PERSONAGGI – VIAGGIO FRA I PERSONAGGI CHE HANNO SEGNATO POSITIVAMENTE IL MATESE. IL RAGIONIERE ARMANDO CARBONE IL BENEFATTORE CHE OPERAVA IN SILENZIO

Piedimonte Matese. Ci sono personalità che spesso vengono dimenticate, altre invece che con poco al loro attivo vengono ricordate con una certa frequenza. Ma quando rifletti, come spesso avviene in questo periodo storico e vedi servizi e strutture finire in agonia o sparire definitivamente da Piedimonte Matese, non può non venire alla mente, almeno per quelli che hanno qualche stagione sulle spalle, un vero benefattore che ha operato in silenzio, all’esclusivo  servizio di una comunità, pur essendo solo un matesino di adozione . Parliamo del compianto Rag. Armando Carbone, colonna e riferimento dell’Enel, dell’epoca. Perché giungiamo a questa riflessione Perchè queste figure sono sparite e perché di queste figure il territorio avrebbe impellente bisogno oggi. Il Prof Lino Diana, ex sindaco di Piedimonte Matese è memoria storica di questa città e chi piu’ di lui puo’ aiutarci a tracciare un profilo fedele al personaggio, quello del rag. Carbone che, ancora oggi, a distanza di tempo dalla sua morte, viene ricordato come un vera sentinella a difesa del territorio.

  • Prof Diana è nostra intenzione tracciare qualche profilo di chi ha difeso strenuamente il Matese negli anni e ha lasciato segni visibili. Oggi abbiamo voluto ricordare il rag. Carbone. Ecco, chi era, secondo lei  il Ragioniere  Carbone?

 Rispondo semplicemente in due parole perché tanti conoscono e tanti ricorderanno che cosa ha fatto davvero per questo territorio. Una persona perbene, un galantuomo al quale il sottoscritto, fu legato da sincera amicizia ed infinita stima.

Considerati i vincoli di amicizia che lo legò a mio padre (operavano, infatti, entrambi prima nelle fila della SME (Società Meridionale di Elettricità) e poi nella nuova compagine ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica), posso affermare, senza tema di essere smentito, di aver avuto il privilegio di ottenere le Sue attenzioni ed i suoi insegnamenti sin da piccolo. Posso ammettere di aver avuto nei riguardi di Don Armando Carbone, come affettuosamente eravamo abituati a chiamarlo sempre, un timore “reverenziale”.

ECCO CHI ERA NEL DETTAGLIO IL RAGIONIERE E MEDAGLIA D’ARGENTO  CHE HA PARTECIPATO ALLE CAMPAGNE DI FRANCIA, JUGOSLAVIA  E RUSSIA E CHE HA AMATO PROFONDAMENTE IL MATESE E LA SUA GENTE

    Armando Carbone nasce a Napoli il 1° Gennaio del 1919. Il 15 Marzo 1936, a 17 anni, segnalato dalla scuola frequentata, viene assunto dalla Società Meridionale di Elettricità (S.M.E.) e presta servizio presso gli impianti di Bari, Olevano sul Tusciano e Pescara. A  20 anni assolve il servizio militare di leva incorporato nel 3° Reggimento “Savoia Cavalleria” a Milano. Con l’entrata in guerra dell’Italia è trattenuto alle armi e promosso Sergente. Partecipa alle campagne di Francia, di Iugoslavia e Russia (quest’ultima con il Corpo di Spedizione Italiana in Russia).Assume volontariamente il comando del Plotone  omonimo del suo 2° Squadrone, di cui è furiere e con un  armamento rinforzato da tre mortai , tolti ai russi in precedenti azioni, nella notte tra il 19 ed il 20 agosto 1942, viene incaricato di proteggere i movimenti del Reggimento  e della Legione “Tagliamento” impegnati a disperdere le forti infiltrazioni russe che tentano di tagliare i rifornimenti ai tedeschi che puntano su Stalingrado.Rilevatosi  col suo fuoco  da postazione in continuo e rapido spostamento, attira su sé le bordate delle Katiusce e, uscitone indenne, prende parte, nelle prime file dello  Squadrone, all’eroica carica  di JSBUSCENSKIJ del 24 agosto che fu l‘ultima carica di cavalleria  di tutti gli eserciti. Nel 1942, terminò, infatti,  la grande epopea del combattimento a cavallo, quando nel mese di agosto  presso JSBUSCENSKIJ, a pochi Km. dal Don, le 650 sciabole del Savoia Cavalleria, affrontarono, mettendoli in fuga, i cannoni e i parabellum dei 2000 sovietici, gesto che diede onore a un’arma ormai considerata obsoleta pur godendo del prestigio di una tradizione millenaria.Per questi fatti, gli viene concessa, sul campo, la medaglia d’Argento al valor militare  con la seguente motivazione:

Il Sergente furiere dello squadrone (Armando Carbone), volontariamente partecipava ad un ciclo di operazioni. Lanciato alla carica nelle prime file dello squadrone, ferito due volte e cadutogli ucciso il cavallo, si faceva aiutare per montarne un altro e di nuovo impetuosamente caricare”.

