Ultime notizie

NEUROLOGIA, LA NORCOLESSIA: QUEGLI ATTACCHI DIURNI DI SONNO IMPROVVISI

Antonio Cantelmo *|La narcolessia è un disturbo di origine cerebrale caratterizzato principalmente da eccessiva sonnolenza diurna. Colpisce circa quattro persone su 100.000, prevalentemente i soggetti di sesso maschile, a qualsiasi età e con un picco tra i 15 e i 25 anni. Prima del decimo anno di età i sintomi sono generalmente assenti o poco riconoscibili. Attualmente non vi sono cure o trattamenti risolutivi, tuttavia è possibile utilizzare terapie farmacologiche di origine “parallela” , che riducano o evitino l’invalidità causata dall’eccessiva sonnolenza e dagli altri sintomi, combinate con l’adozione di abitudini di vita congrue a questa particolare condizione di malattia. La causa della narcolessia sembra essere un difetto biochimico del sistema nervoso centrale. Sull’ereditarietà della patologia non esistono a tutt’oggi certezze assolute in un senso o nell’altro cosi come è anche possibile che la narcolessia compaia dopo una lesione cerebrale o in presenza di altre patologie del sistema nervoso centrale. I sintomi della narcolessia sono diversi e comunque non sempre tutti presenti nello stesso paziente. Quelli più “caratteristici” sono quattro: 1) l’eccessiva sonnolenza diurna che è spesso il primo sintomo che viene notato. Qualche volta viene riferito come sonnolenza, stanchezza, diminuzione di energia, attacchi di sonno irresistibile e/o un’insolita predisposizione alla sonnolenza e all’addormentamento. Questa sonnolenza è comunque presente ogni giorno, anche se con intensità variabile, e l’individuo affetto può essere consapevole solo degli episodi più gravi. La quantità totale di sonno nelle 24 ore è generalmente entro la norma: ad essere inusuali sono la continua predisposizione alla sonnolenza e all’adattamento e le circostanze nelle quali ciò si verifica. Gli individui affetti da narcolessia fanno molta fatica a resistere alla sonnolenza e al sonno, come succede a un individuo normale quando è privato della quantità di sonno che gli è necessaria. L’eccessiva sonnolenza diurna diventa più evidente quando, quando spesso capita, la persona si addormenta nei momenti meno appropriati, come nel corso di una conversazione, mentre è a sedere in classe, aspettando l’autobus, mangiando in ufficio, leggendo e concentrandosi in generale. 2) La cataplessia che consiste in una rapida perdita del tono muscolare causata da emozioni (riso, collera, eccitazione, sorpresa). Un attacco cataplettico può comportare una beve e parziale debolezza muscolare fino a una quasi completa perdita del controllo muscolare che porta alla paralisi per alcuni minuti. Ciò può provocare una caduta, l’impossibilità di muoversi, di parlare, anche se il soggetto è cosciente o almeno parzialmente conscio di ciò che gli sta accadendo. 3) Le allucinazioni ipnagogiche che sono esperienze intense e vivide che si verificano all’inizio o alla fine di un periodo di sonno. Alcuni o tutti i sensi possono essere coinvolti e risulta frequentemente molto difficoltoso per il soggetto distinguere l’allucinazione dalla realtà. Il più delle volte le allucinazioni ipnagogiche sono piuttosto spaventose. 4) Le paralisi del sonno che sono caratterizzate dalla sensazione di non riuscire a muoversi, malgrado il desiderio di farlo. Si verificano durante l’addormentamento o al risveglio. Se si verificano in concomitanza con una allucinazione ipnagogica, l’esperienza può diventare terrorizzante perché vissuta come un episodio reale. Esistono altri sintomi, cosiddetti secondari quali: a) i comportamenti automatici che compaiono durante le azioni routinarie e sono caratterizzati da una marcata riduzione della consapevolezza dell’attività svolta. Durante queste azioni il soggetto è generalmente in blackout e non è in grado di ricordare ciò che stava facendo, b) la frammentazione del sonno notturno. Si verificano molteplici risvegli durante il sonno. La causa può  essere un sogno angoscioso, il bisogno di urinare e/0 la temporanea sospensione della respirazione. Qualche volta i risvegli non hanno alcuna causa apparente e in alcuni casi sono accompagnati dal forte desiderio di mangiare qualcosa (soprattutto dolci). I trattamenti farmacologici attualmente adottati, non esistendo allo stato attuale nulla di “dedicato” alla patologia, sfruttano gli effetti collaterali che possono causare nei trattamenti per i quali sono utilizzati normalmente. Per quanto concerne la ricerca, gli studiosi del sonno sono impegnati su due fronti. La ricerca di una terapia risolutiva, sia farmacologica che comportamentale , e gli studi clinici e sperimentali tesi alla scoperta delle cause della narcolessia. In quest’ultimo settore sono in grande crescita gli studi di genetica, quelli biochimici e neuro recettoriali. La ricerca genetica ha recentemente dimostrato con una mutazione correlata a una patologia analoga del cane e il difetto biochimico associato.  Continua tuttavia anche la ricerca di una possibile patologia autoimmune e gli studi su eventuali fattori precipitanti la narcolessia in persone geneticamente predisposte (virus, batteri, stress, abuso di droghe e farmaci). Le conseguenze della narcolessia possono essere molte e di difficile valutazione nel corso del tempo. La fatica e la mancanza di energia possono condizionare una persona nell’ambito del completo assolvimento delle responsabilità familiari. La cataplessia può intervenire sulle attività fisiche e essere la conseguenza di particolari sforzi e/o emozioni portando il soggetto verso l’emarginazione sociale. L’inabilità al lavoro e/o alla guida possono provocare la perdita dell’indipendenza, difficoltà di ordine finanziario e una moltitudine di altri problemi.

____________________________________________________________________

Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico UOC Medicina Generale e Pronto Soccorso, Socio della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE) – 0823/783600 – 330/659140 – antonio.cantelmo@libero.it

 

 

Informazioni su Redazione ()
Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: