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IL MAGGIORE DEI CARABINIERI SALVATORE VITIELLO, PROMOSSO TENENTE COLONNELLO. UNA VITA NELL’ARMA DEDICATA AL BENE DELLE COMUNITA’.

Il Maggiore Vitiello promosso Tenente Colonnello a coronamento di una incredibile carriera, che lo ha visto indossare praticamente tutti i gradi previsti nell’Arma, conquistati con l’impegno e la dedizione dimostrati giorno per giorno nelle città e nelle contrade di mezza Italia, sempre con un unico obiettivo, il bene delle comunità. Da quello di Allievo Carabiniere a quello di Carabiniere effettivo, da quello di Allievo Sottufficiale a quello di Vice Brigadiere, da quello di Brigadiere a quello di Maresciallo, da quello di Sottotenente a quello di Tenente, da quello di Capitano a quello di Maggiore e in questi giorni per Salvatore Vitiello l’agognata promozione al grado di Tenente Colonnello. Tutto ha inizio nel 1987, quando appena 18enne decide di presentare la domanda di arruolamento nell’Arma dei Carabinieri. In età adolescenziale era rimasto colpito da una figura leggendaria dell’Arma, quella del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (Ufficiale dei Carabinieri che dopo essersi arruolato durante la seconda guerra mondiale ed aver partecipato alla resistenza, diventa protagonista assoluto della lotta contro il banditismo prima e contro il terrorismo e la criminalità organizzata poi, trucidato proprio in un agguato terroristico-mafioso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo, la sera del 3 settembre 1982, in via Carini a Palermo, dove era stato inviato quale Prefetto della Repubblica), per il quale aveva maturato negli anni seguenti l’intenzione di indossare quell’uniforme. E nell’anno seguente, il 1988, il sogno di entrare nell’Arma diventa realtà. Dopo aver superato brillantemente le prove di selezione prima presso la Legione Carabinieri di Napoli e poi presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, viene destinato alla Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso per frequentare il corso. Sette mesi dopo, promosso Carabiniere effettivo, arriva il primo trasferimento presso la Legione Carabinieri di Parma dove viene assegnato in forza alla Stazione Carabinieri di Modena Villa Freto, imparando il “mestiere” anche grazie ad un Comandante di Stazione di grande esperienza ed umanità, il Maresciallo Maggiore Aiutante Carica Speciale Nicola Di Carlo. La piccola Stazione dell’Arma ubicata nella località Madonnina di Modena, che oggi non esiste più, fu comandata dal Maresciallo Di Carlo fin dal lontano 1965, anno in cui aveva sostituito un’altra figura rimasta mitica in quel territorio, quella del Maresciallo Vittorio Rosa. Vitiello rimane in servizio presso quel Comando poco meno di tre anni, vivendo in pieno un periodo di autentico terrore per le popolazioni dell’Emilia Romagna, dove imperversava la Banda della “Uno Bianca” ( una organizzazione criminale operante soprattutto in Emilia Romagna tra la fine degli anni ’80 e l’inizio deli anni ’90, responsabile di ben 103 azioni delittuose, soprattutto rapine a mano armata, provocando la morte di 24 persone e il ferimento di altre 102. Una delle azioni criminali più efferate fu quella della strage del Pilastro a Bologna, la sera del 4 gennaio 1991, a poche decine di chilometri dalle zone dove prestava servizio Vitiello. La banda della Uno Bianca, in un agguato, trucidò tre giovanissimi Carabinieri, in servizio di pattuglia. Vitiello aveva conosciuto uno dei tre militari uccisi, con il quale nel 1988\89 aveva partecipato al corso di allievo Carabiniere presso la Scuola dell’Arma di Campobasso). Tra servizi di pattuglia, ordine pubblico, traduzione di