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ABBAZIA DELLA FERRARA, SCATTA IL SEQUESTRO DELLA PROCURA PER MOTIVI DI SICUREZZA

Nella mattinata del 25 ottobre u.s., personale del Comando Stazione Carabinieri di Vairano Scalo, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza da questa Procura della Repubblica, debitamente convalidato dal G.I.P sede, che ha vincolato le strutture costituenti il complesso monumentale “Abbazia della Ferrara”, ubicato in località Ferrara- agro del Comune di Vairano Patenora, già sottoposto a tutela monumentale, con decreto emesso il26.8.1988, ai sensi della Legge n.I 089 del O 1/6/1939 dal Ministro dei beni Culturali e Ambientali.Il provvedimento cautelare scaturisce da accurati accertamenti coordinati da questa  Procura,  che hanno consentito di verificare come l’intero complesso monastico, costituito dai resti di un corpo principale dotato di un chiostro e da una chiesa adiacente, edificati a partire dall’auno 1711 e funzionante fino all’auno 1807, versava in completo stato di abbandono, tale da aver causato crolli delle mura perimetrali e delle volte, dauni ad archi con chiavi prossime al crollo, vistose lesioni verticali ed apparati radicali presenti nella muratura, per cui si è reso necessario un immediato intervento finalizzato alla messa in sicurezza dell’intero complesso  strutturale.II prosieguo delle attività investigative è finalizzato ad individuare eventuali responsabilità penali dei soggetti pubblici e/o privati preposti al controllo ed a tal proposito sono in corso ulteriori approfondimenti.

CENNI STORICI

L’Abbazia si trova   poco distante dal centro di Vairano e poco distante dal fiume Volturno, adagiata sotto il colle Castellone, vi sono i ruderi dell’abbazia di S. Maria della Ferrara, un tempo florida badia cistercense.

Edificata a partire dall’anno 1171, per opera di Giovanni de Ferraris, monaco di Fossanova, su di un fondo donato dal conte Riccardo de Sangro, in località denominata valle della ferraria. I lavori di costruzione terminarono il 23 novembre 1179, divenendo in breve tempo una potente istituzione religiosa, con possedimenti non solo nel territorio di Vairano, ma ad Alife, Alvignano, Aversa, Benevento, Calvi, Capua, Isernia, Mignano, Monteroduni, Napoli, Presenzamo, Salerno, Telese, Roccamonfina, Teano e Troia nelle Puglie.

Nella sua millenaria storia l’abbazia ha attraversato varie fasi; certamente, quella caratterizzata dalla gestione dell’abate Taddeo fu quella di maggiore splendore. Infatti, nelle prime tre decadi del XIII secolo l’abbazia poté contare sull’amicizia e sulla devozione all’ordine cistercense dell’imperatore Federico II, che soggiornò nel 1223 e nel 1229 nell’abbazia, incontrando l’amico abate Taddeo.

Posizionata su di un ramo del cammino della via Francigena del Sud, nell’anno 1223 ospitò dei cavalieri dell’ordine teutonico provenienti da Oriente, che raccontarono di aver incontrato l’ebreo errante in Armenia. La testimonianza venne riportata nella Cronaca dell’abbazia, risultando, così, probabilmente, la più antica fonte della nota leggenda.(da La guida Turistica di Vairano

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