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A PIETRAMELARA APPUNTAMENTO CON IL DUCA CARACCIOLO

 PIETRAMELARA – Tutto pronto per un’altra full immersion nella cultura e nella storia del territorio pietramelarese. Due sono gli appuntamenti da segnare in calendario per questo fine settimana: uno sabato 17 e l’altro domenica 18 novembre. Entrambi a partire dalle ore 18:00. Ingresso libero al Municipio che accoglierà una due giorni dedicata alla musica e all’enogastronomia del territorio riservando anche parti delle due serate in cui si potranno incontrare i produttori locali. “Quella di inserire l’enogastronomia tipica all’interno dell’intera rassegna – ha precisato il sindaco Di Fruscio – è stata un’idea che ha trovato tutti gli organizzatori d’accordo poiché vi è il chiaro intento di esaminare nuove prospettive per una risorsa antica”.

Ma ritorniamo sugli imperdibili appuntamenti di questo fine settimana. In programma per sabato 17 c’è: “La ‘ngannatrice ingannata – favola barocca in napoletano antico” a cura del Gruppo Vocale Strumentale e Danza Antica “Ave Gratia Plena” in costume barocco. “Dice ch’era ‘na vota, a lo Regno de Monteretunno, ‘no gentelommo chiamato ….”. Basta una frase per entrare nella suggestione del racconto. Lo spettacolo propone la narrazione della revisione/versione semi-teatrale (il narratore e le altre voci saranno “a leggio”) della III novella “La ‘ngannatrice ‘ngannata”, tratta dalla “Posilecheata” scritta in napoletano antico da Pompeo Sarnelli (vescovo di Bisceglie), sotto pseudonimo, alla fine del 1600. Nell’allestimento proposto, la narrazione è suddivisa tra i diversi personaggi e la musica barocca (di tradizione sia colta sia orale) accompagna e commenta la vicenda. È una occasione per sperimentare emotivamente il profondo rapporto che ha legato la cultura dei leggenti/scriventi e la cultura degli ascoltanti/parlanti nella realtà storica della civiltà napoletana.

Domenica 18 novembre, invece, sarà la volta de: “Sonate a tre da Napoli all’Europa” con Maurizio Ferrara al flauto, Vincenzo Varallo al violino, Luigi Varallo al violoncello e Pietro Di Lorenzo al clavicembalo. Nella storia della musica barocca strumentale le composizioni per l’organico a 3 parti (2 strumenti solistici di taglio acuto e il basso continuo) furono molto spesso la prova di esordio del compositore sulla scena pubblica, mediante la stampa della opera prima. La “triosonata” fu per questo la speciale palestra di sperimentazione di linguaggi autoriali individuali, capaci di far cogliere persino la transizione tra barocco e stile galante. L’emulazione dei modelli (Corelli su tutti) fu più spinta altrove, meno a Napoli, dove la connotazione “melodica” ebbe una prevalenza rilevante sul contrappunto severo. Il programma esplora le sperimentazioni sviluppate da compositori accomunati dal linguaggio barocco, di formazione napoletana (Porpora e Ierace), tedeschi (Haendel e Telemann) e veneziani (Vivaldi) protagonisti indiscussi in tutte le grandi capitali europee (Wien, Paris, London…). Ed è l’occasione per toccare con mano il virtuosismo dei tre strumentisti (al flauto, al violino e al violoncello), a turno impegnati in brani solistici.

 

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