detenuti, attività di indagine e quant’altro, Vitiello trova anche il tempo di impegnarsi negli studi riuscendo a conseguire il diploma di maturità. Il titolo di studio raggiunto e i consigli paterni del suo Comandante di Stazione lo convincono a partecipare al concorso per Allievi Sottufficiali dell’Arma. Ancora una volta supera brillantemente le prove e dal settembre del 1991 è a Velletri (RM) per partecipare al primo anno del corso Sottufficiali dell’Arma, mentre il secondo anno lo svolgerà a Vicenza, intervallati da un periodo di tirocinio presso la Stazione Carabinieri di Corniglio – Val Parma. Durante il corso Sottufficiali sarà anche uno dei pochi allievi che riesce a conseguire il brevetto di paracadutista. Promosso Vice Brigadiere, nell’estate del 1993 viene destinato presso la Stazione Carabinieri di Roma Piazza Dante, con un territorio particolarmente sensibile sotto il profilo dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, comprendendo zone della Capitale che vanno dalla Stazione Centrale delle Ferrovie di Roma Termini alla Piazza Vittorio Emanuele, da San Giovanni in Laterano al Colosseo. Ed è proprio in quel territorio caratterizzato da molteplici e complessi fenomeni di criminalità, che Vitiello vive in prima linea uno dei periodi più bui della storia d’Italia, a seguito dei gravi attentati terroristici messi a segno dalla organizzazione mafiosa denominata Cosa Nostra, che dopo aver eliminato a suon di tritolo i giudici Giovanni Falcone, Francesca  Morvillo e Paolo Borsellino, con i componenti delle relative scorte,  da via ad una vera e propria campagna di terrore ( a Roma la notte del 14 maggio 1993 il fallito attentato al giornalista Maurizio Costanzo in via Fauro; seguono gli attentati di Firenze, in via Dei Georgofili, nei pressi della galleria degli Uffizi, con 5 morti e 40 feriti; a Roma con l’utilizzo di autobombe, la notte del 27 luglio 1993 gli attentati presso le chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, con 22 feriti. Vitiello quella notte si trovava a poche centinaia di metri dall’attentato di San Giorgio al Velabro, impegnato a dirigere un servizio di vigilanza presso la Sinagoga Ebraica di Lungotevere  De’ Cenci, altro luogo che anni prima fu oggetto di un feroce attentato, era il 9 ottobre del 1982, quando un commando palestinese attaccò con le armi il tempio e causò la morte di un bambino di soli due anni, oltre al ferimento di 37 persone. E sempre la sera del 27 luglio 1993, un’altra autobomba esplode a via Palestro di Milano, causando ancora morti e feriti. Ma Vitiello la scamperà bella alcuni mesi dopo, quando allo Stadio Olimpico di Roma, dove è spesso impegnato in servizio di ordine pubblico, viene preparata un auto bomba, una Lancia Thema carica di esplosivo, per fare una strage di carabinieri, ma così come poi rivelato da un pentito di mafia, il telecomando non funzionò e quindi l’auto non esplose).

Nel giugno del 1994, Vitiello fa parte del team dell’Arma che si occuperà dei sevizi di ordine e sicurezza pubblica in occasione della visita a Roma dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton.  Nell’estate del 1995, promosso Brigadiere ancora un trasferimento, questa volta presso un reparto dell’Arma ad altissimo profilo operativo, quello del Nucleo Radiomobile di Roma, il pronto intervento dell’Arma. Diventa così comandante di squadra presso la prima sezione autoradio con sede nella zona di Tor Tre Teste. Da qui salendo a bordo delle mitiche “ gazzelle “ dell’Arma, in quel periodo Alfa 75 e Alfa 155, sarà protagonista di centinaia di interventi in tutta la capitale finalizzati a garantire la sicurezza dei cittadini e a tutela delle persone in situazioni di