Proprio come testimonia e conferma la dedica che il suo cap. Francesco Saverio de Leone gli fa avere dopo aver ricevuto, una volta rientrato in Italia, la decorazione conferitagli sul campo.

 “Al mio carissimo Carbone indimenticabile per la sua onestà, per il suo sentimento purissimo, per la sua fede, il suo capitano che ebbe l’onore di condurlo nello storico combattimento di JSBSCENSKIJ, con ammirazione e riconoscenza. Cap. Francesco de Leone”

Penso proprio che rimanga poco da aggiungere. Un capitano onorato di condurlo che lo ammira e gli è riconoscente. Questo fu il militare Carbone. Questo era Don Armando Carbone. Un uomo tutto d’un pezzo, riservato che disdegnava la prima fila. Un uomo che dopo tante peripezie e vicissitudini, si commuoveva “oltre misura” ogni 4 novembre, in occasione della Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre  che lo vedeva impegnato  al monumento in Piazza G. Caso nella lettura del Bollettino della Vittoria.

Il ricordo  dell’eroica carica  di JSBUSCENSKY del 24 agosto 1942 rimase indelebile nella mente del Carbone e dei suoi cari.

Dal 24 agosto 2012 (due anni dopo la sua dipartita), infatti,  sulla tomba di Don Armando, a cura della figlia Anna Maria si legge:” JSBUSCENSKY – Fronte Russo 24 Agosto 1942 -A 70 anni da quello storico combattimento, l’esempio di chi vi partecipò si perpetua nel ricordo dei vivi. Piedimonte Matese 24 Agosto 2012”

Questo fu Armando Carbone per i piedimontesi che gli sono riconoscenti, r consapevoli che tra:

la medaglia d’oro allo stendardo;

2 medaglie d’oro alla memoria;

54 medaglie d’argento;

50 medaglie di bronzo;

49 croci di guerra;

il Rgt. Cavalleria Savoia lo annovera tra i suoi “grandi” e con il suo eroico gesto Piedimonte è presente nell’albo d’oro della Cavalleria “Savoia”.

Cosa aggiungere dopo la parentesi militare ? Solo che Don Armando nacque a Napoli  ma si sentì, e dimostrò sempre di essere un figlio adottivo della sua Piedimonte, tanto che a pagina 4, prima della presentazione del suo già menzionato lavoro: ”DIVAGAZIONI DI UN IMMIGRATO DEI SECONDI ANNI TRENTA SULL’UNICA, INSIGNE PIEDIMONTE E LA SUA GENTE”, egli testualmente scrive: “O Piedimonte cara, or ch’io attendo sol del tuo cipresso la riposante ombra, ond’approdar lassù, ove aspetta tua figlia cara sposa mia……” . e sempre riferendosi  alla sua Piedimonte, nello stesso lavoro, non esita a definirla:” leggiadra ed opulenta cittadina d’intensa operosità espressione e sostanza, foriera di letizia e distensione per aleggiante ristoratrice frescura cui spumose, travolgenti acque  Toran tuo inducea, meta preferita risultavi sovente…..”

Don Armando é già presente in occasione dell’osannante entusiasmo col quale  Piedimonte accoglie un altro suo grande figlio di ritorno dall’Africa Orientale, il Dott. GiovanGiuseppe D’Amore, che fu, poi, anche Sindaco della Città.;

Don Armando, mai in prima fila, è presente allorquando le buche in strada vengono riparate dall’Amministrazione Comunale con l’aiuto di Signor Gravina, Responsabile della Centrale idroelettrica di Piedimonte; è presente quando  vengono istituiti i turni mensili per disoccupati da impegnare nella nostra Centrale di Piedimonte per la qual cosa Don Armando interessa l’Avv. DI CAGNO in Presidenza SME facendolo incontrare con S. E. Mons. Virginio DONDEO Vescovo della nostra Diocesi che perora il consenso della Direzione Aziendale SME.

