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RUBRICHE- MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: QUANDO IL MINORE NE E’ TESTIMONE

Gentile Avvocato, in  una società in cui i casi di violenza domestica hanno raggiunto numeri terrificanti, preoccupa la posizione del bambino costretto ad assistere reiteratamente, quale testimone inerme, ad episodi del genere. A riguardo, mi chiedo: “Come può essere adeguatamente garantita la sua tutela?”.

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 Come dettato dal nostro ordinamento, il reato di maltrattamenti in famiglia assume connotati ancor più rilevanti allorquando le continue vessazioni sono perpetrate dinanzi agli occhi di un minore. Ecco che ci si riferisce alla c.d. violenza assistita ovvero al fenomeno che, stando alla definizione fornita dal Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia, va inteso come “il far esperienza da parte del bambino di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto, in ambito familiare, attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte e minori”.

Si parla, oggi, di numeri impressionanti. Due bambini su tre, infatti, assistono a reiterati episodi di violenza domestica ed oltre un bambino su dieci, ha paura che la propria vita o quella della mamma sia messa in pericolo dalla presenza dell’altro genitore. Dati spaventosi questi che lasciano chiaramente trasparire l’immagine di un’ Italia drammaticamente lacerata da fenomeni di emergente disagio sociale, quali, per l’appunto, la violenza contro donne e minori.

Ed è proprio in tal contesto, nell’intento di arginare o, comunque, fronteggiare fenomeni di questa portata, che si inserisce la previsione normativa dettata dall’art. 61 n. 11 quinquies del codice penale. Ed infatti, il legislatore, individuando tra le circostanze aggravanti del reato di maltrattamento in famiglia “l’avere, […], commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto […]”, ha inteso attribuire una specifica rilevanza giuridica all’istituto della violenza assistita. In particolare, preso atto delle ricadute di “tipo comportamentale, psicologico, fisico, sociale e cognitivo” (Cass. Penale, Sez. III, n. 45403/2016) che possono aversi sulla figura del minore costretto ad assistere ad episodi di violenza in ambito familiare, si è voluto rafforzare ed ancor prima garantire una adeguata tutela dello stesso.

Un’esigenza, quest’ultima, che, a ben vedere, ancora le proprie radici nella necessità di dar voce ad un trauma, quello così subito dal minore, talvolta silente ed occulto. Si è soliti, infatti, definirlo come un “danno invisibile” proprio in considerazione della circostanza che non portando con sé cicatrici, lividi o comunque segni ben visibili, può talvolta indurre a sottovalutare l’effettiva gravità del problema che, per contro, è tale da compromettere, in termini psicologici, sociali e comportamentali, i delicati equilibri di una crescita sana.

In ogni caso, come risultante dalla predetta previsione legislativa nonché dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, può parlarsi di violenza assistita non solo allorquando il minore vive dinanzi ai propri occhi i maltrattamenti perpetrati a danno del genitore ma anche quando, pur non assistendovi in prima persona, percepisce ugualmente gli effetti della cronicità di una quotidianità violenta.

Orbene, un intervento normativo, questo di cui sopra, che sebbene rilevante ed incisivo rappresenta solo la fase iniziale di un percorso ancora da compiersi al fine di garantire una tutela piena e decisiva ad una figura, come quella di un bambino, vittima indifesa di episodi di violenza ormai connotanti il nostro tessuto sociale.

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*Chiara Valeria Schafli Avvocato, laureata a pieni voti in Giurisprudenza presso la “Luiss Guido Carli” con una tesi in Diritto Privato, titolata “La donazione indiretta e l’azione di riduzione”. Collabora da anni con diversi studi legali, da sempre prediligendo il ramo civilistico del diritto ed affrontando con grande passione sopratutto le tematiche connesse al diritto di famiglia ed alla tutela dei minori nonchè gli aspetti inerenti la contrattualistica nazionale ed internazionale.

 

 

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