PARETE, PINO APRILE SCRITTORE MERIDIONALISTA RACCONTA E SI RACCONTA AL PALAZZO DUCALE DI PARETE

Fortuna Natale |Parete – Pino Aprile, intellettuale, giornalista d’inchiesta e scrittore meridionalista del nostro tempo, noto alle cronache nazionali per il suo capolavoro “Terroni”, ha tenuto ieri pomeriggio 27 aprile, nel Salone nobile del Palazzo Ducale di Parete, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Biblioteca comunale, un incontro dialogo con i giovani imprenditori locali e i tanti cittadini convenuti per l’occasione, per raccontare come solo lui sa fare, in maniera ironica e sarcastica, un’altra versione della nostra storia e dell’Unità d’Italia; di come la guerra di aggressione e di distruzione, mai dichiarata ufficialmente da parte dei Savoia al Regno delle Due Sicilie, abbia sottomesso e oppresso per decenni le popolazioni meridionali, mettendo in atto un vero e proprio genocidio e delle drammatiche conseguenze che ne derivarono in termini economici e sociali.

Un racconto dei fatti, dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri “per sapere cosa possiamo e dobbiamo essere oggi” parlando di storia passata con una visione più consapevole della modernità.A fare gli onori di casa, il Sindaco di Parete,   Luigi Pellegrino e l’Assessore alla Cultura Gilda Grasso, che hanno saputo rivitalizzare in questi anni di mandato, insieme alla grande squadra che guida il paese, il centro storico con la rinascita del Palazzo Ducale, cuore e identità di Parete.

Moderatore dell’evento di Pino Aprile,   Emiliano Pagano, Vicesindaco di Parete, il quale ha saputo moderare con garbo e pacatezza di toni un incontro dalle tematiche così fortemente attuali sullo scenario politico del nostro paese. Presenti nella magnifica sala Nobile del Palazzo Ducale il Sindaco di Furore, Raffaele Ferraioli, promotore attivo nel mondo dal 1980 del nostro meridione e delle eccellenze campane.

“Non si possono fare i conti con la storia – afferma Pino Aprile – se non si spiega che l’Unità d’Italia non è stata processo di unificazione bensì manovra di allargamento del Piemonte, che non è stata una fiduciosa fusione d’intenti, bensì una feroce colonizzazione del Sud costata decine di migliaia di vittime innocenti, non è stato progresso e benessere bensì saccheggio e distruzione di una parte dell’Italia quella ricca di storia, di cultura, di tradizioni, di eccellenze che si è vista togliere la dignità”.

“Il popolo meridionale – continua lo scrittore pugliese – senza aver commesso alcun reato e senza  colpa ha dovuto pagare un prezzo altissimo che ha prodotto negli anni una devastante campagna diffamatoria”.

La terapia, secondo Pino Aprile, è psicoanalitica. “L’Italia continuerà a soffrire fino al giorno in cui non raggiungeremo la consapevolezza della tragedia e ne piangeremo tutti insieme…i nostri bisnonni che hanno visto entrare dalla porta di casa uomini vinti e non vincitori e questa sofferenza, questa sconfitta, questa violenza ancora la portiamo addosso” e quando si è vittima dell’oppressore si crea una sorta di dipendenza e la convinzione assoluta che la vittima ha di se stessa di meritare tutto questo quasi a voler giustificare il senso di sottomissione, di disagio, di inadeguatezza”.L’esito concettuale di questa tesi è del tutto intuitivo “se il Meridione d’Italia combatte con l’arretratezza sociale ed economica è perché deve ancora imparare a rimarginare quella ferita, quella violenza subita dell’unificazione dell’Italia. Il nord piemontese è il carnefice e il meridione la vittima, anche dopo un secolo e mezzo.Bisogna perciò partire dalla conoscenza dei fatti per arrivare alla consapevolezza della nostra identità di popolo – continua Pino Aprile- “non accettare di essere meno a chi è meno. Non accettare di avere meno rispetto a chi ci ha convinti di valere meno, non accettare di avere meno infrastrutture, meno lavoro, meno salute. Senza voler tornare dunque sulle menzogne che vedono il Sud come cenerentola dello stivale, bisogna parlare di consapevolezza e recupero dell’identità, è questo il riscatto per il nostro meridione e per le generazioni che verranno”, recupero della memoria, della coscienza di un popolo, quello meridionale, al quale è stata cancellata la propria identità – ha spiegato Pino Aprile – consapevolezza e recupero della propria identità, dunque che sono valori indispensabili per programmare il presente e pensare al futuro. (Nella foto, la nostra corrispondente Natale Fortuna con lo scrittore Pino Aprile).

 

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