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TEATRO DAI FORTI VALORI SOCIALI AL LICEO “GALILEO GALILEI” DI PIEDIMONTE MATESE

Fortuna Natale | Piedimonte Matese – Momenti di grande commozione e di notevole spessore civile e morale quelli vissuti ieri mattina dai giovani studenti del Liceo Statale “G. Galilei” di Piedimonte Matese, diretto dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Bernarda De Girolamo, nella messa in scena dello spettacolo teatrale “La Classe”, adattamento e regia a cura di Andrea Rao. Una rappresentazione teatrale dai forti valori sociali e morali per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto di chi è diverso da noi, al rispetto di chi ha perso la propria identità, di chi ha cercato scampo in un futuro migliore lungo quelle che sono chiamate le “rotte della speranza”. La rappresentazione teatrale, nata nell’ambito dei Progetti “Scuola Viva” è stata una sfida vinta contro i pregiudizi e che ha visto lavorare insieme, con impegno e passione, gli studenti del modulo “Teatro sociale”.  “Un progetto di grande qualità che ci riempie di orgoglio – queste le parole della Dirigente Scolastica Bernarda De Girolamo – perché ha rappresentato un’esperienza di crescita e di integrazione per tutti. Gli studenti hanno potuto mettere in pratica ciò che hanno appreso a scuola, recitazione, canto, scenografia, costumi, grafica e allo stesso tempo attraverso il teatro hanno vissuto un’esperienza unica che ha rappresentato un momento “privilegiato” di crescita civile e morale. Significativa ed emozionante la cerimonia di posa della pietra di inciampo a ricordo del giovane migrante del Mali morto affogato nel Mar Mediterraneo a soli quattordici anni con la pagella dei voti scolastici cuciti in tasca, mentre cercava di arrivare in Europa a bordo di un barcone.

Il suo viaggio è finito la notte in cui il suo barcone è affondato nel canale di Sicilia. Mille morti, il più grande naufragio avvenuto nel Mediterraneo nella storia del Dopoguerra. La storia del ragazzo con la pagella cucita addosso è una delle tante storie raccontate nel libro “Naufraghi senza volto” da Cristina Cattaneo, responsabile del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Milano, che negli ultimi anni si è occupata di riconoscere i corpi dei migranti annegati in quella tragedia. Grazie a questa storia i ragazzi del Liceo “G. Galilei” hanno potuto raccontare e testimoniare con grande sensibilità e competenza la tragedia di chi ha perso per sempre la propria identità:

“Non ne conosciamo il volto, non ne conosciamo il nome. Ma non per questo ciò che sappiamo di lui fa meno male: veniva dal Mali, aveva 14 anni e la speranza di una nuova vita cucita addosso, sotto forma di una pagella della scuola che in patria non avrebbe potuto frequentare più.”

 

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