PRATELLA IN FERMENTO:” NON SIAMO RAZZISTI, NON CI SENTIAMO PIU’ SICURI E NON VOGLIAMO PIU’ ACCOGLIERE TUTTI GLI EXTRACOMUNITARI”

Pratella. C’è un clima meno festoso e diverso rispetto ad una settimana fa, a Pratella, piccolo centro dell’alto casertano,  a causa dell’arrivo di numerosi extracomunitari. C’è fermento fra la gente. Una temperatura rigida e un clima diciamo cosi meno ospitale, ci accoglie oggi nel piccolo comune . Anche il Lete, il fiume  dell’Oblio, citato anche da Dante nella Divina Commedia è  minaccioso, è arrabbiato a causa delle numerose precipitazioni e scorre veloce e rumoroso  accarezzando il piccolo centro abitato . E’ arrabbiato e un pò minaccioso come la gente, in queste ore, che non ha visto di buon grado l’arrivo di 25 nuovi ospiti. Giunti all’improvviso e sistemati in una zona residenziale del piccolo comune che tutti pensavano fosse la piu’ tranquilla.

”Non siamo razzisti” – tengono immediatamente a precisare i cittadini molto risentiti e particolarmente, alcuni residenti  della nuova struttura, dove i 25 ragazzi di colore sono stati  sistemati dalla Prefettura. In realtà, nel parco piu’ bello e moderno della zona, il Domus Lete di via Ravone, abitano già quattro famiglie con alcuni bambini, un avviatissimo studio dentistico e un luogo che si immaginava anche tranquillo. Certe scene di gente riversata per strada ha creato già qualche problema di insicurezza nei residenti.

“Vederli vagare per il paese senza meta è inaccettabile per tutti. Dove andranno, cosa faranno, tutti se lo chiedono- ci dice la prima persona che abbiamo incontrato -. Per gli obiettivi di  un singolo ( la Cooperativa ed il proprietario dell’ immobile n.d.r)  hanno penalizzato l’ intera popolazione. Non ci sono le infrastrutture adeguate per accogliere un numero così alto di immigrati – continua – non c’è bagliore di un progetto che favorisca l’integrazione nè, così pare, personale qualificato per avviare un processo di mediazione culturale, ecco perché siamo preoccupati”.

Il sindaco Emilio Sion, eletto alle ultime elezioni,  da quando ci risulta però non era informato sull’arrivo dei nuovi ospiti, dell’altro ieri sera  ma comunque nulla avrebbe potuto fare, tenuto conto che esisteva già una disposizione della Prefettura in accordo con la cooperativa che appartiene ad un imprenditore   ma   il problema andava chiaramente affrontato e discusso prima che ciò avvenisse. Ora, l’opposizione scende in campo e qualche giorno   Romualdo Cacciola, con ferma decisione ha detto basta . “Pratella ospitava già 18 ragazzi in una struttura, ora sono arrivati altri e 25 piu’ altri dieci dovrebbero arrivare”.

Questo ha mandato su tutte le furie l’opposizione che è decisa a dare battaglia .”Non è accettabile – ha detto ancora Romualdo Cacciola- e ci attiveremo con ogni forma di  protesta civile affinchè Pratella non diventi un centro di accoglienza della Campania. La nostra è una comunità di 500 abitanti e non possiamo ospitare un numero così alto di persone che non conosciamo, non sappiamo cosa potrà avvenire in termini di sicurezza e di igiene pubblica”.

  • E’ avvenuto un confronto, da parte vostra con il sindaco?

“ Ci siamo sentiti e confrontati ieri mattina. Non è in disaccordo con noi ma consapevole, almeno a suo dire, di questa situazione per la quale aveva anche segnalato alla Prefettura l’indisponibilità del comune ad accogliere altre persone. Ovviamente, noi faremo squadra in questo momento con il Sindaco e la maggioranza  ma resta di certo e il Sindaco questo lo doveva sapere, che queste  vicende non possono essere liquidate con una comunicazione scritta ma bisogna recarsi in Prefettura e seguire l’iter come ho fatto anche io e confrontarsi con i funzionari responsabili del settore,  facendo capire  loro l’attuale situazione che vive il comune e che sono davvero tanti gli extracomunitari rispetto al numero che potrebbe ospitare effettivamente la nostra comunità. Tanto che con la mia amministrazione  il 20 aprile 2018, avevamo già aderito allo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati )                                       che però prevedeva l’ospitalità in base al numero di abitanti. La gente è stanca di questa situazione per la quale bisogna trovare un rimedio immediatamente perché non si sente sicura e tutelata dalle istituzioni, cominciando anche da quelle locali come il comune. Allora è nostro compito quello di trovare un accordo nelle sedi competenti, giungendo però ad una soluzione del problema e non limitandoci solo all’invio di comunicazioni, dicendo semplicemente non vogliamo extracomunitari” “.Intanto il caso finisce in consiglio comunale convocato per il prossimo 27 dicembre.

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