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CALCIO-BUIO AL S. PAOLO

Giuseppe Pedersoli|No, non ci sono lacrime. Sono finite con Napoli Sassuolo e Inter Juventus. Se vincere è l’unica cosa che conta, hanno vinto “loro”. Noi resteremo i piagnoni anzi i chiagnazzari, i lamentosi, i perdenti. Ma ho visto le facce dei calciatori azzurri dopo il triplice fischio, dopo il 2 a 2 col Torino. Non ne hanno più. Quello che è successo li ha svuotati. Non è un alibi e poi io non sono un giornalista. Sì, sono iscritto all’elenco dei pubblicisti ma nella vita faccio altro e posso permettermi di non essere professionale, almeno con queste righe deliranti. Scrivo quello che penso e che sento nel senso di “to feel” e se non traspare, lo chiarisco: grazie alla squadra azzurra, grazie a mister Sarri, grazie alla società. Sono abituato a ringraziare, questo mi hanno insegnato. Non si sputa nel piatto in cui hai tifato. Detto questo, però, aggiungo: non condivido le esternazioni del presidente fatte a tre giornate dalla fine. Non condivido la festa d’addio a Pepe Reina a tre giornate dalla fine. Non condivido la telefonata di Radio 24 (Cruciani, che per sua stessa ammissione si lava poco) a Umberto Chiariello – a quest’ultimo voto 9,95 per come ha replicato a Cruciani. Non condivido la santificazione di Pepe Reina che è sempre più leader, sempre più uomo-spogliatoio e sempre meno portiere (vuoi vedere che alla fine ha ragione, ancora una volta, il presidente? Grazie Reina, ma meglio cambiare). Non condivido Aurelio De Laurentiis che se la prende con Sarri e nemmeno lo condivido quando dice di amare Sarri. Non condivido la gestione della rosa fatta da Sarri ma non condivido la rosa su cui ha potuto contare Sarri. Non condivido la partenza di Sarri ma non condivido chi lo critica se vuol lasciare questa gabbia di matti e preferisce guadagnare il triplo in un top club.  Infine, proprio perché non condivido più nulla di nessuno, è meglio lasciar perdere e finirla qui con questi deliri che sono ormai un piagnisteo, in linea con le definizioni di cui sopra. Anche perché la verità non esiste. Quando ho detto che chi non riconosce le enormi ingiustizie di Inter Juventus che hanno falsato il campionato è disonesto intellettualmente, qualcuno, per lo più juventino, mi ha detto che sto sbagliando. Allora non ci capisco più niente e invece di chiudere come al solito, con il mio, il nostro “sempre forza Napoli”, riporto testualmente quello che mi ha commentato su facebook l’amico di una vita Patrizio Cacciapuoti: “Se tifi per chi non rispetta le regole ed è disonesto, vuol dire che neanche tu sei un granché come persona”.  Allora le regole non le rispetto nemmeno io e dico pure: andate a trovare Patrizio nel suo negozio-sartoria per uomo alla via Riviera di Chiaia 256. No, io non ci guadagno. Le taglie per me lì non ci sono. Per la verità fatico a trovarle. Ciao a tutti. Saltate sempre, ricordate cosa è chi non salta.
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