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CASERTA, BIODIGESTORE A DUE PASSI DALLA REGGIA: A RISCHIO 300 DIPENDENTI DELLA FIREMA CHE SI AFFIDA ALL’AVVOCATO GIOVANNI MASTROIANNI

Caserta. Il Biodigestore  che dovrebbe sorgere alla via Ponteselice del Capoluogo  Casertano continua a far parlare di sè. Dopo la scelta di vederlo sorgere realizzarlo nell’area privata (da espropriare) della società FIREMA TITAGARH Spa, e quindi a pochi passi dalla Reggia, è notizia di queste ore l’attenzione della DDA su presunti illeciti afferenti proprio l’appalto per la sua realizzazione. Ma vi è anche un antefatto.

Nello scorso mese di Ottobre, proprio la FIREMA TITAGARH , che occupa quasi trecento dipendenti, si è vista recapitare dal Comune di Caserta e dalla società che avrebbe dovuto realizzare l’opera, una richiesta di accesso alle aree societarie e di li’ procedere ai primi rilievi tecnici, speculari all’esproprio e all’edeficazione dello smaltitore ecologico. Di qui la scelta della società di affidarsi all’avv. Giovanni Mastroianni, amministrativista.

Anche se in effetti il procedimento sarebbe stato formalmente avviato mesi nell’anno 2015, l’avv. Giovanni Mastroianni ha comunque intrapreso un’ardua azione legale volta a scongiurare l’esproprio dell’unica area di sviluppo degli stabilimenti di via Ponteselice della società Titagarh Firema SPA , leader nella costruzione di treni anche ad alta velocità, unica vera grande impresa casertana capace di poter dare reddito e futuro non solo alla Città di Caserta ma all’intera Provincia.

L’atto legale, recapitato al Comune di Caserta ed all’impresa aggiudicataria, contenente varie contestazioni nonchè esplicita richiesta di accesso agli atti amministrativi posti in essere dall’Amministrazione, ivi compresi quelli afferenti l’aggiudicazione dell’appalto, è stato dunque volto anche al chiarimento dei vari punti afferenti sia la procedura precedentemente posta in essere, sia quella proseguita nell’Ottobre scorso, con richiesta di sospensione immediata delle procedure di esproprio.

Dalla nota dell’avv. Mastroianni si evince che l’apposizione del vincolo di esproprio, anche se precedentemente notificato, si arricchirebbe anche di nuovi profili di illegittimità, tanto ciò per diversi motivi tra cui finanche la mancanza di qualsiasi riferimento in merito all’indennità di esproprio, che renderebbe l’operazione urbanistica priva anche di un realistico risconto economico o previsione sulla spesa, e quindi sulle potenziali negativissime ricadute sulle già traballanti casse comunali.

L’avvio del procedimento sarebbe poi avvenuto sulla base di una delibera di Giunta Comunale, la n. 103 dell’anno 2015 mentre l’avvio delle operazioni tecniche rimanderebbe alla successiva delibera di G.C. n. 112 dell’anno 2017, i cui rispettivi contenuti sarebbero contrastanti.A parte la battaglia legale che sarà incentrata sul rispetto di norme e formalismi, ciò che lascia più basiti è proprio la scelta politica ed amministrativa: espropriare l’unica area di sviluppo di un’azienda leader di settore, tale da poterne minare il futuro aziendale. Il tutto senza alcuna determinazione dei costi che tale operazione potrà avere e quindi priva di una reale valutazione che un tale  impatto economico potrebbe avere sulle casse dell’Ente già in cattivissime acque.

Non di meno allocare un Biodigestore nell’area tra le più densamente popolate dell’intera provincia, appare davvero in contrasto con la cronica situazione di assoluta criticità che quotidianamente giunge dai diversi siti ecologici di Terra di Lavoro e del vicinissimo napoletano. Lo scenario che si manifesta all’orizzonte è desolante:  migliaia di cittadini e centinaia di dipendenti Firema costretti a vivere e lavorare quotidianamente a pochi metri da uno smaltitore ecologico posto di fronte alla Reggia di Caserta  e  poi si parla di valutazione turistica del Territorio!  L’unico augurio che ogni casertano può farsi è che l’azione legale possa volgere a buon fine nell’interesse dell’intera comunità oppure, non si può mai dire, che l’Amministrazione di Caserta dimostri davvero di amare i cittadini che rappresenta e adottare un provvedimento di buon senso e così fermare tutto prima che sia troppo tardi.Dopo averci provato presso i siti di “Lo Uttaro” e “Gradilli” il Comune di Caserta intende realizzare un Biodigestore da 400.000 tonnellate di rifiuti l’anno ad un tiro di schioppo dalla Reggia, in una zona densamente popolata ai confini con il Comune di S.  Nicola La Strada e a pochi metri da Viale Carlo III.

 

 

Informazioni su Lorenzo Applauso ()
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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