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PIEDIMONTE MATESE, “FINANCHE LA MEMORIA MI TOLSERO”, UNA POESIA DI FRANCO MATTEI DEDICATA AL LAVATOIO DIMENTICATO DEL BORGO DI SEPICCIANO

Redazione. Piedimonte Matese. Chi dovrebbe avere a cuore gli storici lavatoi di Piedimonte Matese, se ne è purtroppo dimenticato. Giacciono fra l’incuria totale, in tanti angoli del paese. Eppure, quando la lavatrice era solo un lontano miraggio, erano quelli i luoghi dove le nostre nonne, fra una chiacchiera e l’altra, andavano a lavare lenzuola e camicie. Franco Mattei, mentre insieme ad un gruppo di volontari sta cercando di dargli una sistemata, in una sua poesia ha voluto ricordare il lavatoio di via Pizzone, nel borgo di Sepicciano, anch’esso tristemente dimenticato.

FINANCHE LA MEMORIA MI TOLSERO

“Eppur servii armenti assetati nella calura estiva,
donne attempate che qui, cianciando
sciabordavano panni consunti dal tempo
e ascoltavo, con sommesso silenzio,
i loro lamenti, ma anche i loro ghigni briosi,
dimentiche per un attimo della miseria imperante.
Ho servito sempre il solerte agreste
che da mane a sera ricurvo sulla greve zappa
inondava con la mia vitale linfa i fecondi orti,
e a sera ritornava alla parca dimora tremolante nel corpo.
Oh…Quante volte qui sostava lasso!
E a piene mane bagnava lo sbiancato viso!
Per anni, da tempo immemorabile, tutto annotavo:
schiamazzi gioiosi di innocenti fanciulli,
teneri amori sussurrati, vociare astruso di pellegrini erranti,
che qui s’arrestavan per un baleno a dissetarsi.
Scrutavo da mane a sera i volti noti
e con essi intrattenevo silenziosa corrispondenza.
Ah!…Quanti tini in tempo autunnal ho abbeverato
e da cui la fragranza del mosto nell’aria
s’espandeva e t’inebriava l’anima.
Recondite rimembranze del tempo che fu!
Poi un oblio è sceso inarrestabile.
La polla limpida che mi vitalizzava,
si estinse man mano, forse rapita da mano sacrilega.
Fu allora l’inizio della fine.
Ma già la massaia, l’agreste, gli armenti … svaniti,
chè in ogni dimora e stamberga albergavan già novi agi.
Ed io bandito ed esiliato come infermo malandato sosto da tempo,
da tutti ignorato e dai reggenti finanche obliato,
che, sepolto come rudere sotto una coltre di rovi, mi lasciarono,
e così la memoria finanche mi tolsero.
E nel ricordo vivo solo grazie a colui che in questi versi mi immortalò”.

 

 

 

Informazioni su Emiddio Bianchi ()
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

1 Commento su PIEDIMONTE MATESE, “FINANCHE LA MEMORIA MI TOLSERO”, UNA POESIA DI FRANCO MATTEI DEDICATA AL LAVATOIO DIMENTICATO DEL BORGO DI SEPICCIANO

  1. Piccoli angoli che ricordano la storia andrebbero sempre valorizzati,
    soprattutto se sono momenti vissuti che restano nella nostra mente.
    Il passato non ritorna a portarci quei ricordi,
    ma il loro valore possiamo fare qualcosa per custodirlo.

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