PIEDIMONTE MATESE, lL VESCOVO  PIAZZA INCONTRA LA STAMPA E SOLLECITA AL DIALOGO COSTRUTTIVO “ANCHE LA BUONA NOTIZIA MERITA ATTENZIONE” 

Fortuna Natale| Piedimonte Matese . “Anche la buona notizia merita attenzione. Bisogna promuovere e far venire fuori le eccellenze del territorio, dare voce a coloro che operano per il bene del territorio, dare spazio a chi valorizza e promuove il proprio territorio perché solo così possiamo crescere. E’ la buona notizia che fa crescere, costruisce e realizza, dando una nuova narrazione del territorio.”

E’ questo l’invito che sua Eccellenza il Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, nel pomeriggio di ieri 4 dicembre, presso la Curia Vescovile di Piedimonte Matese, ha rivolto ai giornalisti invitati, presentandosi ufficialmente alla stampa, l’appello di istaurare un dialogo costruttivo e propositivo fra le diverse parti istituzionali. In questo caso è proprio l’istituzione ecclesiastica che chiama ad un tavolo di concertazione i mezzi di comunicazione di massa, cosa che non veniva fatta ormai da diversi anni nella nostra Diocesi, per fare il punto sulla situazione attuale e per mettere in luce che la frammentazione culturale e la perdita dei riferimenti valoriali è diventato un problema non solo della chiesa, ma di tutte le istituzioni che cooperano a cominciare dalla scuola, dalla società civile, dalle famiglie che vivono un vero e proprio disorientamento culturale e sociale.

La sua preoccupazione nasce proprio da qui, da questo impoverimento culturale e sociale, ma al tempo stesso anche dalla consapevolezza dell’esistenza di grandi potenzialità strutturali che sono insite nel nostro territorio. Bisogna ricentrare l’attenzione sulla realtà sociale per attivare maggiore coscienza del contesto, vigilanza critica e disposizione ad un atteggiamento di apertura. Mons. Franco Piazza sollecita i mezzi di comunicazione di massa ad entrare in un dialogo costruttivo con le diverse parti istituzionali, a dare spazio e voce ad una nuova narrazione del territorio che tenga conto della pluralità di lettura di un fatto, considerando necessario analizzare il “come” e il “modo” in cui vengono raccontati giornalisticamente i fatti proprio perché si corre il rischio di far degenerare la comunicazione. Il dialogo e la collaborazione di Istituzioni, Enti e Associazioni sono una opportunità di ricerca e di confronto indispensabili per rigenerare la trama delle relazioni sociali e operare scelte che sappiano valorizzare il positivo come sentiero di rinascita.

“ Il come vengono raccontati i fatti” – continua Sua Eccellenza Piazza – “diventa una forbice delicatissima che se si allarga troppo corre il rischio di far degenerare la comunicazione”. E’ necessaria pertanto una solida alleanza tra i soggetti della comunicazione e quelli della formazione affinchè si possa sollecitare il risveglio di una coscienza critica interpretando gli eventi della nostra storia nel dinamismo del cambiamento e riconoscere e valutare i cambiamenti sociali attraverso la gradualità del comprendere progressivo teso a costruire nuovi spazi vitali.

L’esempio del bicchiere che cade a terra, fatto da Mons. Piazza è veramente significativo – “nel vedere il bicchiere caduto a terra, possiamo avere due modelli di approccio: il primo che il bicchiere si è rotto” –  quindi riportando l’accaduto come dato oggettivo, dando la notizia di cronaca e cioè che il bicchiere e caduto a terra e si è rotto, “il secondo approccio è quello che porta a porci la domanda sul perché il bicchiere si è rotto: e dunque il fatto comincia a diventare opinione, comincia l’indagine, comincia la formula di quello che possiamo chiamare reportage di indagine e di approfondimento”. “se dovesse essere solo questa la fase, in chiave etica della comunicazione la cosa diventerebbe molto riduttiva”. Altra cosa invece è vedere come possiamo ricomporre il bicchiere, quale strategia, quale mezzo possiamo utilizzare affinchè ciò che è accaduto non accada mai più, evitando che si rompa di nuovo, osservando e riportando dunque l’accaduto in un’ottica positiva e propositiva. Il Vescovo Piazza, dunque, sollecita la stampa ad aprirsi al confronto, a farsi voce di esperienze positive, invita a fare un giornalismo capace di promuovere e valorizzare l’eccellenze del nostro territorio, a fare rete, nel senso di creare relazioni, a condividere responsabilità nel dare informazione.

“Come giornalisti siete chiamati a diffondere le notizie in modo capillare e completo, ma non bisogna dimenticare che la complessità della vita non è fatta solo di cattive notizie, ci sono anche quelle buone”. Esistono tante storie, vicende e fatti che raccontano piccoli successi, che parlano di tante piccole aziende che hanno saputo portare l’eccellenza del territorio fuori dalle mura, storie che rappresentano motivo di speranza e di fiducia nel futuro. Impegniamoci a raccontarle e a diffonderle”

 

 

 

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1 Comment on PIEDIMONTE MATESE, lL VESCOVO  PIAZZA INCONTRA LA STAMPA E SOLLECITA AL DIALOGO COSTRUTTIVO “ANCHE LA BUONA NOTIZIA MERITA ATTENZIONE” 

  1. Se il virgolettato :
    “… Bisogna promuovere e far venire fuori le eccellenze del territorio, dare voce a coloro che operano per il bene del territorio, dare spazio a chi valorizza e promuove il proprio territorio perché solo così possiamo crescere. E’ la buona notizia che fa crescere, costruisce e realizza, dando una nuova narrazione del territorio.”
    corrisponde al reale dictum del Vescovo, allora si vuole dire che si predilige un “giornalismo-marketing”, cioè un giornalismo pur sempre “orientato”, dunque un giornalismo pre-determinato di fronte alla multiformità del reale.
    Capisco il senso e la “mission” del Vescovo, ma mi pare preferibile un giornalismo che racconti le cose per quelle che sono, lasciando ai lettori il lavoro, il compito, la responsabilità, di formarsi un’opinione.
    Il problema che mi sembra ancora insuperato, insomma, è :”raccontare la verità, la fattualita’, l’accadimento, l’oggettività,….”
    Certo, se fosse possibile avremmo un solo giornale, un solo giornalista, un solo dicitore…..
    Ecco, mi accontenterei di discutere e realizzare la seguente proposta:
    – ogni giornalista , per esercitare in assoluta libertà e indipendenza e – contemporaneamente – nel rispetto dei lettori, – è obbligato ad articolare i suoi scritti in due parti nettamente distinte ;
    – nella prima narrando i fatti;
    – nella seconda raccontando le sue opinioni sui fatti.
    Solo così il giornalismo riacquista capacità di veicolare cultura, cioè – parafrasando ciò che altri hanno scritto – quel che rimane quando si smette di leggere…..

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