Risultato: il giorno stesso dell’incontro, al Capo Gravina, perviene “VIA LIBERA, ALLA TURNAZIONE IN CENTRALE FINO AL RIENTRO DEL PROBLEMA IN FISIOLOGICA PERCENTUALE COMPATIBILE”

.Ancora presente quando il Sen Giovanni Caso, di ritorno da Caserta per la soluzione di problemi relativi ai Piccoli Apostoli, trova avviso di telefonata prenotata per le ore 17, recapitatogli a casa sua sin dal mattino. Il suo collega, sen. Giacinto Bosco, esordisce testualmente: ”Caro Giovanni, ho saputo che hai deciso di lasciare! Ti dispiace se sarò io a subentrarti nel Collegio, sempre però che ne sosterrai con personale presenza, la successiva campagna elettorale”. Questo il contenuto del colloquio telefonico che viene riferito dal Sen. Caso alla moglie, Sig.ra Maria, in presenza del solo don Amando CARBONE. In effetti le cose non stavano proprio così…..! Il Sen. Caso non aveva affatto deciso di lasciare!! Per volere della Democrazia Cristiana di DE Gasperi fu deciso:

CASO FUORI, BOSCO DENTRO

Il tutto fu preludio alla fine per l’insigne, provetto Uomo dalla personalità indiscussa ed inattaccabile, al punto che il 9 aprile 1958, sul palco del Teatro  Mascagni, nella sua Piedimonte esalò l’ultimo respiro. I più, tra i quali il nostro carissimo Don Armando, hanno sempre insistito nell’affermare che olocausto fu, aggiungendo che la Dirigenza D.C., colpita e attonita , sostò!!!

Una personalità poliedrica e attenta alle problematiche della ormai sua Piedimonte fu quella di Don Armando Carbone:

  • Vice Presidente degli Invalidi di guerra;
  • Responsabile elettorale negli anni a cavallo della Legge maggioritaria Scelba;
  • Componente del Collegio Sindacale della Banca Popolare del Matese;
  • Fondatore del Sindacato CISL di categoria, divenuto poi in loco “Provinciale”;
  • Segretario della Commissione Interna SME Sede (intesa pilota del Gruppo) in rappresentanza degli oltre 3.000 collaboratori d ‘ogni ordine e grado, operanti in Napoli;
  • Egli stesso ci dice che dell’attività sindacale locale, di proficuo in Piedimonte rimane, tra l’altro:
  • L’area condominiale di 12 appartamenti, attribuiti in proprietà secondo graduatoria;
  • Circolo Aziendale, capofila ad altri ed organizzatissimo tanto per decenni, quant’oggi, per contro, in totale abbandono;
  • Il ricordo di tante annuali privilegiate, armoniose Befane per i figli dei collaboratori, mai più ripetutesi;
  • 2 Concorsi per assunzione al lavoro, riservati ai soli figli dei dipendenti locali(autentica provvidenza cui alcun altro dei sette Centri Idroelettrici e dei quattro Termoelettrici poté mai realizzare), di cui uno per i licenziati delle sole elementari, con numero di posti aperto ai risultati idonei, e lo furono tutti i partecipanti, finanche a risultarne tre per alcune delle famiglie interessate.

Appare legittimo, logico ed evidente, chiedersi a questo punto: cos’altro poteva fare per la sua Piedimonte questo suo figlio adottivo?

In Via Paolo Emilio Imbriani a Napoli, Don Armando Carbone, per anni e fino alla fine dei suoi giorni (19.04. 2010) è stato sinonimo di Piedimonte e non esiste un piedimontese, che solo perché piedimontese, non abbia avuto, confidenzialmente, un abbraccio nel suo cammino d’ingresso alla SME prima e all’ENEL dopo. Il comune di Piedimonte Matese, questa è una nostra proposta che arriva anche dalla gente dovrebbe pensare seriamente di intitolargli una strada o uno spazio. Sarebbero davvero in tanti ad essere felici perché sarebbe un modo per dire semplicemente grazie a “Don Armando” .

Nella foto della Home page il ragionier Carbone; all’interno nella prima  foto  il decreto, la dedica del suo capitano e il ragionier Carbone con il suo inseparabile compagno di viaggio: il cavallo; sotto il suo capitano mentre ritira la medaglia per lui. Questo perchè il sergente furiere Carbone, quel giorno  si trovava in ospedale perchè ferito.

 

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2 Comments on PERSONAGGI – VIAGGIO FRA I PERSONAGGI CHE HANNO SEGNATO POSITIVAMENTE IL MATESE. IL RAGIONIERE ARMANDO CARBONE IL BENEFATTORE CHE OPERAVA IN SILENZIO

  1. Giovanni Manconi // 25 Settembre 2019 a 13:25 // Rispondi

    È il minimo che il comune di Piedimonte Matese può fare per per il rag.Carbone.Premetto che non sono di Piedimonte Matese ma leggendo tutta la storia cosi ben raccontata ripeto è il minimo che si può fare per una persona che ha dato lustro alla città.

  2. Giovanni Caracciolo // 25 Settembre 2019 a 21:23 // Rispondi

    Ebbi l’ onore ed il sommo piacere di fare la conoscenza del Sergente Armando Carbone all’ edicola Padre Pio di via Caso a Piedimonte. Quando Gli dissi che avevo letto con grande piacere ed interesse il suo libro citato nel testo dell’ articolo si commosse e mi abbraccio’. Sentiva vicina la conclusione della sua intensa ed emozionante vita che aveva rinchiuso come in uno scrigno prezioso rappresentato dal suo amato libro.

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