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PIEDIMONTE MATESE, DOPO ALTRI SERVIZI, SCOMPARE DOPO QUASI 50 ANNI ANCHE IL DEPOSITO DEI PULLMAN

Piedimonte Matese. Dopo 45 anni circa, Piedimonte Matese potrebbe perdere anche il deposito dei pullman che attualmente si trova nella proprieta’ della EAV i trasporti Campania. La notizia, trova conferma perche’ a fine mese sarebbe gia’ previsto un vertice fra Azienda e Sindacati per trovare una soluzione. Da quanto si apprende, sara’ ben difficile trovarla, mentre le ipotesi parlano chiaramente della chiusura della sede di Piedimonte Matese per aprirne una nuova a Prata Sannita. L’azienda dei trasposti CLP , non puo’ o non vuole rispondere alla proposta della EAV che le ha dato l’ultimatum: comprare l’area finora utilizzata a deposito dei mezzi, oppure nel giro di pochi giorni andare via e trovarsi una nuova sede. Ovviamente, i disagi saranno certamente per gli utenti e dipendenti che sono costretti con turni e orari massacranti ad arrivare a Prata Sannita a prendere servizio e non piu’  a Piedimonte Matese, oppure, nell’erogare un servizio di manutenzione improvviso ad un mezzo in avaria. Il soccorso e’ ben diverso se arriva da una sede  centrale al territorio come Piedimonte, diverso e’ da Prata Sannita. Anche gli stessi abbonamenti, dovranno essere effettuati in particolari giorni della settimana e non tutti i giorni.  Non bisogna escludere motivi di immagine per una citta’ come Piedimonte Matese che  perde pezzi, anno dopo anno con  la perdita importante di altri servizi, non ultimo il Tribunale, l’Agenzia delle entrate, l’Enel e via via, dei quali rimangono solo dei semplici sportelli. Non da meno, la declassificazione dell’ospedale la cui vicenda e’ ben nota a tutti. La mancanza di un riferimento politico forte ed essenzialmente  della zona e’, come abbiamo sempre detto e scritto, si paga con un prezzo altissimo. Se si rimane a guardare su sanita’ e giustizia figuriamoci a chi potra’ interessare il deposito dei pullman.

 

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Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

3 Commenti su PIEDIMONTE MATESE, DOPO ALTRI SERVIZI, SCOMPARE DOPO QUASI 50 ANNI ANCHE IL DEPOSITO DEI PULLMAN

  1. Non abbiamo mai avuto tanti riferimenti politici locali come oggi.

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  2. La vertenza non sarà semplice come appare. Come citato nell’articolo il deposito vede la luce nel 1970 quando la Regione Campania crea la Tranvie Provinciali di Napoli che ingloba tutte le esistenti Aziende automobilistiche e le loro linee ammontanti ad oltre 4000 chilometri. Anche i Gruppi Ferrazza, Di Franco, Gianfrancesco di Ciorlano, Fortuna scompaiono sotto la scure TPN. La Ferrovia Alifana, prima CFMI(Compagnia delle Ferrovie del Mezzogiorno d’Italia), diventa anch’essa a gestione TPN. Le Ditte Di Franco di Alife, Michele Ferrazza, Roberto Ferrazza che insieme ad Enrico Fortuna avevano costituito i Servizi Automobilistici Alifani negli Anni Sessanta si occupavano dei servizi sostitutivi della Ferrovia Alifana e dei collegamenti con i Paesi Montani, avevano depositi dei Pullman di loro proprieta’. Le TPN, ormai padro e assolute, ricavano dal piazzale della stazione di Piedimonte l’attuale deposito degli autobus ed applicano sul grande serbatoio metallico a caratteri cubitali la scritta TPN, tuttora visibile. Chi non ricorda gli autobus TPN, una flotta immensa, il cui emblema era il Fiat 306/3 con carrozzeria Menarini con fari gemellati SDM, sintesi del meglio, che indicava un vettore all’avanguardia.l’Ente. Autonomo Volturno, ormai TPN attuali, ritiene lo spazio del deposito acquisito da CLP nel 2012 a Lui spettante anche per le ragioni storiche suddette. Forse EAV vuole il deposito per una sua. Flotta di autobus oppure ha bisogno di maggiore spazio in previsione dell’arrivo dei nuovi treni Newag. Il problema è che sia EAV che CLP (anche se affidatario del servizio essendo una Ditta in convenzione) attingono agli stessi fondi regio ali, qiundi l’esito dovrebbe essere incerto.

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  3. Da bambino vedendo mio Padre autista per tutti (TONINO) autista di autobus prima con la Ditta FORTUNA negli anni 46-50, poi con la Ditta R. FERRAZZA fino all’anno 1969, poi con la Società T.P.N. fino all’anno 1987, io sognavo ed amavo quella divisa da autista degli autobus che mio Padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, Questi miei ricordi che sto raccontando dell’epoca del novecento era del lavoro come elevazione sociale, come salvezza alla famiglia che cresceva con la società di quell’epoca, leggendo l’articolo appare drammaticamente evidente che le riforme si possono fare in presenza di crescita, e non quella che appare come una vera e propria depressione, che tutto sta togliendo dove la ripresa nei nostri territori appare sempre più fragile con alto rischio di delusioni. Sottolineo in questo modo la responsabilità dell’amministratore pubblico nell’interpretare il passato e magari progettare qualcosa per il futuro. E’ necessario elaborare idee di costruire in un modo migliore il Paese del futuro e tutelare quelle esistenti – VEDI – La salvaguardia del terreno da cui partire, l’energia con la quale costruire, i luoghi tradizionali , significa conservare l’identità di un luogo , di un bene e tutto ciò che è del Paese , conservarlo e migliorarlo nella sua essenza originaria. Sono nostalgico , ma fiducioso che la cultura di chi ci rappresenta generi desideri di avere un Paese con più risorse è non ridurre il valore , la storia ed i sacrifici di TANTI che si sono prodicati per la collettività passata e sia sempre forte l’attenzione per il bene comune.
    v.p.

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