“NESSUN SILENZIO”, RIFLESSIONI SUL CONSENSO SOCIALE ALLE MAFIE. A CASERTA UN CONVEGNO PER RISVEGLIARE LE COSCIENZE

Fortuna Natale | Caserta. “Nessun silenzio! Riflessioni sul consenso sociale alle mafie.” Questo il tema dell’importante convegno tenutosi ieri sera presso il Circolo Nazionale di Caserta, promosso ed organizzato dall’Associazione “Azione e Partecipazione” e “ULTIMI – Associazione per la Legalità”. L’evento, che ha visto una grande partecipazione di pubblico, introdotto dal Presidente dell’Associazione “Azione e Partecipazione” Enrico Trapassi, si inserisce in una serie di iniziative volte a risvegliare le coscienze verso il cambiamento che le due associazioni da tempo stanno portando avanti in maniera congiunta sul territorio casertano. L’incontro ha visto l’intervento della giornalista di Piuenne News, Marilena Natale, del Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord e Vicepresidente del “Centro Studi Rosario Livatino”, Domenico Airoma,  del fratello di Mario Trapassi, Pietro Trapassi, caposcorta del giudice Chinnici che perse la vita nell’attentato al giudice palermitano e autore di “Caino vive a Palermo” e del sacerdote anticamorra Don Aniello Manganiello presidente dell’associazione “ ULTIMI-Associazione per la legalità”. Il presidente di Azione e Partecipazione, Enrico Trapassi ha dichiarato che: “l’associazione nata nel gennaio 2018 rappresenta lo straordinario lavoro di tanti volontari che hanno unito le loro forze, mosse dalla passione e dall’amore per la propria terra, per dare una scossa alle coscienze attraverso l’agire e il fare, risvegliando quel senso di responsabilità necessario alla costruzione di un vero cambiamento senza scendere a compromessi”. La serata ha avuto momenti di grande intensità e commozione, importante la testimonianza di Marilena Natale  e delle sue battaglie di denuncia alla camorra, costretta per questo a vivere sotto scorta, dei tanti esempi positivi di speranza  raccontati dal Procuratore Domenico Airoma, della toccante testimonianza di Pietro Trapassi,  che ha raccontato il coraggio e il sacrificio dei tanti agenti di scorta che come suo fratello hanno perso la vita per difendere e proteggere uomini che sono stati in prima linea sul fronte della lotta contro la mafia, della testimonianza del sacerdote anticamorra Don Aniello Manganiello che opera da oltre vent’anni a favore degli ultimi e che, andato via da Scampia, ha iniziato una capillare azione di “Educazione alla Legalità”  andando nelle scuole di tutta Italia a raccontare il suo impegno di lotta contro le mafie. Il convegno si è concluso con la lettura del discorso scritto il 23 giugno 1992 da Paolo Borsellino nel trigesimo della strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta:  “Occorre evitare che si ritorni di nuovo indietro…occorre dare un senso alla morte di Giovanni, alla morte della moglie, alla morte dei valorosi uomini della sua scorta. Sono morti per tutti noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera; facendo il nostro dovere, rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici…collaborando con la giustizia, testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere… Dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo”.

 

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