PIEDIMONTE MATESE, OSPEDALE E DIRITTO ALLA SALUTE, SCENDE IN CAMPO CITTADINANZATTIVA

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Redazione. Piedimonte Matese. Anche Cittadinanzattiva scende in campo  a favore dell’ospedale di Piedimonte Matese.  Questa la nota dell’associazione, per tutelare il diritto alla salute di migliaia di cittadini dell’alto casertano dopo il suo paventato declassamento: “Sono passati molti anni dal convegno che organizzammo a Piedimonte nel 2012 dal titolo Il diritto di cittadinanza e la tutela della salute nelle aree montane ed interne” nel quale, insieme ai rappresentanti delle istituzioni sanitarie regionali e provinciali, ai rappresentanti istituzionali e a tante associazioni e cittadini, affrontammo il tema dell’esercizio effettivo del diritto alla salute nelle aree montane ed interne, con riferimento specifico alla situazione dell’Alto Matese. Purtroppo in questi anni abbiamo assistito ad un indebolimento del servizio assistenziale, non solo a causa dell’evidente impoverimento del servizio ospedaliero, che ha visto negli anni recenti la soppressione di unità operative, una riduzione complessiva dei posti letto e l’impoverimento di professionalità, tecnologie ed attrezzature, ma anche per il generale indebolimento dei servizi assistenziali territoriali che vivono quotidianamente enormi difficoltà. Il recente Piano Ospedaliero Regionale (D.C.A. 103/2018), che configura il Presidio Ospedaliero di Piedimonte come “Ospedale di Base con sede di Pronto Soccorso”, ha ulteriormente aggravato la situazione. Il mancato riconoscimento di “DEA di Primo Livello” comporterà, infatti, una sostanziale riduzione delle cure e prestazioni sanitarie per il futuro. Inoltre la pubblicazione del nuovo Piano Regionale della Rete per l’Assistenza Territoriale, prevista per i prossimi mesi, andrà a riprogrammare l’assistenza territoriale, e quindi, insieme a quanto previsto nel piano ospedaliero, andrà a ridefinire sostanzialmente i L.E.A. (livelli essenziali di assistenza) nel nostro territorio. La tutela della salute è organizzata, infatti, attraverso un sistema complesso di strutture e servizi, nel quale l’assistenza ospedaliera è una parte fondamentale ma complementare a quella altrettanto importante dell’assistenza territoriale che, con la rete emergenza-urgenza, l’assistenza sanitaria primaria, erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, la continuità assistenziale, in particolare le cure primarie, l’assistenza specialistica ambulatoriale e l’assistenza domiciliare, offre servizi egualmente o addirittura, in alcuni casi, più importanti dell’ospedale. Le reti tempo-dipendenti, ad esempio, come la rete di emergenza-urgenza, la rete IMA (infarto miocardico acuto), la rete Stroke (ictus), la rete SIAT (traumi) sono ancora più decisive per salvare vite umane, soprattutto per chi vive nei comuni montani, e dovrebbero essere assolutamente implementate per il nostro territorio. La richiesta che l’ospedale sia riconosciuto Dea di Primo Livello va, quindi, necessariamente approfondita e arricchita di argomenti e contenuti: occorre che questo “contenitore” sia riempito con i servizi assolutamente necessari per il nostro territorio. Questo punto è essenziale ed è confermato da quanto previsto dal Piano Ospedaliero Regionale per gli ospedali di Sessa Aurunca, Marcianise ed Aversa, che, sebbene tutti DEA di primo livello, sono configurati con unità operative, servizi e strutture significativamente diversi. Occorre, ancora, che l’Ospedale sia dotato del personale e delle professionalità mediche necessarie e non solo delle strutture. In tutti questi anni di sportello del “Tribunale per i Diritti del Malato” presso l’ospedale di Piedimonte, abbiamo raccolto tante segnalazioni che hanno evidenziato le difficoltà dei cittadini a causa, ad esempio, dei lunghi tempi di attesa o dei carenti servizi assistenziali per le cronicità. La qualità e la quantità dei servizi offerti dall’ospedale devono, infatti, andare di pari passo. Un ospedale che, anche se dotato di strutture tecniche di eccellenza, non riesca ad offrire un’elevata qualità dei servizi, è destinato ad un progressivo “abbandono” da parte dell’utenza. È essenziale che questi servizi siano di elevata qualità e che rispondano ai bisogni reali dei cittadini in termini di accessibilità, tempestività, efficacia, sicurezza. É quindi evidente che occorre affrontare il tema del diritto alla salute in modo completo avviando, con urgenza, un percorso partecipato e condiviso che identifichi le esigenze del territorio sia per l’assistenza ospedaliera sia per l’assistenza territoriale. Le esigenze del territorio, infatti, possono essere identificate solo da chi ogni giorno si trova ad affrontare le difficoltà in prima persona; dagli operatori dell’ospedale che cercano di sopperire alla mancanza di risorse con la loro passione e il loro impegno quotidiano; dai “portatori di interesse” come le associazioni di categoria e le rappresentanze istituzionali e sindacali; dalle organizzazioni di medicina territoriale e di assistenza domiciliare; insomma, da tutti coloro che conoscono bene le necessità perché le vivono ogni giorno sulla propria pelle. Il percorso che proponiamo non è assolutamente in contrapposizione con il lavoro sinora svolto dagli amici del Comitato Art. 32. La nostra proposta è assolutamente in continuità; vuole essere un’integrazione a completamento, a nostro parere necessaria, della richiesta di DEA di Primo Livello, che apra il confronto e la discussione sul tema della sanità nelle aree montane e interne e affronti, in modo particolare, il tema dell’equilibrio dell’offerta e dell’integrazione delle funzioni assistenziali ospedaliere, territoriali e domiciliari, rese ancora più difficili dalle peculiarità orografiche, demografiche e socioeconomiche di tali aree. Questo approfondimento non può essere assolutamente rimandato: ipotizzare di procedere a passi successivi, chiedendo ora il riconoscimento di DEA di primo livello e successivamente che questo contenga tutti i servizi necessari, non ci sembra percorribile; bisogna chiedere con urgenza tutto ciò che realmente occorre al territorio. Se ci sarà la disponibilità a rivedere il Piano Regionale Ospedaliero, dunque, occorrerà che il territorio sia pronto a presentare una proposta quanto più possibile accurata e completa. Per questa ragione intendiamo impegnarci alla costruzione di questa proposta ed è importante che sia costruita al più presto, con il contributo di tutti”.

 

 

 

 

 

 

About Emiddio Bianchi (3539 Articles)
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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