“ALLA CORTE DI ERBANINA”, GRANDE ATTESA PER L’EVENTO AL CASTELLO DI GIOIA SANNITICA. IERI SERA LA PRESENTAZIONE

Giuseppe Terminiello |Gioia Sannitica. Si è svolto ieri sera presso la sala consiliare del comune di Gioia Sannitica, la presentazione dell’evento “Alla corte di Erbanina” che si terrà  presso il castello  medievale dello stesso comune a cura dell’ Associazione “Duc in Altum”, insieme ad altre  associazioni che hanno  collaborato per l’organizzazione dell’evento insieme al  neo sindaco Giuseppe Gaetano in prima linea  e la sua Amministrazione comunale. La manifestazione è in programma per il 5-6-7 luglio. Tante sono le iniziative: dalle degustazioni dei prodotti in uso all’epoca ai personaggi rigorosamente  in costumi d’epoca. Scenari che  riporteranno i visitatori  in un viaggio indietro nel tempo  ovvero nella leggenda di Erbanina.

Ogni castello, ovunque si trovi, sembra nascondere reconditi segreti. Il suo aspetto tranquillo – ma imponente – incanta gli intraprendenti visitatori, ignari spesso di cosa abbia da raccontare. Ebbene, il bellissimo castello di Gioia Sannitica narra una vicenda davvero curiosa e intrigante ma procediamo con ordine. Il maniero, di origine normanna, fu costruito su un’altura allo scopo di difendere gli abitanti, grazie alla sua poderosa cinta muraria. Incombeva all’epoca il pericolo dei barbari e delle loro tremende razzie, per cui un possente castello era la risposta al bisogno di sicurezza della popolazione. Data la sua importanza, il castello viene citato nel Catalogus Baronum, dove si menziona anche di un feudatario che probabilmente si rese fautore della sua realizzazione come racconta Wikipedia. In seguito il maniero fu ristrutturato grazie all’intervento degli Svevi e degli Angioini, i quali rafforzarono la cortina verso l’esterno, e crearono una nuova porta d’accesso con archi gotici. Malauguratamente, nel 1394 un violento terremoto cagionò gravissimi danni alla struttura, danneggiando in maniera permanente la fiera torre principale. Intorno al XV secolo il borgo si spopolò, proprio a causa della nefasta opera del sisma. Non solo. Un’epidemia di peste sconvolse letteralmente la povera gente del luogo, prostrandola ulteriormente. Nel 1500, il castello fu definitivamente abbandonato. All’epoca era nelle mani di un cavaliere spagnolo, noto col nome Ugo Villalumo. L’uomo ricevette il castello da Re Carlo V come ricompensa del valore dimostrato nella battaglia di Pavia.

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