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USURA NELL’ALTO CASERTANO, SCATTANO LE MANETTE: DUE PERSONE NEI GUAI

Piedimonte Matese. Tintinnio di manette, stamattina nell’alto casertano per i reati di usura. Infatti i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione nei Comuni di Valle Agricola, Teano e Caianello, alla misura cautelare personale, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di D’ARIA Elvio Luigi 60 anni, agli arresti domiciliari) e R. A. di 46 , divieto di dimora nella provincia di Caserta), per i reati di usura ed estorsione.Il provvedimento restrittivo si fonda su un grave compendio indiziario raccolto su delega di questa Procura, dai Carabinieri di Ailano, attraverso numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché con costante attività tecnica (intercettazioni telefoniche).Le indagini nascevano dalla denuncia della persona offesa per fatti di usura, nell’agosto del2017.A seguito di cio’ iniziavano le attività  investigative  che  si  sviluppavano  dall’agosto  del  2017 sino alla primavera del 2018. Le indagini, consentivano di ricostruire la fondatezza delle denunce della persona offesa, alla quale gli indagati avevano prestato decine di migliaia di euro, ottenendo  in  cambio  la promessa della corresponsione  del capitale e degli interessi usurai. La vittima, spinta dalla disperazione per la condizione di sovra-indebitamento nella quale si era venuta a trovare, si era rivolta agli indagati, ritenendo che si trattasse di “amici”, che, condividendo una situazione di difficoltà temporanea, lo volevano sostenere economicamente; solo successivamente, la vittima aveva modo di comprendere di trovarsi al cospetto di veri e propri “usurai”. Infatti, le indagini consentivano di appurare come gli indagati non avessero esitato, alla scadenza dei termini fissati per il pagamento dei ratei usurai, a minacciare la vittima per conseguire le somme di denaro promesse. Di fronte alla serietà e gravità delle minacce ed alla sottrazione di alcuni beni alla vittima stessa, questa decideva di rivolgersi ai Carabinieri ed alla Procura, riuscendo in tal periodo a sottrarsi ad ulteriori atti di minaccia e di “espropriazione” di ulteriori beni, essendosi convinta del fatto che dal vorticoso e infernale giro dell’usura ci si sottrae, affidandosi alle autorità investigative e giudiziarie, potendo, in tal modo, accedere ai benefici previsti dalle legge anti-racket e antiusura.

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