo accudita con amorevole cura dalle
suore, alle quali, in occasione della processione di sant’Anna unitamente a quella di sant’Antonio, chiesi con insistenza, nonostante le mie condizioni precarie che sicuramente mi avrebbero condotto alla morte, di voler vedere l’immagine di Sant’Anna. Fui accontentata”. Cinque mesi dopo, la nostra Luisina, che ancora crede nel miracolo operato dalla santa, poté fare ritorno a casa. “Avevo vergogna a farmi vedere in quelle condizioni, soprattutto agli occhi di mio figlio, Alfonso, che in tutto quel tempo era stato accudito dai miei familiari”. Passa qualche anno. La guerra sembra un lontano ricordo e del marito, partito un giorno per il fronte,  non si avevano più notizie. Un giorno, pero’, alla donna si manifestò il secondo miracolo della sua vita, quando ricomparve quel compagno di cui aveva perso ogni speranza e con il quale, qualche anno dopo, nel ‘48, avrebbe avuto anche un’ altra figlia, . Ci racconto’ nei dettagli l’incontro con il suo Gabriele, che intanto già era stato avvisato della condizione di sua moglie dai familiari: “Cercai di nascondere il mio handicap alzandomi in piedi dietro al tavolino” E il marito, accortosi dell’imbarazzo di sua moglie: “ Non mi interessa nulla di come sei ora, il necessario è che sei viva”. Sorpresa dopo sorpresa, la signora Luisina poté avere anche la soddisfazione di ricevere un indennizzo dal governo americano che riconobbe la colpevolezza di un suo militare Era successo che un giovane che aveva assistito all’incidente avesse preso il numero di targa del veicolo e da qui cominciarono le ricerche su chi le aveva cambiato la vita per il resto dei suoi lunghi anni. La simpatica vecchietta, a quasi un secolo di vita portato in modo incredibile, passati 70 anni da quello spiace-
vole episodio, non ebbe più vergogna di quel suo handicap fisico e fu lei che ci fece notare la protesi sotto il ginocchio che le consentiva di camminare e di cui non ci saremmo
minimamente accorti. “ Sto qui a Sepicciano, poi me ne vado un poco in Liguria con mia figlia a trovare i miei nipoti e pronipoti in occasione delle feste. In primavera sarò di nuovo qui”. Se non avessimo visto di persona la sua carta di identità stenteremmo a credere a
tutte le sue primavere…Dopo quella volta ci demmo appuntamento per quando  avrebbe compiuto cento anni, 75 anni dopo di una vita  per lei normale ma senza una gamba. Lei ci scherzo’ quasi sopra, ritenendola una cosa impossibile. Eppure è  stato così, questa mattina ci ha accolto nuovamente nella sua casa e ci ha raccontato di altri aneddoti, come ad esempio del suo volontariato, una volta alla settimana alla Caritas, oppure della sua passione di vestire le bambole con abiti fatti da lei, ovviamente venduti per scopo benefico. Incredibile Luisina! Non nasconde le lacrime quando ci racconta della grande festa per i suoi cent’anni, prima a Genova e poi qui a Piedimonte, fra le tante persone che le vogliono bene. Le diamo appuntamento ad un  prossimo anniversario, quello dei 105 anni. Una nonna come lei li festeggerà di sicuro.

Informazioni su Emiddio Bianchi ()
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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