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MATESE, IL TARTUFO COME RISORSA DEL TERRITORIO IN UN IMPORTANTE CONVEGNO ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI PIEDIMONTE MATESE

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Piedimonte Matese. Voi sapevate che i chiodini che tutti conoscono e tutti mangiano con una certa facilità perché  commestibili possono essere tossici se non vengono bolliti almeno per un quarto d’ora e il gambo non viene in parte eliminato? Poi ci sono tanti luoghi comuni che da sempre ci portiamo dietro: si dice che i funghi che vengono raccolti vicino a vecchie scarpe o pezzi di ferro non vanno mangiati perchè velenosi? Non è vero. Questo è uno dei tanti luoghi comuni  da sfatare. Di questo e di tanto altro  si è parlato presso l’Istituto Alberghiero di Piedimonte Matese dove si sono ritrovati importanti micologi e dove alla fine dei lavori  hanno allestito anche una mostra micologica delle varietà del Matese ritenuta dai presenti molto interessante.

I lavori, voluti ed ospitati dalla dirigente scolastica Clotilde Riccitelli, erano incentrati particolarmente sul prestigioso Tartufo che è un fungo ipogeo e non un tubero. Attenzione, gli esperti potrebbero bacchettarvi. Importantissimo fra gli altri l’intervento del Dr Vincenzo D’Andrea, esperto ed appassionato di micologia che ha voluto sottolineare quello che era poi il messaggio centrale del convegno: il tartufo come risorsa del territorio. Ovviamente, il risultato si ottiene solo se c’è conoscenza e solo

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se vengono rispettate le regole di raccolta per arrivare poi con successo alla parte finale, ovvero alla cucina. E quale ambiente migliore per trattare questo tema, se non presso l’Istituto Alberghiero di Piedimonte , alla presenza di tantissimi docenti e studenti , dove la scuola forma poi i futuri cuochi con la consapevolezza di avere una risorsa importante  sul territorio: il tartufo, deve poi essere servito secondo precise regole della cucina quindi sfruttando tutte le sue proprietà organolettiche . Infatti non vi è trattato di cucina che non lo annoveri tra le piu’ grandi prelibatezze esistenti, siano essi bianchi o neri, tanto che sono sempre ricercati per arricchire ed esaltare le gioie del palato. “Il Tartufo-ha detto D’Andrea – non è soltanto un gusto ed un aroma inimitabile ma anche una cultura locale che si mescola alle altre specialità tradizionali del territorio campano ed in particolare con quelle del Matese”. Ecco perché alla fine, esso diventa una vera risorsa per il territorio. Un aspetto che va preso seriamente in considerazione in termini di economia locale.

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