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ALVIGNANO, IL PRESEPE DI GIUSEPPE TERMINIELLO: UN’OPERA D’ARTE E UN MESSAGGIO DI UNA GRANDE TRADIZIONE

Alvignano. Il Presepe puo’ essere allestito per tradizione,  per un motivo specificamente religioso o per passione. Quando le tre cose si fondono,  allora non è difficile vedere l’arte presepiale in tutta la sua bellezza e non è difficile intuire quanto sia costoso  un’opera d’arte, come quella che ha allestito  Giuseppe Terminiello di Alvignano.  Un vero appassionato ed esperto di quest’arte. Ma questo per lui conta poco. Lui, al Presepe è legato da piccolo, da quando la sua famiglia usava farlo in casa, come tante altre famiglie cattoliche. Giuseppe, a quei tanti personaggi che popolano il suo Presepe si è appassionato da bambino, anno dopo anno,  tanto che nel corso dei dodici mesi, lui lavora per costruire con le proprie mani, le scenografie presepiali che andranno poi a migliorare  questo straordinario spettacolo denso di  tanta passione e di tantissima religiosità.

”Quest’anno- ci raccontava con l’entusiasmo che mette in tutte le cose – il mio presepe si è arricchito o meglio si è popolato di una nuova figura: “l’annuncio dei pastori”. Uno scoglio, sul quale un pastore è adagiato e dorme indisturbato all’annuncio della nascita. Quest’anno- spiega ancora Giuseppe – è ancora piu’ completo e spero di far meglio il prossimo anno”.

Ma sono in tanti, quelli che una visita a Giuseppe la fanno proprio per ammirare in tutta la sua bellezza quel capolavoro che anno dopo anno riesce ad offrire prima di tutto ai suoi occhi e poi  ai tanti amici visitatori.Prendiamo spunto dal suo lavoro artistico per riflettere su questa straordinaria tradizione che qualche scellerato, tenta spesso di scipparci. Si, perché adesso c’è una vera moda, particolarmente nelle scuole, di dire: evitiamo il Presepe per rispetto delle altre religioni.Il Presepe o Presepio è una rappresentazione della nascita di Gesù, che ha avuto origine da tradizioni medievali; inizialmente italiana, l’usanza di allestire il presepio è diffusa oggi in tutti i paesi cattolici del mondo.Le prime fonti per la raffigurazione del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca, cosiddetti “dell’infanzia”, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giudea, piccola borgata ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali al re David. Molti elementi del presepe però, derivano dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni, come il protovangelo di Giacomo. Notate come è profondo il senso ed il messaggio del Presepe. Per questo, nessuno può permettersi che, una tradizione con la quale siamo nati e cresciuti da sempre,  potrà portarcela via. I musulmani o le altre religioni alle quali va tutto il nostro rispetto, hanno il dovere di adeguarsi e rispettare le tradizione del Paese dove hanno deciso di andare a vivere e noi abbiamo il dovere di accogliere fin quando sarà possibile, come recita il Vangelo,  ma noi, mai, dobbiamo rinunciare al Presepe, cosi come è già avvenuto per il crocifisso, eliminato da alcune scuole o da alcuni luoghi pubblici. Sarebbe gravissimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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