pericolo. I rischi non mancano, come quando durante un inseguimento ad una banda di malviventi in fuga, riporta varie lesioni traumatiche che lo costringono ad un periodo di ricovero presso l’Ospedale Militare Roma Celio. Tornerà però in servizio in breve tempo, rinunciando alla possibilità di continuare il periodo di convalescenza. Nel novembre del 1995 fa parte di un gruppo prescelto di carabinieri del Nucleo Radiomobile per un incarico di particolare responsabilità, quello di prendere in consegna il criminale nazista Erich Priebke,  in arrivo con un volo dall’Argentina da dove era stato estradato. ( Erich Priebke, agente della gestapo e capitano delle SS durante la 2^ guerra mondiale in Italia, era stato condannato all’ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell’eccidio delle fosse ardeatine, dove vennero barbaramente uccise 335 persone come rappresaglia ordinata dal Adolf Hitler per un agguato avvenuto in via Rasella a Roma, contro i soldati tedeschi che occupavano la capitale. Tra le vittime dell’eccidio ci furono anche malati, vecchi, bambini, oltre a 75 ebrei romani. Era il pomeriggio del 24 marzo 1944. Cinquant’anni dopo, nel 1994, Priebke fu individuato in Argentina e il 21 novembre 1995, a seguito della richiesta della magistratura italiana fu estradato in Italia, venendo recluso nel carcere militare di Forte Boccea). Così come un altro incarico di assoluto rilievo gli verrà affidato per eseguire i servizi di scorta durante il vertice mondiale della F.A.O. tenutosi a Roma nel novembre del 1996, per il quale riceverà il compiacimento dell’allora Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma Leonardo Gallitelli, che alcuni anni dopo diventerà Comandante Generale dell’Arma. ( il vertice mondiale sull’alimentazione F.A.O del novembre 1996 fu la più grande assemblea mondiale di leader mai riunitisi per affrontare i problemi della fame e della sicurezza alimentare, con la partecipazione dei rappresentanti di 185 paesi e della Comunità Europea, alla quale presero parte leader di caratura mondiale, da Sua Santità Giovanni Paolo II al protagonista della rivoluzione cubana Fidel Castro). E ancora nel periodo di natale del 1997, viene prescelto insieme ad altri Carabinieri della capitale per un incontro privato presso la sala Clementina del Vaticano con Sua Santità Giovanni Paolo II. Un incontro quello con Papa Wojtyla che Vitiello ricorderà come uno dei momenti più straordinari vissuti in quegli anni. Ma in quel periodo Vitiello è anche destinatario di un incarico davvero speciale, quello di partecipare ad alcune riprese di una delle più famose serie televisive della Rai, quella del “Maresciallo Rocca”.

Svolgendo anche il ruolo di consulente dell’Arma, lavora al fianco di Gigi Proietti e Sergio Fiorentini, protagonisti della serie, del regista Giorgio Capitani e anche di un giovanissimo Enrico Brignano, ancora poco conosciuto nel mondo dello spettacolo. Conseguito intanto il grado di Maresciallo Ordinario, si conclude la sua esperienza presso il Nucleo Radiomobile e nel marzo del 1998 viene destinato al Reparto Carabinieri Stato Maggiore della Difesa, con l’incarico di capo settore dei servizi di sicurezza presso le sedi del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore della Difesa .Assolverà il compito di garantire la sicurezza alle sedi delle alte cariche governative e militari, nel periodo in cui si alterneranno quali Ministri della Difesa gli onorevoli Beniamino Andreatta e Carlo Scognamiglio, quest’ultimo poi sostituito dall’onorevole Sergio Mattarella, attuale Capo dello Stato, e quali Capi di Stato Maggiore della Difesa l’Ammiraglio Guido Venturoni ed il Generale di squadra aerea Mario Arpino.

