Ultime notizie

“FACCIA A FACCIA COL MICOLOGO” – MATESE, TUTTE LE SPECIE, COME TROVARLE, COME COMPORTARSI

Nel pieno della stagione dei funghi sono troppi gli errori che vengono commessi ai danni dell’ambiente, troppi “vandali” arrivano nel Matese da ogni parte, alla ricerca di funghi, facendolo però in modo selvaggio e senza il rispetto della minima regola . Noi abbiamo incontrato il Micologo,  dr Vincenzo D’Andrea, Presidente della “Associazione Micologica del Matese” nonchè esperto, per saperne di piu’, per conoscere le specie ma anche le regole basilari per approcciarsi in modo corretto con l’ambiente in questo periodo dell’anno in particolare, quando i boschi vengono presi letteralmente d’assalto.

  • Dr D’Andrea innanzitutto quale dovrebbe essere l’approccio corretto fra l’uomo e l’ambiente?

“Le ultime vicissitudini del Parco Nazionale del Pollino –spiega D’Andrea – hanno portato in evidenza l’importanza del giusto approccio tra l’uomo ed il Mondo Naturale. Un rapporto troppo spesso vissuto come una gita al Luna Park (struttura creata dall’uomo). La quotidiana routine induce spesso in gravi errori di rapporto che facilita tragedie, come quella del Torrente Raganello, o nel depredamento che esita nella distruzione, talvolta permanente, del Patrimonio Naturale”.

  • In campo micologico invece?

 

“In campo micologico questo nefasto comportamento si traduce nella ricerca e nella raccolta di prodotti spontanei delle aree naturali, con prelievi indiscriminati, sia quantitativi che qualitativi, ed irresponsabili, per sé e per l’Ambiente. Spesso si approccia questa attività come un ingresso e scelta dei prodotti al supermercato!”.

  • Quali sono le specie nel Matese, lei ritiene che siano tante?

 

“Il Matese ha un grandissimo e riconosciuto Patrimonio Micologico! Siano essi ipogei con i Tartufi, dai neri al bianco, che con i Funghi epigei spontanei, di cui l’indiscusso sovrano è il Porcino (con le 4 specie del genere Boletus spp.). Non va poi trascurato il particolare che un’altra specie epigea, il “Virno” o Spinaruolo o Fungo di S.Giorgio (Calocybe gambosa), ed i “Tartufi Neri” sono riconosciuti dalla Regione Campania come P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale): sicuramente un grande valore aggiunto da tutelare!”

  • Come deve essere e soprattutto quanto è importante l’approccio con questi frutti cosi desiderati da tutti?

 

“Vede, il già citato cattivo approccio al rapporto con i frutti di Madre Natura sta seriamente minando la presenza e la durevolezza di questo patrimonio, attraverso la “insostenibilità” della raccolta: fuori stagione; in quantitativi decisamente superiori a quanto stabilito dalla normativa vigente; numero insostenibile di raccoglitori (molto spesso privi di tesserino di idoneità alla raccolta e comunque privi di ogni fondamento di buone prassi di comportamento nei boschi); utilizzo di strumenti non idonei e distruttivi per il substrato di crescita (uncini o rastrelli per i funghi epigei e zappe per i tartufi). Tutti fattori che, sinergicamente, conducono al risultato della perdita di queste risorse spontanee naturali”.

  • Un po’ come andare al supermercato ?

 

“Esattamente, la logica del “supermercato” (tutto presente sugli scaffali anche fuori stagione naturale) conduce alla brama di cercare sempre, comunque ed ovunque! Senza avere la ben minima conoscenza che si parla di prodotti spontanei, non coltivati e che solo Madre Natura sa quando metterli a disposizione per poter perpetuare la specie”.

  • Ma non è dovuto principalmente alla scarsa informazione?

 

“Questo è, purtroppo, la conseguenza della mancanza di Cultura Civica, quella che induce a ben comportarsi con ciò che appartiene non solo a se stessi ma è il bene della “Casa Comune”, risorsa universale. Ma anche mancanza di Cultura Naturalistica, specifica, che potrebbe essere assunta grazie all’obbligata necessità di informazione e formazione da parte degli Enti preposti”.

  • Non ritiene che gli enti debbano investire maggiormente in formazione, magari attingendo dalle stesse quote che incassano annualmente dai tesserini, al fine di creare un maggiore senso civico anche in questo settore ?  

 

“Certo, nel caso della raccolta dei Funghi Epigei Spontanei, le Comunità Montane o le Province (a seconda delle diverse aree di competenza) devono tutelare il patrimonio micologico, reinvestendo la quota (€.30 in Campania) che annualmente ricevono da ogni singolo cercatore che versa per il rinnovo del proprio tesserino di “idoneità” (L.R. nr.8/07_Art.9 comma3). A memoria personale, dalla vigenza della norma regionale, il territorio del Matese non ha mai ricevuto questo esercizio di tutela da parte dell’Ente preposto: né attraverso azioni territoriali (sorveglianza, verifiche tecniche dello stato dei luoghi, etc.) né attraverso una efficace formazione di chi si appresta a conseguire il “tesserino di idoneità”, rilasciato talvolta in modo alquanto “leggero”, tantomeno come “continuing education” per chi ha già conseguito l’abilitazione a raccogliere funghi. Simil cosa accade per il settore dei Tartufi (in questo ultimo caso la competenza diretta è della Regione Campania).(foto nella home page della Guida Turistica del Matese)

 

Informazioni su Lorenzo Applauso ()
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: