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LITOTE ED EUFEMISMO: QUANDO LE FIGURE RETORICHE VENGONO IN NOSTRO AIUTO

Torna il consueto appuntamento con Gramm@ticamente, lo spazio dedicato alla lingua italiana.
Spesso, per “attenuare” il senso di una affermazione, siamo soliti fare uso di figure retoriche affinché il messaggio, il pensiero che vogliamo esprimere venga recepito dal destinatario senza offesa.
In questi casi le figure retoriche che possono aiutarci sono la litote l’eufemismo.
Approfondiamo le seguenti figure:
– la litote consiste nell’esprimere un giudizio attraverso la negazione del suo contrario: ad es. “Non sei poi stupido quanto pensavo“, ecc.
Lo stesso Manzoni, per descrivere il carattere pauroso di Don Abbondio, usa una litote “Don Abbondio (il lettore se n’è avveduto) non era nato con un cuor di leone”;
– l’eufemismo consiste nell’esposizione di un concetto con l’utilizzo di parole che ne attenuino il significato negativo, inalterandone il senso. Per non pronunciare parole “sgradevoli”  come vecchiaia, morire, ecc. possiamo ricorrere all’uso di perifrasi eufemistiche come terza età, in là con gli anni, passare a miglior vita, finire di tribolare, ecc. 

Naturalmente l’uso delle suddette figure retoriche dipende anche dal grado di sensibilità di ognuno di noi e dalle situazioni comunicative in cui ci troviamo.
A presto con un nuovo appuntamento!

Informazioni su Valentina Monte ()
Giornalista Pubblicista iscritta all' Ordine dei Giornalisti della Campania

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