IL TUMORE AL SENO SOTTO L’ATTACCO DELLA SCIENZA. LO SCIENZIATO MATESINO LUCA MALORNI FRA I BIG DELLA RICERCA MONDIALE

 Lorenzo Applauso|Si è appena tenuto dal 31 maggio al 4 giugno a Chicago, il congresso annuale dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology), che in passato era un congresso americano ma che negli ultimi anni è diventato momento di confronto tra i ricercatori di tutto il mondo.  Durante i lavori dell’ASCO sono stati in particolare comunicati i dati dello studio Monaleesa-7, già pubblicati su una prestigiosa rivista scientifica, che aprono nuove speranze per la cura del tumore al seno. Secondo questi dati, dopo 42 mesi di follow-up, il tasso di sopravvivenza raggiunge il 70,2% nelle donne trattate con Ribociclib in aggiunta alla terapia ormonale rispetto al 46% relativo alle donne trattate con la sola terapia endocrina. Si tratta di un risultato che sta facendo il giro del mondo per l’importanza del carcinoma mammario, che rappresenta la prima causa di morte tra le donne e assomma al 29% della causa di morte oncologica prima dei 50 anni, al 21% nell’intervallo 50-69 anni e al 14% dopo i 70 anni.

Ma che cosa è il Ribociclib? È un farmaco che blocca l’attività di enzimi noti come chinasi ciclina-dipendenti (CDK) 4 e 6, i quali sono importanti nel regolare la crescita e la divisione cellulare. Bloccando l’attività di CDK4 e CDK6, il farmaco agisce sulle cellule del carcinoma mammario ormono-responsivo, rallentandone la crescita, auspicabilmente, fino a bloccarla.  Quindi, il Ribociclib trova la sua applicazione nel trattamento di uno dei vari tipi di tumore della mammella, sotto il cui nome generico sono classificate un gruppo numeroso di patologie anche molto diverse tra loro. Per far fronte a questo ampio ventaglio di patologie degenerative del seno non a caso oggi si parla di arrivare ad una terapia personalizzata per raggiungere quei traguardi che tutti auspichiamo nella cura dei tumori.

Nel documentarci su questi temi la sorpresa è stata di scoprire che uno dei più accreditati ricercatori nel campo dei tumori del seno è piedimontese, classe 1977. Si tratta di Luca Malorni, che è dirigente medico all’Ospedale di Prato, dove coordina il laboratorio di ricerca traslazionale, sia Adjunct Assistant Professor presso il Lester and Sue Smith Breast Center del Baylor College of Medicine di Houston. Anche il Malorni da anni sta studiando le chinasi CDK4 e CDK6 e l’importanza della loro inibizione nel trattamento del cancro al seno. Già nel 2014 si occupava del Palbociclib, un altro inibitore di questi enzimi chiave nella vita cellulare per il trattamento del carcinoma mammario sia HR-positivo che HER2-negativo ( un suo intervento al riguardo può essere visto su: https://www.youtube.com/watch?v=DSHO94ROx-w )

Luca Malorni (Nella foto) ci ha raccontato come a Prato, grazie al sostegno della Fondazione Pitigliani, alla quale contribuiscono tutti i cittadini pratesi, e ai finanziamenti nazionali e internazionali ricevuti, inclusi quelli dell’AIRC, con il suo gruppo sia impegnato in una intensa attività di ricerca, sia di laboratorio sia clinica, sui meccanismi di risposta o di resistenza a determinati farmaci e come dai loro studi  è stato possibile individuare nuovi fattori molecolari suscettibili di diventare in pochi anni di opportune ricerche nuovi biomarcatori per la selezione dei pazienti da avviare a specifici trattamenti in modo da personalizzare la terapia.

La guerra contro i tumori del seno continua ma le vittorie che si stanno conseguendo nel campo della ricerca scientifica fanno sperare di poterla contenere in ambiti sempre più ristretti. Un contributo fondamentale in questo senso deve arrivare sempre di più dalla prevenzione che permette di arrivare alle cure in maniera precoce, quando la malattia, non essendo ancora metastatica, può essere ancora debellata in un numero altissimo di casi.

 

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Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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