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GRAZZANISE:  ED ORA SUL PUC LA PAROLA AL “POPOLO SOVRANO”

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Il vicesindaco ed assessore all’Urbanistica, Marcello Vaio, l’aveva detto fin dal primo momento: l’Amministrazione comunale intende convocare un incontro pubblico e dunque aperto ad associazioni, tecnici e cittadinanza, per discutere del Piano Urbanistico Comunale (PUC). E il primo momento risale all’esplicita richiesta presentata in tal senso a gennaio dal gruppo consiliare minoritario di Nuovi Orizzonti (Federico Conte-Orsolina Petrella). Adesso quell’orientamento è certezza. Infatti, lo stesso Vaio fa sapere che giovedì 28 febbraio, alle ore 10, saranno aperti i lavori per illustrare il Piano adottato e dar luogo al dibattito cui chiunque potrà dare il suo fertile contributo. Accanto agli amministratori comunali vi saranno l’arch. Emma Buondonno (che già per la stesura del 2015 curò la parte relativa all’Urbanistica, all’N.T.A. e al R.U.E.C.) e tecnici del suo staff; di fronte i rappresentanti dei sodalizi locali, tecnici e semplici cittadini. Tutti insieme per verificare le potenzialità dello megastrumento elaborato quattro anni fa, al tempo in cui era responsabile dell’Area Tecnica e dell’Ufficio di Piano l’arch. Teresa Ricciardiello (la cui partecipazione, per giovedì prossimo, non è assicurata), e sostanzialmente riproposto dalla delibera 143/2018 di nuova adozione approvata dalla Giunta comunale. Tutti insieme, comunque, anche per prospettare le positive modificazioni che, a questo punto dell’iter, è ancòra possibile introdurre. Verosimilmente si tratterà di una rassegna critica non agevole, considerata la complessa e articolata struttura del PUC chiamata, per di più, a tener conto di “altri pertinenti Piani o Programmi (regionali, provinciali, di Ambito e di Bacino)”. Tuttavia, di certo emergeranno i punti nodali sui quali si sono concentrate le scelte politiche e le soluzioni tecniche: quindi, non si può escludere che dal civile confronto possano poi derivare le giuste determinazioni di conseguenza.

A commento dell’imminente iniziativa il vicesindaco Vaio ha dichiarato: “Il mio intento e dell’intera Amministrazione sta nel cercare di chiudere in direzione migliorativa questo PUC per la cui redazione – è doveroso ricordarlo – diede incarico la Commissione straordinaria (Migliorelli-Auricchio-Quaranta, 2013-2015 – ndr). Occorre recuperare tempo e rivedere i casi venuti alla luce attraverso le osservazioni che i privati presentarono nel 2015 e le nuove che faranno giungere entro i primi giorni di marzo: difenderò sicuramente tutte le giuste e fondate osservazioni da chiunque dovessero pervenire. Mi piglio le mie responsabilità per tutelare l’interesse dei singoli e della collettività. D’altronde il PUC non è mio, del sindaco o dell’Amministrazione comunale, ma dell’intera cittadinanza. Senza dubbio un segnale di buona volontà da parte del vicesindaco e assessore competente, favorito –come egli stesso non ha difficoltà ad ammettere – da un’istanza firmata dai consiglieri neorizzontini e da sollecitazioni della stampa locale che ha segnalato a più riprese, in questi ultimi due mesi, l’importanza di un ampio confronto democratico.

Ma quest’ultimo resta un punto problematico: si dovrà infatti riscontrare l’entità e la qualità della partecipazione all’incontro del 28 febbraio. Sarà debole o consistente? Interverrà il pubblico delle grandi occasioni (come lo si vide il 12 giugno del 2015 per l’insediamento dell’attuale Consiglio comunale) o i “quattro” cirenei della democrazia grazzanisana che si vedono da molti mesi alle sedute del civico consesso? Parteciperanno soltanto i privati che hanno visto penalizzato il loro terreno o tutti i cittadini che, anche perdendo delle ore lavorative, vogliono responsabilmente capire verso quali traguardi si può e si deve muovere lo sviluppo del paese?

Grazzanise oggi si presenta con preoccupanti indicatori economico-sociali forse mai, in precedenza, calati così in basso: agricoltura e zootecnìa boccheggianti, forte emigrazione giovanile, tantissime case offerte in vendita o in affitto, strutture e infrastrutture che avrebbero bisogno di finanziamenti per milioni di euro, pubblici servizi ridotti al lumicino, scadente qualità della vita. Nessuna compagine amministrativa potrà risolvere questioni così gravi e diffuse senza l’attiva corresponsabilità del “popolo sovrano”. Il PUC rappresenta un decisivo banco di prova: se dovesse fare acqua, nessuno potrà utilmente parlare o indicare alternative all’indomani delle decisioni prese.

 

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