Ed è sempre in quel periodo che gli verrà tributato un” Elogio” scritto per le attività brillantemente svolte quale capo settore nei servizi di sicurezza attivati in occasione della riunione dei Capi di Stato Maggiore della Difesa Europei, svoltasi a Roma nel quadro del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea Occidentale. A questo punto Vitiello decide di non fermarsi e tentare il concorso come Ufficiale dei Carabinieri. Proprio mentre partecipa al concorso ancora un trasferimento, ritorna all’Arma territoriale, ricoprendo per un breve periodo l’incarico di comandante interinale della Stazione Carabinieri di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. Siamo nell’ottobre del 1999, quando riceve la comunicazione di aver superato brillantemente le prove concorsuali, venendo promosso al grado di Sottotenente. Riparte così per Roma, dove partecipa al corso applicativo presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, in quel periodo al comando del Generale di Brigata Mario Mori, che in precedenza aveva comandato il R.O.S. Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma mettendo a segno operazioni di rilevanza assoluta contro il terrorismo e contro la criminalità organizzata. Una su tutte la cattura del capo dei capi di Cosa Nostra Salvatore Riina, condotta proprio dagli uomini del suo reparto guidati dal Capitano “Ultimo”. Oltre al Generale Mori, Vitiello avrà la fortuna di avere istruttori ed insegnanti di altissimo profilo, come la professoressa Paola Severino, titolare dell’insegnamento di diritto penale, che tra l’altro  è stata ministro della giustizia del governo Monti ed è attuale vice Presidente della Luiss di Roma. Concluso il corso, nell’estate del 2000, viene trasferito in Calabria, dove rivestirà l’incarico prima di Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile e poi quello di comandante della Compagnia di Tropea, in provincia di Vibo Valentia. In breve tempo, a capo di uno sparuto numero di uomini e mezzi, consegue una serie di straordinari risultati nella lotta alla illegalità e nel contrasto ad organizzazioni criminali di spessore nazionale ed internazionale. Promosso Tenente, con i suoi uomini, è protagonista di numerose operazioni di soccorso alle popolazioni locali colpite da calamità naturali, come gli eventi alluvionali che colpiscono parte della regione Calabria tra i mesi di settembre e novembre dell’anno 2000, per le quali sarà insignito di una medaglia di Benemerenza concessagli dal Ministro dell’Interno e di una medaglia commemorativa concessagli dal Ministero della Difesa; nell’anno 2003 si adopera nelle operazioni di assistenza alle popolazioni coinvolte nei fenomeni vulcanici nell’isola di Stromboli, nel territorio delle Eolie, nelle aree marine e nelle fasce costiere interessate. Anche per quell’evento sarà insignito di una medaglia di Benemerenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile. E ancora nell’anno 2006 farà parte dell’Unità di crisi presieduta dal Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in occasione dell’emergenza idrogeologica che colpisce la provincia di Vibo Valentia, con il salvataggio di numerose persone in situazioni di grave pericolo. In quella circostanza sarà il Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana a conferirgli la medaglia di Benemerenza di 1^ classe per l’impegno, la dedizione e l’alta sensibilità dimostrata in quell’evento calamitoso. Durante il periodo trascorso al comando della Compagnia di Tropea, Vitiello si occuperà anche di un altro incarico di altissima responsabilità, quello di curare e garantire la sicurezza ad una delle più alte cariche dello Stato, l’allora Presidente della Corte Costituzionale Cesare Ruperto. Il Presidente Ruperto, di origine calabrese, vive alcuni periodi dell’anno presso la sua residenza estiva nella zona di Capo Vaticano. Tra l’alta carica dello Stato e il giovane Tenente Vitiello si crea un forte legame tanto che il Presidente prima della scadenza del suo mandato, il 27 novembre 2002, avrà il Tenente Vitiello al suo fianco a Roma, nella sala di rappresentanza della Corte Costituzionale, per il saluto di commiato ai Carabinieri in servizio presso il Palazzo della Consulta in Piazza del Quirinale. In più occasioni Vitiello riceve il plauso della popolazione e delle Autorità locali, per il suo impegno in terra di Calabria. Seguono così altre attestazioni di Benemerenza e Onorificenze, tra le quali la Croce con Spade dell’Ordine al Merito Melitense e quella di Donato di Devozione, conferitegli dal Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, nonché la Croce di Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Nel gennaio del 2005, Vitiello, viene prescelto tra gli Ufficiali che si occuperanno di garantire i servizi di tutela al Presidente della Repubblica, all’epoca Carlo Azeglio Ciampi, in visita ufficiale in provincia di Vibo Valentia. L’evento si svolgerà in una cornice di assoluta sicurezza, suscitando il plauso dello stesso Capo dello Stato. La sua esperienza presso la Compagnia Carabinieri di Tropea si concluderà alla fine dell’estate del 2006, con la promozione al grado di Capitano ed il tributo della intera città con la concessione di un Encomio Solenne da parte delle istituzioni locali. Arriva così l’assegnazione quale Comandante titolare della Compagnia di Piedimonte Matese, in provincia di Caserta. La nuova esperienza comincia subito con una eclatante operazione antidroga che porta all’arresto di un bibliotecario della marina USA, trovato in possesso di svariati chilogrammi di hashish. Per la brillante operazione riceverà un Attestato di Apprezzamento dell’N.C.I.S., il Naval Criminal Investigative Service degli Stati Uniti d’America, che aveva prestato la sua collaborazione nell’attività di intelligence. (Il N.C.I.S è un  agenzia della Marina USA che si occupa di ogni caso criminale che riguarda la Marina e il corpo dei Marines. Dipende dal United States Department Navy e tra gli attuali compiti vi sono oltre alle investigazioni criminali, quelli della protezione personale, la lotta al traffico internazionale di droga, l’antiterrorismo e la repressione di frodi e crimini informatici. L’Agenzia negli ultimi anni è divenuta molto famosa grazie ad una serie televisiva di grande successo NCIS-Unità Anticrimine in onda anche sulle reti RAI). Da quel momento seguono una serie interminabile di brillanti operazioni contro la criminalità attraverso le quali si giungerà alla disarticolazione di agguerriti gruppi criminali operanti anche a livello internazionale, nel settore della produzione, del traffico e delle spaccio di stupefacenti con il più elevato quantitativo di droga mai sequestrato nelle zone dell’alto casertano, o quelle per reati contro la persona, in special modo relativi alla violenza sulle donne e sui minori. E innumerevoli sono le operazioni condotte nel settore dell’ambiente, della salute pubblica, della sicurezza stradale e a tutela dei lavoratori, così come quelli in materia di immigrazione clandestina, contro il fenomeno dei furti, delle rapine, delle estorsioni ed i reati  contro il patrimonio in genere , considerati tra quelli di maggiore allarme sociale. Attività di contrasto ad ogni forma di criminalità e di illegalità concretizzatasi con un numero complessivo di oltre mille arresti e seimila denunce in stato di libertà . Risultati ottenuti grazie a mirate attività investigative, sistematico controllo del territorio e soprattutto un contatto diretto e costante con i cittadini. Una strategia messa in campo da Vitiello che andrà successivamente ad integrarsi perfettamente a quello che l’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni definirà il “Modello Caserta”. Un piano impostato dallo stesso Ministro all’indomani della strage di sei immigrati africani avvenuta a Castel Volturno il 18 settembre 2008, che prevedeva incontri periodici con Forze dell’Ordine e Magistratura ai quali il Ministro interveniva personalmente con l’obiettivo di rendere al meglio un azione coordinata ed efficace di contrasto alla criminalità organizzata attraverso il potenziamento delle attività investigative da una parte ed il controllo del territorio dall’altra, anche con l’impiego in via eccezionale di reparti dell’ Esercito. L’impegno straordinario sul piano operativo determina per Vitiello la concessione di ulteriori riconoscimenti, tra i quali ricordiamo in particolare la Medaglia con Attestato di Pubblica Benemerenza concessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile, la croce d’oro per anzianità di servizio militare e la medaglia d’oro al merito di lungo comando conferitegli dal Ministero della Difesa , l’attestato di benemerenza con relativa medaglia  conferitegli dall’unione europea  e ancora di maggiore importanza la nomina di ”Cavaliere Al Merito della Repubblica Italiana” da parte dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La totale dedizione per il bene di ogni singolo cittadino, di qualsiasi estrazione sociale esso sia, fanno si che il Capitano Vitiello, come era già avvenuto nelle sue precedenti esperienze, entri nel cuore della stragrande maggioranza delle popolazioni dell’alto casertano. Un amore che l’Ufficiale ricambia in modo totale perseguendo con umiltà e determinazione principi di giustizia e umanità. Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze dell’Amministrazione presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Siena, per Vitiello  seguiranno altri impegni professionali di grande rilevanza come quello in cui dovrà occuparsi delle misure di tutela e sicurezza in occasione della visita dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Mignano Montelungo, in provincia di Caserta, il 25 aprile 2009,  accompagnato nell’occasione dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Era stato proprio quest’ultimo recandosi di persona al Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, a complimentarsi con tutti gli Ufficiali e i Carabinieri in servizio nell’intera provincia per gli eccellenti risultati ottenuti nella lotta alla malavita. Ma oltre l’impegno sul territorio per contrastare la criminalità, Vitiello si distinguerà anche nel campo dell’educazione alla legalità, con frequenti incontri con gli studenti degli istituti scolastici presenti nell’alto casertano. Prima della conclusione della straordinaria esperienza vissuta al Comando della Compagnia di Piedimonte Matese, Vitiello così come tutta l’Arma dei carabinieri in provincia di Caserta, vivrà un momento drammatico per la morte dell’Appuntato Tiziano Della Ratta,  ucciso nel corso di  un conflitto a fuoco per sventare una rapina commessa da una banda di malviventi, poi assicurati alla giustizia, in una gioielleria di Maddaloni il 26 aprile del 2013. Vitiello conosceva bene l’Appuntato Della Ratta, per precedenti esperienze professionali da entrambi vissute nella Capitale, e tempo prima, il militare aveva confidato al Capitano Vitiello, che in futuro gli sarebbe piaciuto lavorare con lui presso la Compagnia matesina. E, anche a Piedimonte Matese, a conclusione del suo mandato, la Città così come altri comuni del comprensorio, tributerà al Capitano Vitiello un Encomio Solenne, e nello stesso periodo gli verrà attribuito il Premio Nazionale Legalità e Sicurezza in Campania per gli eccellenti risultati investigativi ottenuti in terra di lavoro e successivamente il  Premio “Olmo” quale riconoscimento speciale per l’abnegazione e il coraggio dimostrati nelle attività istituzionali svolte nell’alto casertano e per lo straordinario rapporto di fiducia instaurato con la popolazione.  Giunge intanto nel settembre del 2013 un nuovo incarico, quello di Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Isernia. E anche in terra molisana arriva subito un impegno davvero eccezionale, quello di coordinare in occasione della visita di Papa Francesco i servizi di ordine pubblico, per garantire la massima sicurezza alla persona del Santo Padre e alle migliaia di fedeli presenti per lo storico evento. Per la piena riuscita dell’evento arriveranno i complimenti personali del Comandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e di altre Autorità Ecclesiastiche e della Santa Sede. Si susseguono nell’arco di cinque anni un’altra serie di brillanti operazioni contro la criminalità e a tutela della legalità, la promozione al grado di Maggiore e numerose attestazioni di apprezzamento da parte delle massime Autorità di Pubblica Sicurezza, dell’Autorità Giudiziaria, dei vertici dell’Arma e dell’intera popolazione , a testimonianza di un aumentata percezione di sicurezza ottenuta con un graduale aumento dei risultati operativi ed una significativa diminuzione dei reati in genere, che permetteranno alla provincia di Isernia di attestarsi in quel periodo tra le province più sicure d’Italia. Tutto ciò porta Vitiello a raggiungere un altro traguardo straordinario, con l’incarico di Capo Sezione Operazioni e Informazioni dell’ufficio OAIO del Comando Legione Carabinieri Campania, con funzioni di controllo e coordinamento di tutti i Comandi dell’Arma ubicati nelle cinque province Campane, e la promozione al grado di Tenente Colonnello.

Nelle prima foto Il Ten. Colonnello Salvatore Vitiello; poi a seguire nel 1997 in Vaticano con Sua Santità Giovanni Paolo II; Nel 1998 a Roma con Gigi Proietti durante le riprese del Maresciallo Rocca; Nel 2002 a Capo Vaticano con il Presidente della Corte Costituzionale Cesare Ruperto; Nel 2003 al Comando della Compagnia Carabinieri di Tropea; Nel 2005 a Vibo Valentia con il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; Nel 2013 ad Isernia con Sua Santità Papa Francesco.

 

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