ANTONIO MASTROBUONO, IL DANTISTA ORIGINARIO DI RAVISCANINA CHE HA RIVOLUZIONATO IL CONCETTO DI “GRAZIA SANTIFICANTE” DI DANTE IN UN CONVEGNO DI SAPONARA

Caserta. Charles Singleton, noto dantista statunitense, la cui visione della “grazia santificante” in Dante è stata criticata e superata da un altro grande dantista italo-americano, nativo di Raviscanina, Antonio Critodemo Mastrobuono (nella foto)  professore emerito alla Università dell’Illinois di Chicago, ha sostenuto che a noi, persone del XXI secolo, è impedita la comprensione adeguata dell’opera di Dante, perché siamo ormai preda della “l’indifferenza alla salvezza”, che è diventata una nostra specifica caratteristica. Egli ha scritto: “Il fatto è che siamo arrivati al limite cui era possibile arrivare nella tendenza a minimizzare o a escludere dall’attenzione i più profondi significati cristiani della Commedia”. Vale a dire che, mentre il Vangelo o il Corano sono pieni di significato rispettivamente per i lettori cristiani e musulmani, per un lettore che ha preso le distanze dell’una verità e dall’altra diventa difficile dare alla Commedia il valore teologico e profetico che aveva in origine, ragion per cui il nostro apprezzamento dell’opera risulta compromesso, almeno in parte.In realtà, per apprezzare la Commedia non è necessario, come riteneva Singleton, condividere le idee di Dante sulla religione: è soltanto necessario conoscerle. E la conoscenza, come si sa, non è un fatto di fede ma di studio, è il traguardo che si raggiunge dopo aver appreso la cultura della quale anche Dante si è nutrito. Vale a dire che un’adeguata comprensione della Commedia oggi potrebbe essere impedita non dalla mancanza di fede dei suoi lettori, bensì dal loro insufficiente grado di istruzione: non è il credere che può fare difetto, ma il sapere. La Commedia è piena di cose meravigliose, ma per apprezzarle bisogna fare un po’ di fatica. “La verità non si concede ai pigri”, ha scritto qualcuno: e lo stesso si può dire della bellezza.La Commedia è un libro “difficile”, forse perché è scritto in versi e forse perché Dante lo fa usando un linguaggio spesso oscuro; ma se queste difficoltà vengono affrontate e superate riceviamo un premio meraviglioso: la possibilità di entrare in una delle menti più affascinanti nella storia dell’umanità (non a caso Dante è chiamato “Sommo Poeta”) e di leggere alcuni dei versi più belli della letteratura mondiale, non solo della nostra. Ed è più di quel che meritiamo. La conferenza del professore Saponara toccherà alcuni aspetti di questa questione.

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