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INCONTRO A LA CANONICA , GIOVEDI 31 OTTOBRE SI PARLERA’ DI ONCOLOGIA UROLOGICA

Caserta. Giovedì 31 ottobre 2019 “La Canonica” si riunirà come di solito alle ore 17:00 per ospitare un giovane medico casertano di grande prestigio che affronterà un tema importante: l’oncologia urologica,. Si tratta del dott. Giuseppe Simone (Nella foto) , che a meno di 40 anni dirige l’Urologia Oncologica presso l’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma. Il dott. Simone, infatti, è nato a Santa Maria C.V. e festeggerà il suo trentottesimo compleanno il prossimo 7 novembre. Ha conseguito con il massimo dei voti la maturità classica nel 1999 presso il prestigioso Liceo ginnasio di Santa Maria Capua Vetere, istituito nel 1865 e originariamente intitolato ad Alessio Simmaco Mazzocchi, illustre cittadino sammaritano. Nel 1913 il liceo fu intitolato a Giuseppe Garibaldi, poi, nel periodo fascista, a Tommaso di Savoia duca di Genova e, infine, nel 1985 a “Cneo Nevio”, il poeta e drammaturgo romano, fondatore dell’epos nazionale latino, nato probabilmente nel 275 a.C. a Capua, uno dei pochi poeti latini liberi da condizionamenti ideologici e politico-sociali. Con il massimo dei voti e lode Giuseppe Simone si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2005 e, subito dopo la laurea, ha iniziato la sua attività in campo urologico presso il dipartimento di Urologia Oncologica del “Regina Elena” di Roma, dove, salvo brevi pause formative (St. Mary’s Hospital di Londra, University of Southern California a Los Angeles, University of Mansoura) e professionali (Ospedale “San Giovanni Bosco” di Torino) è rimasto ininterrottamente sino ad oggi.

Dal novembre del 2015 è Dirigente Medico presso la UOC di Urologia Oncologica del “Regina Elena” di Roma, diretta dal Prof. Michele Gallucci, e dal 1 gennaio di questo 2019 ne è diventato responsabile. Nel corso di questi anni così densi di attività e spostamenti, il dott. Simone ha trovato il tempo anche di sposarsi e mettere su famiglia nel 2008 e di svolgere attività di tutoraggio per la chirurgia uro-oncologica mini-invasiva presso la clinica “Athena Villa dei Pini” di Piedimonte Matese e presso l’Ospedale di Frosinone.

Dal 2017 è membro della European Reference Network for Rare Adult Solid Cancer (EURACAN) come rappresentante istituzionale per il settore dei tumori genito-urinari. Dal 2008 ha collezionato una ventina di riconoscimenti e premi a congressi, quasi due l’anno, il che è indice di un lavoro molto intenso e di alta qualità.

Ha ricevuto finanziamenti pubblici per la sua attività di ricerca, tra cui quello di 784mila Euro nel 2017 per condurre uno studio randomizzato prospettico a centro singolo sulla cistectomia radicale aperta contro quella assistita da robot con diversione urinaria totalmente intracorporea.

Nel 2016 ha ricevuto l’idoneità a professore associato per la classe MED 24 – Urologia e nel 2019 quella a Professore Ordinario.

Infine, è autore di un centinaio di pubblicazioni su riviste internazionali e di oltre 160 tra relazioni e comunicazioni a congressi internazionali.

Insomma, un curriculum quello del dott. Giuseppe Simone assolutamente invidiabile e fuori del comune, reso possibile anche dal fatto che si è trovato al posto giusto al momento giusto. Infatti, nel 2010, grazie alla determinazione dell’allora direttore generale Francesco Bevere, l’Urologia del Regina Elena fu dotato di un “Robot Da Vinci” che diventò in pochissimo tempo perfettamente operativo tanto che il prof. Michele Gallucci poté sedersi alla consolle per il primo intervento, coadiuvato anche dal dott. Simone. Perciò, nella sua conferenza presso “La Canonica”, il dott. Simone illustrerà come l’Urologia Oncologica sia uno dei settori in cui lo sviluppo tecnologico ha cambiato drasticamente gli scenari terapeutici nel terzo millennio. Gli urologi sono sempre stati pionieri nell’abbracciare le nuove tecnologie mini-invasive: nel campo dell’endourologia negli anni ’80, della laparoscopica negli anni ’90 e della chirurgia robotica nell’ultimo decennio. In Italia almeno il 70% della chirurgia robotica è urologica. Inoltre l’urologia è più di ogni altra la branca in cui la chirurgia robotica ha sviluppato il massimo delle sue potenzialità, prendendo piede per interventi molto complessi, che costituiscono un’alternativa ad interventi molto demolitivi che oggi sono (almeno si spera…) obsoleti. L’Urologia, come purtroppo tutte le branche chirurgiche in Italia, manca di “Maestri” veri, di persone il cui carisma possa trascinare giovani medici verso una professione che “documenti alla mano” ha poco appeal: lungo precariato per arrivare a uno stipendio mediocre, 60 ore di lavoro settimanali, una valigia piena di denunce e richieste di risarcimenti. Ma chi, come il dott. Simone, ha avuto la fortuna di incontrare queste rare persone, ha potuto cambiare la sua vita e… ci piace credere… quella di tante persone nel momento più buio della loro vita.

Una conferenza, quindi, quella del dott. Simone, ricca di riferimenti a persone e a Maestri, come il padre e il prof. Gallucci, che gli hanno consentito di crescere professionalmente bruciando addirittura le tappe, e altrettanto ricca di illustrazioni di nuove procedure chirurgiche nel trattamento di lesioni oncologiche in campo urologico.

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