SULL’IMPIANTO DI PRESENZANO MANCA UN CONFRONTO COSTRUTTIVO

 PRESENZANO.Nel corso degli ultimi mesi è stata molto discusso l’impianto a ciclo combinato in costruzione presso il comune di Presenzano. Trattasi di un impianto già valutato ed autorizzato in base agli standard tecnologici dell’Unione Europea. La tecnologia utilizzata dal progetto prevede Ossidi di Azoto pari a 10 milligrammi per metro cubo medio al giorno su limite Europeo di 15-40, Monossido di Carbonio di 30 milligrammi per metro cubo medio al giorno su limite Europeo di 30 ed Ammoniaca di 5 milligrammi per metro cubo medio al giorno su limite Europeo di 3-10.Questi valori limite, garantiscono la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e sono valori limite in cui il progetto di Presenzano rientra ampiamente. L’impianto, inoltre, non produce particolato primario, ossidi di zolfo o PM10 con impatto pari a zero sull’agricoltura locale. Del resto, è ben noto che i prodotti agricoli di altri comuni dell’alto casertano hanno mantenuto il loro prestigio nonostante la vicinanza ad impianti simili.Eppure, invece di confrontarsi sul monitoraggio ambientale rispetto ai parametri ufficiali, sono state pubblicate le più svariate notizie inesatte da parte di attivisti non qualificati e da rappresentanti istituzionali che, approfittando della carenza di informazioni e della paura delle persone, mobilitano i comitati .In vista della prossima conferenza di servizi circa l’impianto di Presenzano, in molti considerano tale evento essenziale per la conferma dell’autorizzazione, senza sapere che si tratta di un semplice monitoraggio puntuale sulla tecnologia di progetto che non ha impatti sulle autorizzazioni dell’impianto già concluse e attraverso le quali sono già partiti i lavori.Un confronto costruttivo sui temi ambientali evidenzierebbe altri tipi di problemi, come quello delle polveri emesse da veicoli antiquati o da impianti di riscaldamento industriale che inquinano più di ogni altra cosa nel nostro territorio.Viene da chiedersi come sia possibile che, invece di richiedere dati tecnici dagli specializzati, vengono diffuse notizie senza alcuna valenza tecnica in materia. Eppure, è ben noto che il comune di Presenzano ha nominato la Seconda Università di Napoli (SUN), dipartimento di Ingegneria Ambientale, per valutare l’impianto per quanto di sua competenza. Oggi la SUN lavora per fornire le dovute risposte che anche noi aspettiamo per informarci con criterio, rigettando qualunque strumentalizzazione o fonte poco attendibile sull’argomento.Sul tema della correttezza di informazione, sorge qualche dubbio sulle dichiarazioni del Dott. Gaetano Rivezzi, anch’egli incaricato dal Comune di Presenzano per analisi circa l’impianto. Da mesi, il Dott. Rivezzi interviene in ambiti che vanno oltre il tema sanitario, descrivendo impatti ambientali disastrosi per cui sarebbe opportuno ascoltare un confronto tra lui e la stessa Seconda Università di Napoli al fine di verificare le sue dichiarazioni e magari raggiungere una intesa sull’importante tema ambientale.Sarebbe opportuno invece evitare minacce,  strumentalizzazioni o false informazioni viste in questi mesi sul tema di Presenzano. Sarebbe auspicabile  invece documentarci in maniera civile circa i temi importanti, poiché questo territorio è caratterizzato da problemi di altro tipo, quali le polveri emesse da veicoli fuori norma o l’emergenza rifiuti che sta divorando i nostri paesaggi e per la quale non si sono riscontrate azioni degne di nota.

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